ARCHIVIO – Leggermente: sabato l’incontro con Don Sciortino, autore di “Padri e figli”

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LECCO – Una riflessione sul ruolo dei padri nell’Italia contemporanea. È il tema dell’ultimo libro di Don Antonio Sciortino, Padri e figli, che verrà presentato sabato 19 marzo alle 21 a Palazzo Falck. L’appuntamento, parte del festival Leggermente, vedrà il direttore di Famiglia Cristiana incontrare i lettori per parlare dei temi principali del suo ultimo lavoro, ossia il rapporto intergenerazionale e il rapporto padre-figlio.

padri e figliPrendendo in esame fonti sia laiche che religiose, Don Sciortino presenta nel libro un quadro esaustivo sul dibattito che riguarda i rapporti tra le generazioni, cercando anche delle possibili soluzioni in un paese come l’Italia, dove il calo demografico ha messo i giovani in netta minoranza rispetto agli anziani. Condizione, questa, per la quale si è creato uno scompenso sociale, politico ed economico che mette in grande difficoltà i più giovani, facendoli restare indifesi e senza protezione quasi come se la solidarietà e le comunicazioni tra le generazioni si siano interrotte.

Per cercare di comprendere le radici di questo problema il giornalista indaga la figura del padre nel mondo contemporaneo. «Oggi – si legge infatti nella presentazione del libro – i padri hanno abdicato al loro ruolo di educatori, si sentono soli e inadeguati: soli perché la società contemporanea privilegia il singolo rispetto alla famiglia; inadeguati perché privi degli strumenti educativi che era la famiglia stessa a tramandare. Alla figura ormai desueta del padre-padrone se ne sono sostituite due non meno dannose: il padre assente e il padre amico. Saltano i riferimenti, mancano le guide che orientano nella crescita, e a questo ruolo non possono supplire né la scuola, né tantomeno i social network, nei quali i giovani sembrano cercare i nuovi maestri».

Ed è proprio dai giovani che però, secondo Sciortino, arriva la richiesta di una nuova figura di padre, ossia «un padre testimone, responsabile, autorevole e presente e di questo padre, i figli vogliono diventare i giusti eredi».

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