RADIO FLÂNEUR: “Burattino senza fili 2017″ di Edoardo Bennato.
Una versione ampliata e riveduta dell’album del ’77

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L’invettiva mascherata dietro la metafora della fiaba, l’ironia che beffeggia il potere facendosene gioco, lo sberleffo di un cantautore che giocando con i personaggi della favola di Pinocchio mette a nudo i mali e le storture del potere, della legge e più in generale di una società che, anche a quarant’anni di distanza, non sembra essere cambiata di una virgola.

burattino senza fili 2017Burattino senza fili di Edoardo Bennato è l’emblema e la rappresentazione perfetta di tutto questo e non è un caso che a quarant’anni esatti dalla sua pubblicazione – correva l’anno 1977 – ritorni in una veste completamente rinnovata e curata personalmente dallo stesso Bennato. Nella versione 2017, l’irriverente concept album assume una fisionomia tutta nuova: innanzitutto tracklist non è la stessa del disco originale, ma soprattutto ogni canzone è stata risuonata e presentata con un arrangiamento più sfrontato e arrembante, come a sottolinearne l’importanza, l’irruenza e la sconcertante attualità anche a tanti anni di distanza; inoltre ai brani che componevano originariamente il disco, Bennato ha aggiunto l’inedito Mastro Geppetto, figura che mancava tra i personaggi ritratti nel 1977, Lucignolo (rivisitazione de Il mio nome è Lucignolo, tratto dall’ultimo disco Pronti a salpare) e Che comico il grillo parlante, che prende il posto dell’originale Tu Grillo parlante aggiornandone il profilo. Infine, a completamento della rilettura di un album che è forse più attuale oggi di quando è uscito, Burattino senza fili 2017 presenta anche un dvd con storiche esibizioni dal vivo e un booklet di 32 pagine che illustra la genesi dell’album e l’intera carriera di Edoardo Bennato.

bennato 1Quanto alle canzoni, al di là dei nuovi arrangiamenti, del nuovo ordine all’interno del disco e soprattutto dell’aggiunta dei nuovi personaggi di Lucignolo e Mastro Geppetto, tutto è rimasto come nel 1977: ci sono ancora Il gatto e la volpe, Mangiafuoco, La Fata, il Grillo Parlante sotto nuove vesti, i Dotti, i medici e i sapienti, così come l’immancabile e attualissima In prigione, in prigione o le due ballate che aprivano e chiudevano l’album, E’ stata tua la colpa e Quando sarai grande. La favola di Pinocchio rivive quindi a distanza di quarant’anni e purtroppo o per fortuna non sembra essere invecchiata per nulla: Mangiafuoco continua a dettar legge e a muovere i fili dei suoi burattini, minacciando di punire chi non si atterrà al suo volere; Il Gatto e la Volpe sono gli stessi imbonitori di sempre, che manipolano il pensiero altrui sfruttando l’ingenuità dei più inconsapevoli e proponendo loro scorciatoie che solo in apparenza sono più convenienti; la Fata riflette ancora la figura femminile di “sorella, madre e sposa”, ma è sempre “quella che paga di più”; di Dotti, medici e sapienti che dall’alto delle loro cattedre illuminate fanno la morale e sanno sempre dirci cosa è giusto e cosa no è piena l’aria, così come è ancora lungo e infinito l’elenco delle persone che il giudice inflessibile di In prigione, in prigione – tra ironia e paradosso, a tempo di un indiavolato rock n’ roll – vorrebbe vedere dietro le sbarre solo perché cercano di comportarsi in maniera civile e onesta. Notevole il nuovo arrangiamento di È stata tua la colpa, che apriva il concept album di Bennato ribaltando la morale della favola di Collodi: partendo dalla fine della storia, la canzone, pur ricordando a Pinocchio che è stata sua la scelta di diventare come uno di noi, chiede al burattino se davvero sia valsa la pena trasformarsi in un bambino in carne e ossa per poi finire intrappolato tra i fili e le maglie di una società distorta, del potere cieco e di una legge ingiusta. Quando sarai grande è l’altra ballad che dà invece speranza e un senso positivo a tutta la favola di Pinocchio, quella per cui solo crescendo sarà possibile capire i meccanismi di una vita che in apparenza è proprio l’esatto opposto di una favola a lieto fine.

bennatoA completare la nuova edizione di Burattino senza fili 2017, ci sono anche alcuni brani registrati appositamente per l’occasione, relativi a personaggi che mancavano nella versione originale del 1977. In Che comico il Grillo parlante il grillo consigliere di Pinocchio non è più il saggio e noioso personaggio del 1977, ma un comico che ha improvvisamente cambiato mestiere, diventando un “attore drammatico di involontaria comicità”, oltre che un “filosofo da baraccone che è comico senza volerlo, drammatico con convinzione”: impossibile non notare nel brano qualche frecciatina ironica al Grillo politico che domina le scene dell’attualità con il suo movimento pentastellato. Tra i nuovi protagonisti, figura anche Mastro Geppetto, che nella versione originale non era presente, ma dal quale tutta la favola in realtà ha inizio: “Sono un mastro falegname andato in pensione qualche anno fa – canta Bennato – ma ora con questo burattino da mandare a scuola e a cui far da papà…”. Infine ecco comparire anche Lucignolo, un tipo sveglio e moderno, che fa il PR non per mestiere ma per vocazione e che attira a sé i più giovani organizzando feste e rave party.

Insomma, la favola del burattino di legno che per ribellione volle diventare uomo, salvo poi pentirsi amaramente di quella scelta, è ancora oggi ricca di spunti di riflessione, elementi di attualità e di critica a una società e al potere che la gestisce ancora validi nonostante siano passati quarant’anni dalla sua prima apparizione nei negozi di dischi. E solo un artista come Bennato, con il suo spessore culturale e l’attitudine al rock inteso come spina nel fianco al potere costituito, poteva realizzare – e riproporre ancora a distanza di decenni – un album ironico, irriverente, politico e sempre attuale come Burattino senza fili

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