ARCHIVIO – Riapre al pubblico “La Scapigliatura. Una generazione contro”.
A Palazzo delle Paure di Lecco 80 opere tra pittura e scultura

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LECCO – Un gruppo eterogeneo di letterati, artisti, musicisti, qui uniti dal desiderio di opporsi al gusto dominante e alla tradizione, dal desiderio di aprirsi – in un’Italia appena unificata – ai modelli europei, dalla volontà di difendere l’autonomia dell’arte, l’immediatezza d’espressione. Una battaglia antiborghese, anticonformista, capace di anticipare le avanguardie novecentesche e le scelte espressive dell’età contemporanea. Si tratta della Scapigliatura, movimento culturale nato in ambito letterario nell’Italia nella seconda metà del XIX secolo, presto approdato all’arte e oggi protagonista di una nuova esposizione lecchese.

Tranquillo Cremona, Le curiose, 1878 ca, acquerello ritoccato a guazzo, 50,4 x 32 cm, Codogno Fondazione Lamberti

Riapre e prosegue fino al 2 maggio 2021 (prenotazione obbligatoria scrivendo a segreteria@vidicultural.com) la mostra lecchese La Scapigliatura. Una generazione contro, percorso rimasto lungamente chiuso a causa della pandemia, ora nuovamente visitabile e che attraverso 80 opere tra pitture e sculture prosegue l’indagine che il Comune di Lecco e il Sistema Museale Lecchese stanno conducendo sull’arte dell’Ottocento italiano. Dopo L’Ottocento lombardo e I Macchiaioli. Storia di una rivoluzione, Palazzo delle Paure di Lecco propone un racconto a tutto tondo che a partire dalle arti visive approda alle altre forme espressive e che indaga il ruolo avuto dalla Scapigliatura nello sviluppo culturale del territorio lariano.

Curata dalla storica dell’arte Simona Bartolena e prodotta e realizzata da ViDi – Visit Different, l’esposizione raccoglie opere provenienti da musei pubblici e collezioni private e conta sulla presenza di alcuni dei maggiori esponenti di questo movimento, da Tranquillo Cremona a Daniele Ranzoni, passando per Giuseppe Grandi. Un percorso, questo lecchese, che di sala in sala mette in luce i diversi momenti e le differenti personalità che hanno caratterizzato la Scapigliatura, dalle origini del movimento pittorico – con opere, tra gli altri, di Giovanni Carnovali detto il Piccio e di Federico Faruffini – all’eredità di un’esperienza che condizionerà la ricerca di futuri divisionisti come Pellizza da Volpedo e Segantini. «Un complesso e suggestivo gioco di rimandi – come spiegano gli organizzatori – in un dialogo serrato, in cui i temi macabri e scuri della letteratura accompagnano, talvolta in sensibile contrasto, i toni lievi e fioriti della pittura e il realismo tematico della scultura, conducendo i visitatori nel clima tormentato e instabile di un movimento, nato e cresciuto tra Milano e Torino ma dalle attitudini internazionali».

Centrale nella mostra, come detto, anche l’impatto avuto dalla Scapigliatura sul territorio lecchese – in particolare grazie alle figure di Antonio Ghislanzoni e Amilcare Ponchielli – e comasco, con la presenza di Villa Pisani-Dossi dello scrittore Carlo Dossi (1849-1910), progettata dal pittore, incisore e architetto Luigi Conconi, di cui la mostra accoglie diverse opere.

Daniele Ranzoni La giovinetta inglese, 1886, olio su tela, 50 x 36, 5 cm, coll. priv

INFORMAZIONI –  LA SCAPIGLIATURA. Una generazione contro | Lecco, Palazzo delle Paure, fino al 2 maggio 2021. Sul sito www.vidicultural.it è possibile scaricare l’audioguida (costo 1 euro), a cura di Simona Bartolena, propedeutica e di supporto alla visita. Ingresso: 8 euro intero, 6 euro ridotto. Orari:  mercoledì 14-18, giovedì e venerdì 10 -13 e 14-18, sabato e domenica 10 – 18. Gli accessi alla mostra saranno regolati in base alle vigenti norme anti Covid-19. Per accedere è necessario prenotarsi scrivendo a segreteria@vidicultural.com.

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