I consigli di PeregoLibri: “Le tre notti dell’abbondanza” di Paola Cereda

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paola cereda-5 bassa ris (6)BARZANÒ – Ospite di PeregoLibri nella serata di venerdì 11 settembre, Paola Cereda firma un nuovo romanzo: Le tre notti dell’abbondanza, edito da Piemme. Un libro di libertà e coraggio, presentato in prima assoluta presso la libreria di Barzanò, con l’accompagnamento musicale di Paola Luffarelli. Ce ne parlano da PeregoLibri.

Rubrica a cura di PeregoLibri – Barzanò (Lc)  

Paola Cereda, Le tre notti dell’abbondanza

Irene guardava la luce che filtrava sotto la porta, attratta da quel filo di libertà che indicava una via di fuga. Rocco l’aveva vista correre sulle mura del castello, rincorsa dal cugino. L’aveva vista buttarsi giù dalla scala che non portava al mare, insieme alla sorella, per arrivare fino alla spiaggia. Era una ragazza coraggiosa e stranamente friabile, un castello di sabbia che rischiava di essere portato via dalle onde a ogni respiro di mare. Aveva capelli sottili, mossi da poco vento, e spalle ancora infantili che si curvavano a proteggere il quaderno arancione sul quale di fermava a disegnare. “Come sei bella” aveva pensato Rocco. Avrebbe voluto dirglielo.

paola cereda-5 bassa ris (3)A Fosco il tempo scorre lento, annoiato. La terra in questo piccolo paese in Calabria è aspra e anche il mare è inavvicinabile, maledetto. Gli abitanti di Fosco, figli di generazioni intere, sono incollati al proprio cognome e hanno ruoli precisi e immutabili. Se ti cali dall’alto e resti sospeso sopra il paese ti sembrerà di assistere alla proiezione di un film al rallentatore, in bianco e nero, in cui ti sarà facile riconoscere i personaggi, dai confini definiti e dai movimenti sempre uguali.

Le regole a Fosco sono dettate dai gnuri, i signori, e sono legge per tutti coloro che nascono lì. Per tutti. Eccetto che per Irene. Quindici anni e una grande voglia di sognare. Sul quaderno arancione disegna il presente, non com’è ma come se lo immagina, e schizza il suo futuro. Insieme a Rocco, in uno spazio tutto loro di complicità e tenerezza, fantastica un mondo possibile. Presto, qualcosa cambierà per sempre le loro vite e le sorti di tutta Fosco. Bisogna fare una scelta: la vita si accetta ma non si subisce. E Irene lo sa.

Dal tetto del magazzino, il cielo è un pane di olive e stelle. Mi importa sapere che esisti. Mi importa poterti sfiorare. La vicinanza era la sola cosa della quale avessero certezza. […] Ancora non lo sapevano: erano insieme. Era già così tanto.

Un romanzo di libertà e coraggio. Spalanchiamo gli orizzonti.

 

 

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