ARCHIVIO – A Leggermente Francesco Piccolo e i suoi “Momenti di trascurabile infelicità”

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LECCO – «Quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio». Un momento, questo, di trascurabile infelicità, che potrebbe generare malumore ma che, se vissuto come insegna lo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo nel suo ultimo lavoro (Momenti di trascurabile infelicità, appunto), può tramutarsi in un’occasione per sorridere. Dopo il successo di Momenti di trascurabile felicità, lo scrittore campano, nel 2014 Premio Strega con il suo Il desiderio di essere come tutti, torna a parlare di piccoli istanti di cui è fatta la vita di ognuno di noi, anche se questa volta ribalta la prospettiva: al centro del suo ultimo libro sono, infatti, quegli attimi che potrebbero essere vissuti male, da affrontare con un sorriso.

trascurabile infelicitaAppena pubblicato da Einaudi, Momenti di trascurabile infelicità sarà protagonista di uno degli eventi di punta dell’edizione 2015 di Leggermente, il festival letterario promosso da Confcommercio Lecco. Un appuntamento fissato per venerdì 20 marzo, quando a partire dalle 21 lo scrittore salirà sul palco del Teatro della Società per cimentarsi in un reading di brani tratti, come si può intuire, da questi due dizionari di momenti quotidiani (Momenti di trascurabile felicità e Momenti di trascurabile infelicità), un divertente susseguirsi di piccoli e quotidiani eventi, tutti contraddistinti da una certa ilarità. Istanti di cui è fatta la vita di tutti i giorni, ai quali Piccolo sceglie di dare attenzione perché, se interpretati nel modo giusto, possono donare buonumore. «Ridere dei momenti di tristezza – si legge nella presentazione del libro – è un controsenso di quelli che possono cambiarti la giornata. Eppure, a saperli prendere, i contrattempi, gli accidenti, i lancinanti dolori momentanei, spesso risultano assolutamente esilaranti. Purché siano di entità trascurabile e vissuti con allegria, appartengono di diritto alla gioia di vivere».

E così il volume passa in rassegna contrattempi spesso seccanti, che celano, però, qualcosa di impagabile: una miccia che può generare divertimento e vitalità. «Che si tratti di condividere l’ombrello con qualcuno, strappandoselo di mano per gentilezza fino a ritrovarsi entrambi bagnati fradici. O di ammettere che non ci ricordiamo più niente di quello che abbiamo imparato a scuola o che le recite dei bambini sono una noia mortale», tutti sperimentiamo forme trascurabili e inevitabili di infelicità, simili a «bastoncini dello shangai: se tirassi via la cosa che meno mi piace della persona che amo – scrive Piccolo – se ne verrebbe via anche quella che mi piace di più».

 

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