Ironia e umorismo nella Lectio semiseria del professor Santini a Lecco. Il racconto della serata

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di Giuseppe Leone

Una conversazione nel segno del riso e della riflessione a un tempo, quella tenuta la sera del 22 febbraio, alle 21, nell’aula magna del liceo classico Manzoni di Lecco, dal professor Roberto Santini, con il titolo: “Lironia e la logica dell’umorismo la vita è come uno specchio: ti sorride solo se la guardi sorridendo, su proposta della delegazione cittadina dell’associazione italiana di cultura classica.

A presentare Santini, già primario di dermatologia dell’ospedale di Lecco, assai noto in città anche per i suoi vari interessi artistici, che vanno dalla fotografia, alla musica, al teatro, nonché socio storico dell’Aicc e relatore in passato di altre conferenze dell’associazione, la presidente Marca Mutti Garimberti, che ha legato l’evento all’usanza dell’Aicc di scegliere gli ospiti delle sue serate anche tra i suoi soci che si distinguono per creatività e talento: un tipo di evento che si ripeterà ancora  il 22 marzo prossimo alle 21, sempre nella stessa aula  magna,  con il dottor Maurizio Aldeghi, farmacista, studioso di Arte Romanica, che parlerà del Culto di Mitra e i Mitrei.

Una conversazione nel segno del riso e della riflessione, si diceva, che Santini ha condotto, commentando un suo testo sull’ironia e l’umorismo, a metà strada fra un manuale e un copione teatrale, scritto con la preziosa collaborazione e supervisione di Marca Mutti Garimberti, attuale presidente dell’Aicc;  della professoressa Giovanna Faranda, già docente di latino e greco e fondatrice dell’associazione; e la dottoressa Simona Argentieri, medico e membro dell’associazione italiana di psicoanalisi.

Il tutto attraverso un continuo andirivieni di citazioni scientifiche e amenità letterarie che hanno consentito a Santini di dimostrare come la comprensione dell’ironia richieda una conoscenza tacita di regole, necessarie, secondo lui, per meglio entrare nei significati, non solo dell’arte comica, ma anche della filosofia, se Socrate, Platone e Aristotele, a sua detta, dell’ironia, hanno fatto oggetto di metodo, di conoscenza e di interpretazione.

Lo ha fatto, partendo direttamente dagli aspetti semantici dell’ironia e dell’umorismo, con menzioni di figure retoriche come l’antifrasi, l’iperbole, l’ossimoro, la litote, tanto per citarne alcune, e accostando, a inveramento di esse, battute, barzellette, vignette, versi di poesie, detti in prosa: ora, dei filosofi greci appena citati; ora, di Sallustio, Petrarca, Dante, Shakespeare, Manzoni,  Pirandello; ora, anche di sua creazione.

Alla fine, gli applausi del pubblico, pure meritati da parte di un relatore che non si è risparmiato di fronte a una materia dai meccanismi cognitivi così complessi come l’ironia. E non solo, anche come l’autoironia, se Santini, già nel sottotitolo, ha pensato bene di ricordare che la vita, similmente a uno specchio, ti sorride solo se la guardi sorridendo.

Giuseppe Leone

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