A UN’ORA DA QUI – A Palazzo Reale di Milano la mostra “de Chirico”:
un centinaio di capolavori raccontano il “pictor optimus”

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MILANO – Un percorso espositivo cosparso di confronti inediti e accostamenti irripetibili, capaci di svelare il fantasmico mondo di una delle più complesse figure artistiche del XX secolo: Giorgio de Chirico. Un centinaio di capolavori ricostruiscono, oggi, la carriera del padre della pittura metafisica: si tratta di de Chirico, la mostra allestita fino al 19 gennaio 2020 nelle sale di Palazzo Reale di Milano, curata da Luca Massimo Barbero, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale, Marsilio ed Electa, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e Barcor17.

Un ritorno a Milano, verrebbe da dire: a quasi cinquant’anni dalla personale del 1970, la metropoli lombarda propone un viaggio nella complessità dell’opera dell’artista nato a Volos, un viaggio tra creazioni dense di enigmi e misteri, tra immagini che riportano alla mente il mondo della mitologia greca e aprono alla nuova, rivoluzionaria pittura metafisica, fonte di ispirazione per artisti successivi quali René Magritte, Max Ernst e Salvador Dalì.

Giorgio de Chirico, Le Muse inquietanti, 1950 ca, Olio su tela, Macerata, Fondazione Carima – Museo Palazzo Ricci

Grazie alla presenza di opere prestate da alcuni dei maggiori musei internazionali – dal Metropolitan Museum of Art di New York alla la Tate Modern di Londra, passando per il Centre Pompidou di Parigi – e italiani, la mostra narra da vicino l’eccezionale vicenda artistica del pictor optimus, offre una chiave d’accesso a una pittura ermetica che affonda le radici nella Grecia dell’infanzia, matura nella Parigi delle avanguardie, dà forma a quella Metafisica che stregherà, come detto, i surrealisti e crea scompiglio con le sue irriverenti rivisitazioni del Barocco.

Otto sale di Palazzo Reale per un percorso che procede non tanto cronologicamente, quanto per temi, per accostamenti. Un tentativo, quindi, di evidenziare la qualità della pittura che l’artista ha mantenuto nel tempo. «Come in una tavola warburghiana – spiega il curatore – un’opera parla all’altra, in un discorso a volte disconnesso, in un percorso calcolato su voluti inciampi visivi che costringono a guardare i dipinti e finalmente, liberi da pregiudizi, a osservarne la pittura. De Chirico fu in realtà dirompente quanto le avanguardie, ma lo fece restando fedele a una linea figurativa che stentò sempre a essere riconosciuta come rivoluzionaria e davvero sovversiva».

Giorgio de Chirico, Malinconia ermetica, 1919, Olio su tela, Musée d’Art Moderne de la Ville de Par

Un racconto complesso e straordinario, che non si limita a parlare del de Chirico metafisico ma che si spinge, come sottolinea sempre Luca Massimo Barbero, «verso una nuova lettura, che apre il campo anche alla sontuosità pittorica degli anni venti e trenta, all’ironia neobarocca e infine alla straordinaria operazione concettuale delle repliche dei dipinti degli anni ferraresi, in un meccanismo di rivisitazione della metafisica».

INFORMAZIONI – Fino al 19 Gennaio 2020 | Palazzo Reale di Milano. Orari di apertura: lunedì dalle 14:30 alle 19:30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9:30 alle 19.30; giovedì e sabato dalle 9:30 alle 22.30. Biglietti: intero 15.50 euro, ridotto 13.50 euro, Card Musei Lombardia 11.50 euro. Info: www.dechiricomilano.it

 

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