ARCHIVIO – “A Grandi Bracciate nell’oscurità”
A Palazzo delle Paure un viaggio nell’opera di Gaetano Orazio

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LECCO – Ci saranno opere raffiguranti l’acqua, con laghi, lagune, torrenti. E poi paesaggi che si fanno astratti, boschi che in realtà boschi non sono e figure umane che perdono espressività, che sembrano tutte uguali. È un viaggio nell’opera di Gaetano Orazio la mostra che Palazzo delle Paure inaugura sabato 16 aprile alle 18 e accoglie nelle sue sale sino al 4 di settembre. Un’esposizione che intende indagare la poetica del pittore nato ad Agri e brianzolo di adozione: un artista che con i suoi pennelli esplora l’uomo, la natura, l’ambiente circostante e che lo fa con un realismo che i promotori della mostra definiscono lirico-espressivo. A Grandi Bracciate nell’oscurità. Identità e luoghi nell’opera di Gaetano Orazio – questo il titolo della mostra voluta dal Comune di Lecco e da Assocultura-Confcommercio, realizzata in collaborazione con Cattaneo  Editore, Zampediverse, Associazione La Colombina e curata da Barbara Cattaneo – ha come fil-rouge un tema sempre di grande attualità: il concetto di identità, sia dell’uomo che del suo territorio.

1604_gaetano_orazioEd è così che il maggiore museo cittadino apre per la prima volta le sue porte a un artista che, come anticipano gli organizzatori, «è alla continua ricerca del suo essere, identificandosi con “altro da sé”, con l’alterità, per costruire ogni volta mondi diversi. Le sue opere – continuano – esprimono la sua grande partecipazione alla vita, la continua ricerca dell’identità, calandosi in animali (salamandre, agnelli, pettirossi, libellule e pesci), in luoghi (acque, cieli, boschi, laghi, torrenti) o in uomini, realizzando figure umane stilizzate, senza colore e statiche».

Inserita nel ricco calendario della VII edizione del festival Leggermente, che per quest’anno ha avuto come tema proprio quello dell’identità, la mostra sarà suddivisa in quattro sezioni, a partire dal ciclo di opere dedicato all’acqua, tema più volte affrontato dall’artista brianzolo. Le acque del lago e dei torrenti si affiancano, qui, all’altra sezione della mostra, Mentre, dove trovano posto paesaggi del territorio che, però, sembrano svuotarsi, perdere nelle pennellate la loro identità, farsi spazio astratto. Ci sono, poi, quelli che l’artista definisce Boschi bugiardi, ossia un fittizio bosco di betulle dai tronchi concavi composti da fustelle industriali, metafora, questa, dell’illusione, dell’impossibilità di trovare la verità. A chiudere il percorso ci pensa, infine, la Minima antropica, espressione con cui Orazio vuole indicare lo stato minimale dell’umanità: è qui che trovano spazio delle piccole figure umane senza braccia, sesso, colore. Individui scuri, privi di espressività, tutti uguali.

INFORMAZIONI – Dal 17 aprile al 4 settembre 2016, Palazzo delle Paure – Lecco. Inaugurazione sabato 16 aprile alle 18. L’ingresso alla mostra è libero. Orari: da martedì a venerdì 9.30 – 18, apertura serale giovedì 21 – 23, sabato e domenica  10 – 18, apertura straordinaria lunedì 25 aprile e lunedì 15 agosto dalle 10 alle 18.

 

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