Canottieri Lecco: 120 anni di Sport, Passione, Racconti: nella Lecco del 1895

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canottieri1LECCO – 120 anni fa nasceva la Canottieri di Lecco. Era infatti il 1895 quando, seduti ai tavolini dello storico Caffè del Teatro della Società di piazza Garibaldi, circa una quarantina di appassionati della disciplina del canottaggio posero le basi per la costituzione di una società divenuta storica per la città (qui l’articolo). In occasione di una ricorrenza tanto importante, Il Flâneur (in collaborazione con Lecco Notizie) ospita una serie di racconti: storie e testimonianze di ieri e di oggi, tutte raccolte nella rubrica Canottieri Lecco: 120 anni di Sport, Passione, Racconti.

A inaugurare questo appuntamento è Sergio Invernizzi, socio dal 1959 che per l’occasione veste con la mente i panni di uno dei soci fondatori e ci porta a quel lontano 1895, tra lampioni a gas, lavori per la costruzione del campanile e alberghi oggi scomparsi di una Lecco appena divenuta città.

Un racconto curioso ed evocativo, tra riferimenti ai Lumière e a Wilhelm Conrad Röntgen…

CRONACA IMMAGINARIA DI UNA SERA

Addì 15 settembre 1895

Sono nato il 22 giugno del 1848, giorno fausto per Lecco, perché il Borgo fu sollevato al grado di città nella stessa data «…pel fervore con cui abbracciò la causa nazionale, per la perseveranza onde in ogni guisa la sostenne…». È infatti il giorno in cui «il Governo Provvisorio della Lombardia, quasi a sciogliere un debito della Nazione, (…) dei servigi resi dai prodi Lecchesi alla Patria» stabilisce il passaggio allo status di città per Lecco, con decreto firmato dal Presidente Casati, a suggello delle famose Cinque Giornate di Milano.

canottieriHo compiuto quindi ora 47 anni e, orgoglioso di far parte di questa comunità, stasera, di concerto con un piccolo gruppo di sodali, ci si è riuniti presso il Caffè del Teatro per decidere sulla fondazione di una Società con sede in riva al Lago, su una landa deserta dove esiste la fatiscente struttura del Canile Municipale alla foce del torrente Caldone. Con quali finalità? Incredibile a dirsi, diffondere le pratiche sportive sull’acqua! Il canottaggio in primis e offrire un’alternativa estiva al nostro gruppo il cui tempo libero veniva consumato a pattinare sulla giazzera posta anch’essa al di là del Caldone, in via Gomes.

Dopo aver redatto un documento cartaceo con scrittura a mano, a seguito di discussione calma e maturata, usciamo dal Caffè con la sensazione di aver iniziato qualcosa di straordinario – la prima struttura della Canottieri – e ci troviamo nella Piazza della Fiera (el Praa); in un clima tiepido di fine estate sostiamo alla luce non più fioca dei lampioni a gas, installati dall’impresa A. Badoni, che da alcuni anni hanno sostituito quelli ad olio fino alla Contrada di Pescarenico. Girano commenti fra noi astanti sulle novità tecnologiche avvenute durante l’anno nella vicina Francia. «Hai letto che a Parigi, due fratelli, tali Lumière, hanno inventato una macchina che trasmette una serie di fotografie in sequenza che, proiettate su un telo bianco, riproducono il movimento reale e l’hanno chiamata Cinema?». Stupore, ma un altro interviene: «Ma questo è niente, a proposito di fotografie, un certo Röntgen dalla Germania pare che riesca a mostrare l’interno del corpo con strane energie che ha chiamato Raggi X; ha fotografato le ossa delle dita della mano di sua moglie… con l’anello!». «Roba da matti, questi francesi e tedeschi, ma non saranno storie tipo quella del Barone di Münchausen?».

croce di maltaA passi lenti ci avviamo con qualche perplessità verso la facciata dell’hotel Croce di Malta dove è stato ospite in tre precedenti visite alla città Garibaldi e qui si accende una calorosa disputa sulla priorità dei monumenti dedicati prima a Garibaldi (1884) e poi al Manzoni (1891). L’anima del gruppo sembra propendere, come avvenuto in Consiglio Comunale, per la giusta scelta a Garibaldi, anche perché una persona del gruppo ricorda che da pochi mesi è nato un nuovo movimento politico col titolo di Partito Repubblicano. Non a caso ci dirigiamo verso la Piazza XX Settembre, dove domani si terrà un concerto con la Banda Musicale Manzoni per celebrare la ricorrenza del 25° anniversario della Breccia di Porta Pia e di Roma capitale d’Italia; la Piazza, per tale motivo, ha cambiato nome da Piazza del Mercato.

Ci fermiamo sotto la casa di Antonio Stoppani: l’abate è morto da quattro anni e la città riconoscente gli ha appena dedicato il nuovo rifugio sulle pendici del Resegone, in ricordo delle sue peregrinazioni e degli studi geologici delle nostre montagne. «Domenica si va al rifugio a mangiare polenta e furmagett», come da tradizione per il tempo libero. La montagna, amore dei lecchesi…e mentre lo sguardo degli presenti va verso l’alto, incontra il campanile (El Matitun) che non è ancora completato, con i lavori fermi all’altezza dell’orologio. «I fondi sono finiti, chissà quando lo finiranno?». Seguono ironici commenti sullo scandalo attuale della Banca Romana, che ha stampato carta moneta vera e falsa per finanziare i cantieri edilizi della Roma umbertina.

Dubbiosi ci congediamo, sicuri che da domani ci daremo da fare per trovare il legname e gli attrezzi per il primo pontile fra Caldone e Lago. Forse siamo solo degli inguaribili visionari…

Sergio Invernizzi – Socio dal 1959

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