A passeggio nella Storia con la mostra “Ritorno in Brianza”. La recensione

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ritorno in brianzaMONTICELLO BRIANZA – Su il sipario. L’antica compagnia Greppini dà il suo benvenuto all’interno delle sale che furono abitazione della storica famiglia milanese. Gli attori Stefano Panzeri e Giuliana Randone vestono i panni di Alessandro e Teresa Greppi e aprono la mostra Ritorno in Brianza. Scene dal teatro di villeggiatura dei Greppi nell’Ottocento (fino all’11 di ottobre: qui tutte le info). Sono le parole di Alessandro, rampollo della famiglia proprietaria della Villa, a risuonale nella dimora oggi spoglia degli arredi di un tempo: parole brillanti e cariche di ironia, com’era nel suo stile. «L’antica compagnia Greppini – eccolo parlare – ripeterà nel corrente anno la più parte delle commedie e forse meglio riuscite: “un paio di Cavalli da muovere” – “una visita che non vuole andare via” (…) e tante altre delle più applaudite, senza dubbio troveranno anche quest’anno un pubblico ben disposto e indulgente…”». Una commedia che si ripete ogni anno, quindi: fatta di giochi, passeggiate, visite ad altre famiglie nobili, tè e letture, la vita in villeggiatura segue dei rituali insieme ripetitivi ma speciali per Alessandro, impazientemente attesi di anno in anno.

ritorno in brianza2La mostra promossa dal Consorzio Brianteo Villa Greppi e ideata da Brig – cultura e territorio guida passo per passo alla scoperta di questa commedia e di una Brianza ottocentesca, amata terra di villeggiatura per famiglie aristocratiche milanesi. Allestita all’interno di quella che fu residenza dei Greppi, una dimora dal fascino decadente e in questa occasione speciale riaperta al pubblico dopo più di vent’anni dal trasferimento dell’Istituto scolastico, l’esposizione è una finestra su un mondo che non c’è più, fatto di viaggi in carrozza da Milano a Casatevecchio lunghi quattro ore, di cricket e carte, di letture di romanzi francesi e non solo: sullo scaffale, infatti, anche Il conte di Carmagnola del Manzoni. Un mondo in cui il capofamiglia stabilisce posti in carrozza così come a tavola, in cui la cucina propone prelibatezze rigorosamente francesi, in cui scegliere se oziare e disinteressarsi alla politica oppure, come uno dei fratelli di Alessandro, diventare patriota italiano.

ritorno in brianza3Un mondo lontano, certo, ma che grazie ai disegni e agli scritti di Alessandro Greppi e all’allestimento multimediale e interattivo ci viene descritto in ogni sua parte, narrato con quel mix di realismo e sarcasmo che rende l’opera del Greppi curiosa e preziosa ai fini della ricostruzione storica. In mostra, infatti, stralci di scritti e riproduzioni di fotografie e disegni, materiale che non solo ha permesso di approfondire le abitudini di più di un secolo fa, ma anche di conoscere meglio la terra brianzola, da settembre a metà novembre amato luogo di villeggiatura per i Greppi. Lunghe passeggiate all’aperto ma anche interminabili pomeriggi costretti in casa a causa della pioggia autunnale, sino al momento in cui la compagnia Greppini è pronta a lasciare il palcoscenico brianzolo per tornare alla vita milanese, fatta di mondanità e serate alla Scala.

ritorno in brianza6«(…) il sipario è calato – queste le parole del Greppi – Ciascuno è nel suo camerino a lavorare, a dare ordine alle cose sue». Una lenta e sofferta demolizione, che coglieva tutti impreparati. È il tempo, questo, dell’addio, quello che sempre si vive quando si rientra a casa dopo una lunga villeggiatura e che, forse, è giusto che ci sia. Perché se si va via da Casate è – così conclude l’arguto Alessandro – per potervi ritornare.

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L'autore di questo articolo

Valentina Sala