ARCHIVIO “Musica sull’Acqua”: l’Histoire du soldat risuona al Forte di Montecchio. Venerdì l’evento clou del festival

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COLICO – È l’evento clou dell’intera dodicesima edizione del Festival Internazionale Musica sull’Acqua e venerdì 22 luglio 2016 porta nella suggestiva cornice del Forte di Montecchio di Colico una versione che potremmo definire classica della celebre Histoire du soldat, opera composta da Igor Stravinskij nel 1918 su libretto in francese di Charles-Ferdinand Ramuz. Dopo l’esecuzione della versione in trio e l’allestimento di una Petite Histoire a cura della Grande Fabbrica delle Parole di Terre di Mezzo, venerdì alle 21 il festival lariano darà spazio a una sua produzione, per l’occasione arricchita da una nuova traduzione del testo a cura del musicologo e critico musicale Guido Barbieri, da elementi scenici e installazioni dell’artista Velasco Vitali e dalle coreografie di Tony Lopresti, queste ultime realizzate per i ragazzi del Corpo Mimico del Festival.

Presenti a Colico saranno sette musicisti di fama internazionale, insieme per interpretare la partitura stravinskiana: accanto al direttore artistico della kermesse, Francesco Senese (violino), saranno al Forte di Montecchio anche Edicson Ruiz (contrabbasso), Anton Dressler (clarinetto), Fredrik Ekdahl (fagotto), Alper Çoker (tromba), Diego Gatti (trombone) e Raymond Curfs (percussioni), la cui musica sarà intervallata dagli interventi registrati del Soldato e del Diavolo, cui per l’occasione dà voce Moni Ovadia.

Forte di Montecchio, Colico

Forte di Montecchio, Colico

Una serata che avrà nella location scelta la giusta ambientazione: una fortezza della Grande Guerra che con la sua posizione offre un panorama unico del lago di Como e delle montagne della Valtellina e della Valchiavenna. Una fortezza, ancora, tra le meglio conservate in Europa e costruita proprio negli anni in cui Stravinskij, accerchiato dalla guerra ed esule in Svizzera a seguito della Rivoluzione, si trova a comporre la sua Histoire. Uno spettacolo, questo, «volutamente pensato in forma “portatile” – spiegano dal festival – facile da far girare con i suoi sette musicisti e la voce narrante. Scritta insieme allo scrittore Ramuz, basato su una favola russa di Afanasiev, l’Histoire ricorda, per dirla con le parole di Peter Sellars, “l’opera di un profugo sul tema dell’essere profughi”, un lavoro che per tema e concezione ha segnato un’intera epoca e che mantiene oggi intatta la sua forza e la sua attualità».

Velasco Vitali_2_ridotta

Velasco Vitali

«La favola nera raccontata da Ramuz e da Stravinskij – spiega Barbieri – viene da lontano. La storia del diavolo che ruba l’anima ad un artista e gli offre in cambio il dono dell’immortalità, dell’amore e della ricchezza è diffusa ad ogni latitudine, dal sud al nord del mondo. Noi la chiamiamo abitualmente ‘faustiana’, ma proviene in realtà dal tempo senza tempo del mito. La ‘nostra’ histoire, nata nel laboratorio di idee del festival sarà in scena tra le pietre antiche del Forte Montecchio, che possiedono la stessa, identica età del libretto e della partitura. Il Diavolo e il Soldato – prosegue – non avranno corpo, ma solo voce. Non indosseranno una maschera, ma il loro suono giungerà da un altrove, anzi da diversi altrove, collocati in alcuni luoghi nascosti della fortezza. A questa vistosa absentia si contrappone – conclude – la forte praesentia ‘fisica’, accanto alla voce narrante, dei corpi in movimento disegnati da Tony Lopresti e da una potente installazione visiva realizzata ad hoc da Velasco Vitali», una torre che nel corso della scena si smonterà e rivelerà al suo interno, di volta in volta, gli elementi scenici dell’opera. «Uno sfondo – così commenta lo stesso artista lariano – un’architettura interpretabile in modi diversi: torre emersa, campanile di paese, caserma, reggia della principessa, scatola cinese o matrioska».

Per informazioni www.festivalmusicasullacqua.org

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