LECCO – Un’immersione fotografica negli anni Settanta, tra utopie giovanili e l’eco libera dei festival rock. Dal 29 novembre 2025 (inaugurazione venerdì 28 novembre alle 18) al 17 gennaio 2027 Palazzo delle Paure ospita la mostra collettiva L’altra faccia della luna. Gli anni Settanta e l’utopia dei Festival Rock, frutto di un progetto promosso dal Comune di Lecco in collaborazione con il Si.M.U.L.
Curata da Barbara Cattaneo, Luigi Erba e Roberto Mutti, l’esposizione si sviluppa nello spazio della fototeca e raccoglie gli scatti di otto fotografi – amatori e professionisti – che hanno testimoniato le passioni, le tensioni e gli ideali di quegli anni: la controcultura, il desiderio di libertà, il fermento sociale che scuoteva le convenzioni. Accanto alle fotografie, esposti anche i poster di un graphic designer dallo spirito ribelle, le cui opere sfidavano stereotipi e censure con la loro voglia di rivoluzione visiva. Un’esposizione che, come sottolinea l’assessora alla cultura Simona Piazza, non si limita a raccontare l’utopia del Festival Rock di Montalbano, «ma anche e soprattutto il protagonismo e la partecipazione di importanti e affermati fotografi lecchesi e del territorio, che hanno contribuito a scrivere la storia della fotografia italiana».
Il percorso espositivo è pensato come un dialogo raffinato tra visione personale e collettiva. Da una parte, le fotografie catturano momenti di spontaneità, di comunione e di protesta; dall’altra, i poster graficamente audaci evocano un impegno politico e artistico. Il risultato è un affresco emozionale: non solo ricordi, ma una memoria sensibile, ricca di stimoli per riflettere su come quei festival rock siano stati ambasciatori di un cambiamento culturale profondo.
«L’idea – raccontano i tre curatori della mostra – di realizzare un festival rock a Lecco, ispirato alla cultura giovanile americana e al festival di Woodstock, prende il via nel maggio 1970 a Ballabio, nel parco della villa dei genitori del giovane lecchese Riccardo Gaio, che radunò i suoi amici in quel contesto. Da quel momento infatti, in un pratone circondato da boschi in località Montalbano, nasce il 25 e 26 settembre 1971 il “Festival di Re Nudo” (dal nome della rivista underground coinvolta), che raccolse inaspettatamente circa dodicimila persone. Tra queste, ad aggirarsi fra il pubblico con la sua fotocamera, c’era Aldo Manessier, fotografo lecchese e cofondatore del Foto Club Lecco, che documentò con empatia la folla di giovani lì radunati. Ad evocare quei momenti significativi anche i manifesti realizzati dal grande graphic designer Giancarlo Iliprandi».
INFORMAZIONI – Ingresso 2 euro. Orari: martedì dalle 10 alle 14 e da mercoledì a domenica dalle 10 alle 18. Inoltre, è prevista un’apertura eccezionale lunedì 8 dicembre (10-18). Durante il periodo della mostra si terranno anche visite guidate, conferenze e laboratori didattici per bambini e famiglie. Per informazioni: palazzopaure@comune.lecco.it, telefono 0341 286729.