ARCHIVIO – “Pasolini. Un omicidio politico”.
Alla libreria Parole nel Tempo l’incontro con l’autore Andrea Speranzoni

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spezanzoniLECCO – Un libro che intende fare luce su uno dei delitti più noti e ancora non chiariti della storia dell’Italia repubblicana e che vuole spingere ad aprire di nuovo le indagini. Stiamo parlando di Pasolini. Un omicidio politico (Castelvecchi 2017), volume realizzato dal presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna Paolo Bolognesi e da Andrea Speranzoni e che sarà presentato giovedì 14 dicembre alla Libreria Parole nel Tempo di Lecco. Presente durante l’evento il coautore, avvocato e saggista Andrea Speranzoni, che nella sua carriera si è occupato di processi relativi all’eversione di destra in Italia e di reati di terrorismo. Un appuntamento di particolare interesse perché in grado di far conoscere ai presenti le ultime rivelazioni su un caso chiuso in maniera frettolosa e derubricato a mero caso di cronaca nera: l’uccisione ad Ostia, il 2 novembre 1975, di uno dei più grandi intellettuali italiani del secondo dopoguerra, lo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini.

PASOLINI UN OMOCIDIO POLITICONel libro gli autori analizzano i documenti inediti emersi dagli atti del processo per la strage di Piazza Fontana, il rapporto epistolare tra lo scrittore e il terrorista ed editore nero Giovanni Ventura (che insieme a Freda è uno dei principali imputati della strage alla Banca Nazionale dell’Agricoltura del 12 dicembre del 1969) e alcuni scritti di Pasolini. Da tutto questo materiale emerge un inquietante scenario, che vede come protagonista in negativo il Sid e altri apparati deviati dello Stato, e che conferma le aggressioni e le minacce ricevute dallo scrittore, deciso a scoprire per poi raccontare i poteri nascosti attivi nel pieno della stagione stragistica e implicati soprattutto nella madre di tutte le stragi, quella di Piazza Fontana. Un intellettuale, Pasolini, impegnato nella ricerca dei mandanti dei tragici fatti che hanno segnato l’Italia tra la fine dal 1969 e la prima metà degli anni Settanta, nel tentativo di trovare un seguito ideale al suo famoso Cos’è questo golpe? Io so, articolo pubblicato sul Corriere della Sera un anno prima della sua morte.

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