ARCHIVIO – “Il cinema di prossimità”: al convento di Santa Maria la Vite di Olginate una nuova presentazione del libro della regista lecchese Ilaria Pezone

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OLGINATE – Un libro che definisce il vasto concetto di Cinema di prossimità e che nel farlo ridisegna i confini di categorie critiche superate, dando forma a un primo dizionario di filmmakers e di film persi nell’oblio perché, in molti casi, mai distribuiti. Dopo aver presentato il suo libro alla Libreria Volante di Lecco, la regista lecchese – nonché studiosa di cinema e docente all’Accademia di Brera – Ilaria Pezone torna a essere protagonista di un evento sul territorio: ad accoglierla nella serata di sabato 6 ottobre (alle 21) è, questa volta, il Convento di Santa Maria la Vite di Olginate, suggestiva location per una nuova presentazione del volume fresco di stampa Il cinema di prossimità. Privato, amatoriale, sperimentale e d’artista, edito da Falsopiano. Un libro, questo, di cui si parlerà in compagnia dell’autrice e di Dario Agazzi (Film tv) e che rappresenta una ricerca innovativa e analitica su uno spazio sinora lasciato vuoto dalla critica cinematografica.

Cinema di prossimità, quindi: un concetto difficile da circoscrivere e che comprende, come afferma la stessa autrice, documentari, opere di finzione, opere d’arte e home movies, confluiti in un lavoro che sperimenta, un po’ come fosse una nuova e differente storia del cinema, i diversi percorsi degli autori trattati. Un’idea che raccoglie in sé esperienze solo apparentemente lontane, come il cinema privato e quello underground, e che nel testo di Pezone viene per la prima volta definita, illustrata in un percorso trasversale che ha saputo unire cinema familiare e cinema sperimentale e insieme mappare opere «che chiedono – come si legge nella quarta di copertina – di essere guardate con occhi scevri da sovrastrutture, privi sia di significati intellettuali preconfezionati che della perversa brama contemporanea del divertimento a tutti i costi. Il cinema di prossimità va al nucleo pulsante delle cose, è cinema amatoriale nel senso etimologico, amoroso: domanda di essere esperito senza pregiudizi, fa tabula rasa dei vizi interpretativi, si mostra a cuore aperto offrendo porzioni di vita».

L’ingresso alla presentazione è libero.

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