ARCHIVIO – Edgarda Ferri e la sua “Ballata delle donne imperfette”. Alla Libreria Volante di Lecco la presentazione del libro

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«Certo, come sosteneva mia madre, non ero come tutte le altre. Ero diversa. Fuori da tutti gli schemi. Sopra le righe. Al di là delle regole». Così afferma, nel racconto Forse una santa, forse una strega a lei dedicato, Caterina da Siena, mistica italiana dalla rara, ostinata, determinazione. E poi, accanto alla religiosa e poi santa italiana, un susseguirsi di altri tredici volti femminili, diversissimi tra loro ma dal comun denominatore: quello di essere incredibili donne imperfette.

A ripercorrerne le vicende attraverso quattordici capitoli è la scrittrice, saggista, giornalista e collaboratrice del Corriere della Sera Edgarda Ferri, sabato 26 ottobre alle 18 ospite de La Libreria Voltante di Lecco per presentare il suo nuovissimo Ballata delle donne imperfette, edito da La Tartaruga.

Un appuntamento, questo, che chiude la ricca programmazione di ottobre della libreria di via Bovara e che avrà per protagonista una scrittrice che ha fatto del libro biografico il suo genere prediletto: sue, infatti, le biografie di donne come Maria Teresa d’Austria e Matilde di Canossa, di artisti come Piero della Francesca, di condottieri come Vespasiano Gonzaga. Ora, appena uscito sugli scaffali, un nuovo lavoro: una raccolta di vite di donne, storie diversissime ma legate dal quel fil rouge che dà il titolo al libro.

Quattordici capitoli, dicevamo, per altrettante figure femminili, da Annie Jones, la donna barbuta diventata una celebrità del circo Barnum, ad Artemisia Gentileschi, che denunciò con coraggio il pittore Agostino Tassi che l’aveva violentata. E ancora Constance Quéniaux, ballerina all’Opéra di Parigi nonché modella per il celebre L’origine del mondo di Courbet, Antigone, che sfidò la legge degli uomini per seppellire il fratello Polinice, fino al più recente Thomas Neuwirth, diventato una celebrità della musica come Conchita Wurst.

Un intreccio che attraversa epoche diverse, dall’antico Egitto alla Parigi ottocentesca, con il quale l’autrice percorre l’imprevedibile varietà di vite femminili  segnate, tutte, da una sessualità fuori dal comune.

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