Primo Levi narrato in una graphic novel
Intervista all’autore lecchese Matteo Mastragostino

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LECCO – È appena stato pubblicato anche in Francia e tra non molto sbarcherà anche in Austria. Stiamo parlando di Primo Levi, l’opera prima dello sceneggiatore lecchese Matteo Mastragostino e del disegnatore romano Alessandro Ranghiasci. Una graphic novel pubblicata nel 2017 per BeccoGiallo e dedicata a uno degli scrittori italiani più importanti del XX secolo, che con i suoi romanzi, saggi e racconti ha aiutato a comprendere e fatto conoscere all’umanità il dramma dell’Olocausto. Abbiamo incontrato l’autore della sceneggiatura: il giornalista lecchese Matteo Mastragostino, che ci ha accolto nella sua casa.

Parlare di un personaggio come Primo Levi non è semplice: tanti ne hanno scritto e trovare una visione originale per raccontarlo non è scontato. Tu da dove sei partito?

mastraLa mia intenzione era quella di raccontare Primo Levi parlando del fascismo, della persecuzione e dell’orrore di Auschwitz, ma c’era un problema. Era inutile rifare a fumetti Se questo è un uomo, così come raccontare le esperienze che lui aveva vissuto e testimoniato così bene. Ho quindi deciso di vedere tutto da un’ottica diversa: raccontare lo scrittore che avrei potuto incontrare io stesso poco prima della sua morte, lo scrittore visto quindi dal Matteo di trent’anni fa. Da qui l’idea di presentare Levi mentre si accinge a incontrare dei ragazzi degli anni Ottanta in una scuola. Questo fumetto non è la storia di Primo Levi, ma è la storia del mio Primo Levi, di quello che io ho capito di lui, di come penso si sarebbe potuto comportare in determinati frangenti, nei quali è stato necessario e piacevole affidarsi anche alla fantasia.

A proposito, quando è stato il tuo “primo incontro” con Levi?

copertina primo leviMe lo ricordo ancora oggi. Ho stampato nella mia testa l’annuncio dato dal telegiornale e la notizia della scomparsa dello scrittore. Forse è proprio questo ricordo di bambino che mi ha dato l’idea di presentare Primo Levi mentre incontra ragazzi come lo ero io negli anni Ottanta. Ragazzi, quelli, che non avevano sicuramente gli strumenti che si hanno oggi per conoscere le tragedie della Storia e che quindi, al racconto dello scrittore, reagiscono anche spaventandosi.

Nel racconto mostri anche un episodio della vita di Levi poco dibattuto e quasi mai descritto neanche da lui: la sua breve esperienza partigiana

Sì, è un episodio che lo scrittore tralascia quasi completamente nelle sue opere, a eccezione del racconto breve Oro, inserito nella raccolta Il sistema periodico. Levi parla di un evento che tolse a tutti la voglia di vivere non specificando mai chiaramente a cosa si riferisse. Per ricostruirlo ho utilizzato soprattutto il libro dello storico Sergio Luzzato Partigia. Una storia della resistenza, nel quale il professore fa riferimento all’episodio della morte di due giovani partigiani, Fulvio Oppezzo e Luciano Zabaldano. I due furono giustiziati pochi giorni prima della cattura di Levi ed è probabile che siano stati alcuni membri del suo stesso gruppo partigiano a eseguire la condanna. Un segreto, questo, che secondo Luzzato Levi si porterà dietro per tutta la vita, pur non avendo partecipato materialmente all’esecuzione.

primo levi fumetto_modificato-1Perché un fumetto per raccontare questa storia? E quando hai deciso di occuparti di questa tecnica espressiva?

In questo genere letterario è indispensabile la figura di chi disegna e io fortunatamente ho trovato in Alessandro Ranghiasci un compagno di lavoro perfetto. Il suo lavoro raggiunge una tale profondità che mi riesce difficile descrivere a parole: i suoi disegni con linee curate e ricercate riescono veramente a toccare l’anima dei personaggi. Venendo al mio rapporto con il fumetto posso dire che è trentennale. Pur non essendomene mai occupato direttamente, sono sempre stato un grande appassionato e nel corso degli anni ho letto numerosi autori e generi diversi.

Qual è il target a cui è rivolto “Primo Levi”?

Il mio libro non ha un target ben preciso. Lo hanno letto sia gli adulti che i ragazzi nelle scuole. Posso dire che è un modo per incuriosire i lettori sulla figura di Primo Levi, che poi ognuno andrà ad approfondire nella modalità per preferisce. Diciamo che è uno spunto di riflessione su importanti tematiche.

primo levi fumetto 2_modificato-1Tematiche che non sempre vengono affrontate, soprattutto quando si racconta la Storia a bambini e ragazzi…

Sono dell’opinione che non si debba lasciare la violenza solamente ai videogiochi o all’intrattenimento. I bambini devono capire sin da subito che cosa è stato in grado di fare l’uomo ed è inutile cercare di proteggerli, perché si corre il rischio che prendano la violenza o la morte solo come un gioco visto in tv o sui videogame. Parlare di queste tragedie anche ai ragazzi è quindi necessario.

Hai altri progetti nel cassetto?

Sì, al momento ho in cantiere nuove sceneggiature, che spero di portare avanti con la casa editrice BeccoGiallo. Un editore, questo, che ancora ringrazio per aver dato fiducia a un esordiente di 38 anni, dimostrando che esiste ancora qualcuno per il quale sono più importanti le idee dell’età o dell’esperienza.

Daniele Frisco

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