“Stay hard, stay hungry, stay a-LIVE”
“Radio Flâneur” in tour con Springsteen. #3: Milano/1

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LECCO – Terzo appuntamento con Stay hard, stay hungry, stay a-LIVE, il nostro tour per l’Europa insieme a Bruce Springsteen. Dopo i racconti di Barcellona e di Monaco di Baviera, questa volta tocca all’attesissima prima data italiana, nonché prima delle due milanesi. Ecco quanto avvenuto domenica 3 luglio a San Siro!  

DREAMS ARE ALIVE TONITE…

Milano, Stadio San Siro

3 luglio 2016

Dreams are alive tonite: così recitava la coreografia preparata per l’ingresso di Bruce Springsteen e della E Street Band sul palco di un San Siro gremito come sempre; e di sogni da vivere fino in fondo, in quella che è stata la sesta volta del Boss nello stadio meneghino, ce ne sono stati davvero tanti!

@ Matteo Manente

@ Matteo Manente

Le aspettative per la prima delle due date milanesi erano altissime, così come le speranze recondite di molti fans di ascoltare finalmente, se non tutto intero, almeno buona parte delle tracce di quel The River che dà il nome al tour di quest’anno. In realtà le premesse che a Milano succedesse qualcosa di “grosso” c’erano già prima dell’inizio del concerto: anzitutto eravamo a San Siro, in quello stadio che nessun altro artista internazionale ha calcato più volte del Boss e nel quale si è sempre creato un legame tra Bruce e pubblico che non ha eguali in nessun altro posto; quanto alle canzoni, invece, già nelle ultime date in terra scandinava erano ricomparsi in scaletta frammenti di The River suonati raramente. Insomma, gli elementi per un grande show c’erano tutti e alla fine le speranze sono state come sempre ben riposte e i sogni tramutati in realtà: 14 brani di The River in scaletta, mai così tanti in nessun’altra data europea, nemmeno nell’esordio a Barcellona; ma soprattutto quasi 4 ore di energia totalizzante scaricata su un pubblico che ha partecipato dall’inizio alla fine senza perdere un colpo, dall’iniziale e profetica Land of hope and dreams alla conclusiva e definitiva Thunder Road acustica. In mezzo altre 33 canzoni – compresi alcuni pezzi da novanta che valgono un tour intero, come Jungleland all’inizio dei bis! – che hanno fatto emozionare, gioire, piangere, commuovere, esplodere, cantare e saltare tutti i presenti, dal pit fino agli anelli più lontani: una festa rock come ce ne sono poche in giro, officiata con tutti i crismi dal più grande performer vivente, che non contento s’è pure presentato a metà pomeriggio per una Growin’ up acustica come antipasto.

Springsteen Milano 1 a @ Matteo Manente

@ Matteo Manente

Chiaro, la scaletta e i numeri contano fino a un certo punto – e fidatevi che a Milano hanno contato parecchio! – però poi c’è l’altro aspetto che rende unico un concerto di Springsteen: ed è proprio lui, Bruce in persona, che a quasi 67 anni riesce ancora a coinvolgere per un tempo che pare illimitato le 60.000 persone accorse al Meazza, dispensando sorrisi, gioia, emozioni, brividi e canzoni come se fosse la prima volta: lo guardi mentre canta e capisci che per l’intensità che ci mette in quelle parole ci crede davvero, che non è solo arte proposta su un palco, non è solo mestiere, per quanto eseguito alla perfezione; quelle canzoni gli appartengono, sono parte integrante di una storia importantissima e allo stesso modo appartengono a tutti coloro che in quella storia, partita tanti anni fa dal New Jersey, ci si sono imbattuti per i più svariati motivi. E allora lasci andare tutta la gioia che hai in corpo, perché Out in the street, Two hearts o Sherry darling sono sinonimo di festa e l’energia di Crush on you, You can look, I’m a rocker o Ramrod te le sei sognate per intere settimane; di fronte a uno spettacolo del genere butti fuori tutte le lacrime che per forza  vengono giù su pezzi come Independence day o Drive all night, percepisci tutte le strette al cuore che regala ogni volta Point blank e ti godi tutti i sorrisi della gente attonita intorno a te quando Roy Bittan accenna le prime note di Jungleland, dando vita all’inimmaginabile; non contento fai esplodere la rabbia repressa su Badlands, dai voce alle speranze e alla voglia di riscatto urlate in The promised land, chiudi gli occhi e stringi i pugni al cielo su The River, mentre lo stadio si illumina di lucine artificiali e canti con tutta la voce che ti rimane in corpo quando è il turno degli immancabili classici, da Born in the USA a Born to run, passando per Dancing in the dark, Tenth Avenue freeze-out e la torrenziale Shout. Con uno spettacolo del genere è tutto concesso, compreso rabbrividire di fronte al religioso silenzio che cala di botto sullo stadio quando Bruce, per l’ennesima volta, impugna chitarra e armonica per salutare e scandire, neanche fosse una preghiera, le parole sempre laceranti di Thunder Road. “È una città di perdenti e ce ne stiamo andando per vincere”: forse è tutto qui il segreto della musica di Springsteen, forse è tutto in quella promessa di riscatto e di positività che permea quasi tutte le sue canzoni, quella possibilità di farcela e di lasciarsi realmente alle spalle tutte le menate quotidiane che durante i concerti si fa così concreta, raggiungibile e apparentemente a portata di mano: “è tardi, ma possiamo farcela se corriamo…”: non c’è altro da aggiungere e anche il Boss lo sa, così saluta tutti e ringrazia sensibilmente commosso quella che lui stesso ha definito “the best audience in the world”.

@ Matteo Manente

@ Matteo Manente

Per la prima data può essere più che sufficiente, ma martedì si replica ancora una volta nel tempio del calcio milanese; obiettivamente sarà difficile ricreare un’atmosfera come quella respirata domenica, ma “i sogni sono vivi questa notte” e, avviso ai naviganti, il Fiume è tutt’altro che in secca: a questo punto aspettatevi di tutto, perché la forza e l’energia che sa regalare Bruce Springsteen dal vivo non sembra avere limiti e Milano è davvero una delle sue Lucky Town preferite… stay hard, stay hungry, stay a-live!

Questa la scaletta eseguita allo Stadio San Siro di Milano il 3 luglio 2016.

Pre-Show: GROWIN’ UP (Solo acoustic)

Setlist: LAND OF HOPE AND DREAMS / THE TIES THAT BIND / SHERRY DARLING / SPIRIT IN THE NIGHT / MY LOVE WILL NOT LET YOU DOWN / JACKSON CAGE / TWO HEARTS / INDEPENDENCE DAY / HUNGRY HEART / OUT IN THE STREET / CRUSH ON YOU / LUCILLE / YOU CAN LOOK (BUT YOU BETTER NOT TOUCH) / DEATH TO MY HOMETOWN / THE RIVER / POINT BLANK / TRAPPED / THE PROMISED LAND / I’M A ROCKER / LUCKY TOWN / WORKING ON THE HIGHWAY / DARLINGTON COUNTY /  I’M ON FIRE / DRIVE ALL NIGHT / BECAUSE THE NIGHT / THE RISING / BADLANDS

Encore: JUNGLELAND / BORN IN THE U.S.A. / BORN TO RUN / RAMROD / DANCING IN THE DARK / TENTH AVENUE FREEZE-OUT / SHOUT / THUNDER ROAD (Solo acoustic)

@ Matteo Manente

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Matteo Manente

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