“Premio Manzoni alla Carriera 2017″
Racconto di una serata in compagnia di Valerio Massimo Manfredi

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LECCO – Alessandro il Grande, Giulio Cesare, Fidel Castro, ma anche il buen retiro di Masù, la Brexit, la distruzione di Palmira, il tutto in due ore di chiacchierata sul palco dell’auditorium della Casa dell’Economia di Lecco. Un lungo viaggio alla scoperta della vita e delle opere letterarie di Valerio Massimo Manfredi, quello che si svolto nella serata di venerdì 10 novembre durante la cerimonia di assegnazione del Premio Manzoni alla Carriera 2017, organizzato dall’associazione 50&Più Confcommercio Lecco. Sul palco a dialogare con Vittorio Colombo ed Ermanno Paccagnini, il prolifico scrittore e archeologo (oltre che conosciuto conduttore televisivo) ha infatti raccontato aneddoti e storie riguardanti la sua carriera letteraria e la sua vita di studioso e scrittore famoso in tutto il mondo.

premio manzoni 2_modificato-2E così Manfredi ha fatto conoscere al pubblico lecchese il suo amore per grandi personaggi della storia antica e per alcuni episodi affascinanti, confluiti poi nei suoi romanzi di successo. Se Alessandro Magno viene ricordato «come un giovane sognatore istruito dal migliore filosofo dell’epoca e che progettava con i suoi compagni di cambiare il mondo, riuscendoci», Giulio Cesare è invece descritto come un rivoluzionario vittima di un tradimento.

E poi le grandi vicende entrate nella storia e che raccontano di una civiltà, quella della antica Roma, di cui secondo Manfredi gli italiani dovrebbero essere fieri. Dalla battaglia di Teutoburgo, che «avrebbe potuto cambiare la storia dell’umanità», alla caduta dell’impero d’Occidente, «per molti la fine di un mondo, quello romano, che ha portato la civiltà del diritto, una grandiosa architettura ed eccezionali vie di comunicazione nei territori conquistati e che dovrebbe impedire agli italiani di avere quei sensi di inferiorità che ogni tanto si portano dietro quando sono all’estero».

premio manzoni 3_modificato-1Di particolare interesse anche i momenti in cui lo scrittore ha raccontato le sue esperienze di vita. Su tutte l’interminabile chiacchierata a Cuba con il suo grande ammiratore Fidel Castro. Il rivoluzionario cubano, appassionato lettore soprattutto della Trilogia di Aléxandros, sembrerebbe aver consigliato i libri di Manfredi anche ad Oliver Stone, quest’ultimo impegnato nella realizzazione di Alexander. Libri che Manfredi ha molto spesso scritto nella pace della baita Masù di Ardesio, ospite del suo amico e giornalista di Report Giorgio Fornoni.

C’è stato spazio anche per un po’ di attualità all’interno dell’intenso incontro. Per prima cosa la rabbia per la distruzione di Palmira da parte degli uomini dell’Isis. «Si trattava – ha commentato – di uno dei luoghi più belli del mondo, dal fascino quasi commovente». Perplessità, inoltre, per l’assurdità della Brexit e nei confronti delle teorie di chi vuole dividere l’Europa: «come faremmo, divisi, a competere con la Cina?». Una stoccata che l’autore ha riservato anche agli indipendentisti nostrani: «il Veneto è una terra meravigliosa, ma volete mettere con l’Italia unita?». Posizioni prevedibili per un appassionato difensore del mondo antico e romano (che l’Europa l’aveva praticamente unita) che in due ore ha coinvolto e fatto immaginare al pubblico luoghi lontani nello spazio e nel tempo, proprio come nei suoi romanzi. «Leggere – ha concluso infatti Manfredi – serve a vivere altre vite. Solo in questo modo possiamo avere anche noi la fortuna di cavalcare Bucefalo».

 

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