ARCHIVIO – Alla Taverna ai Poggi “I Re Nudi”: cantautori a confronto in un omaggio alla Canzone. Per la prima serata Sara Velardo, Valentina Benaglia e Medāle

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LECCO – Ci sarà Sala Velardo, cantautrice e chitarrista calabrese ma lombarda d’adozione, nel 2013 vincitrice del premio Musica contro le mafie con la canzone ‘Ndrangheta. E poi un’altra voce femminile: quella di Valentina Benaglia, voce de La Malaleche, progetto musicale nato nel 2015 che fonde folk, ragga, rumba e rock ‘n’ roll. Infine, terzo ospite della serata, Pietro Magnani in arte Medāle, progetto solistico di musica electro-rock nato nell’autunno del 2016. Sono loro i tre musicisti protagonisti della prima setata de I Re Nudi, rassegna dedicata al cantautorato e che intende mettere la canzone al centro, spogliarla e raccontarla, il tutto in un contesto di convivialità, di incontro.

Promossa dalla Taverna ai Poggi in collaborazione con HDstudio e Francesco Bertoletti di C’esco e i musicanti di Brahma (da un’idea di Stefano Fumagalli di HDstudio), l’iniziativa prende il via giovedì 25 ottobre alle 20 proprio alla Taverna ai Poggi di Lecco e nei prossimi mesi vedrà susseguirsi in scena nomi noti e voci emergenti della musica, armati solo dei loro strumenti. Dieci serate per 30 cantautori, che di volta in volta si daranno appuntamento all’orario di cena (oltre alla carta, la taverna propone menù speciali per l’occasione), metteranno a nudo la loro arte, la condivideranno con i presenti e con i colleghi di avventura, rendendo omaggio alla Canzone. Un tributo alla musica che è chiaro già dal nome della rassegna: un riferimento voluto al primo festival organizzato dalla rivista Re Nudo e che nel ’71 ha portato sulle colline tra Lecco e Ballabio migliaia di persone nel nome della musica, dell’arte, della controcultura. «Altri tempi – commentano gli organizzatori – altre dinamiche, altra società, altre sonorità…ma, ancora, gli stessi bisogni, le stesse speranze e gli stessi sogni».

Una lunga carrellata di appuntamenti che, come detto, si apre il 25 ottobre con tre nomi interessanti. Con alle spalle tre album – Migrazioni (2011-autoprodotto), Polvere e Gas (Ep 2014- Tde ProductionZ) e 3 (Adesiva Discografica) – e un’intensa attività live che l’ha portata ad aprire i concerti di artisti quali Paola Turci, Cristina Donà, 99 posse, Ginevra di Marco e Dolcenera, la cantautrice Sara Velardo ha fatto parlare di sé con la sua ‘Ndrangheta, vincitrice del premio Musica contro le mafie dell’omonima associazione e sotto l’egida di Libera. All’impostazione acustica dei primi due lavori, nel 2016 segue un album elettrico, 3, inciso insieme ad Andrea Viti (Karma, Afterhours) al basso, Fabio Zago (Il Rebus) alla batteria e Daniele Molteni (Il Rebus) alle chitarre “liquide”. Nove tracce, il disco, in cui ancora una volta non mancano tematiche sociali, dall’immigrazione alla violenza sulle donne, passando per la libertà di stampa.

Altra protagonista della prima serata Valentina Benaglia de La Malaleche, progetto che dal 2015 unisce  tre musicisti dalle diverse provenienze musicali e che a marzo 2017 ha pubblicato Mala Calle, prima autoproduzione del trio patchanka con 6 brani originali. Sempre del 2017 la partecipazione del gruppo all’esperienza de Il treno della memoria, che ha visto oltre 500 ragazzi italiani prendere parte a laboratori musicali sulla resistenza e assistere a un concerto a Cracovia, tenuto dopo la visita ai campi di Auschwitz e Birkenau. Un’esperienza, questa, che ha portato al videoreportage Memoria Viva, sulle note del brano omonimo della band. Numerose le collaborazioni de La Malaleche con gruppi affermati, dai Modena City Ramblers ai 99 Posse, dalla Bandabardò ai Punkreas.

A chiudere il cerchio nella serata di giovedì 25 ottobre ci penserà Medāle, come anticipato progetto solistico di musica electro-rock nato nell’autunno del 2016 da un’idea di Pietro Magnani. Il suo primo lavoro in studio, registrato e mixato da Luca Ciffo della Fuzz Orchestra tra luglio e agosto 2017, viene pubblicato a novembre dello stesso anno. Il nome scelto dal musicista è un riferimento al territorio: citando l’omonima parete rocciosa che domina Lecco, Medāle ha confezionato brani che raccontano di una montagna friabile, dall’integrità precaria, tracciando un parallelismo tra uomo e montagna che diviene strumento per descrivere tratti della condizione umana.

INFORMAZIONI – Dalle 20 sarà possibile partecipare alla cena, con diverse opzioni di menù. Per tutte le informazioni cliccare qui.

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