“Stay hard, stay hungry, stay a-LIVE”
“Radio Flâneur” in tour con Springsteen. #4: Milano/2

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«Dopo la serata stratosferica del 3 luglio, non era facile replicare con un secondo show che potesse reggere il confronto, ma già dallo sguardo che ha Springsteen mentre sale sul palco si può intuire che non sarà una serata come le altre». La seconda data milanese del The River Tour è stata l’ennesimo, e ancora più forte, atto d’amore tra il Boss e quella che lui stesso ha definito the best audience in the world. Una setlist davvero speciale, protagonista di questo nuovo appuntamento con Stay hard, stay hungry, stay a-LIVE, il nostro tour per l’Europa insieme a Bruce Springsteen. Buona lettura!

WHEN THE WORLD SEEMS RIGHT…

Milano, Stadio San Siro

5 luglio 2016

Springsteen Milano 2 c @ Matteo Manente

@ Matteo Manente

Metabolizzare, serve tempo per metabolizzare quanto successo nel secondo concerto di Bruce Springsteen a Milano, perché a leggere tutte insieme le canzoni proposte nella scaletta del 5 luglio viene da rabbrividire! È la classica situazione in cui ringrazi Dio se sei presente allo stadio e, viceversa, lo maledici se, per qualsiasi ragione, non sei potuto andarci: perché non capita proprio tutti i giorni di vedere nero su bianco in un’unica setlist canzoni come Racing in the street, The price you pay, Backstreets, Something in the night, Streets of fire, Roulette, Fire, This hard land, Cadillac ranch, I’m a rocker, Rosalita, Mary’s place o addirittura quella Meet me in the city mai eseguita prima in Europa, brani che presi singolarmente giustificherebbero trasferte di ogni tipo e distanza. Ma Milano è ormai uno “special place” per Bruce, che anche al termine della seconda data italiana di questo The River Tour – la sua settima esibizione nella Scala del calcio milanese dal 1985 al 2016 – non ha mancato di consolidare il rapporto speciale che c’è con il pubblico italiano, sottolineando quanto sia stato gratificante per lui e per la E Street Band esibirsi in questo luogo: “Di cuore vi ringraziamo per due grandissime serate. Vi amo Milano, vi amo San Siro!”.

Dopo la serata stratosferica del 3 luglio, non era facile replicare con un secondo show che potesse reggere il confronto, ma già dallo sguardo che ha Springsteen mentre sale sul palco si può intuire che non sarà una serata come le altre: uno stupore misto a compiacimento per tanto affetto, ancora una volta, l’ennesima a San Siro, nella quale il calore umano degli oltre 60.000 fans ha circondato il Boss e la sua Band, investendoli e caricandoli ancora di più. E il trittico iniziale è roba da far saltare tutti gli schemi: Meet me in the city, a lungo richiesta e rincorsa da molti fans, fa proprio a Milano la sua prima apparizione assoluta in Europa, Prove it all night non ha bisogno di molte presentazioni, mentre Roulette – outtakes di razza del periodo The River – è una fucilata che fa saltare tutto lo stadio.

@ Matteo Manente

@ Matteo Manente

A differenza della prima data milanese, Bruce interagisce ancora di più con il pubblico delle prime file, stingendo mani, dispensando sorrisi e pacche sulla spalle, ma soprattutto raccogliendo molti dei numerosi cartelli con i titoli delle canzoni più desiderate dai fans, che puntualmente esegue con gusto. E così, dopo The ties that bind e Sherry Darling, parte una notevolissima infilata di richieste: prima Spirit in the night e Rosalita, poi Fire con tanto di San Siro in miniatura costruito ad hoc fino ad arrivare a Something in the night, con quel suo incedere lento e solenne e il suo “looking for a moment when the world seems right” che stasera corrisponde grossomodo a uno stadio di Milano con tre anelli, perché con canzoni del genere non vorresti essere in nessun altro posto al mondo! Hungry heart e Out in the street ci ricordano che dopotutto siamo pur sempre nel River Tour e segnano il solito bagno di folla, mentre Mary’s place è pescata ancora da un cartello. Death to my hometown è sempre fin troppo attuale, ma la vera magia arriva pochi minuti più tardi, dopo una The River cantata da tutto lo stadio con tanto di muro di luci sugli spalti. Un cenno di Bruce verso il piano di Roy Bittan ed ecco che partono le note inconfondibili di Racing in the street, una delle ballate più belle di tutto il repertorio springsteeniano. L’esecuzione è da pelle d’oca, così come tutto il crescendo della coda strumentale… occhi lucidi e fiato sospeso in tutto lo stadio, una sensazione difficile da spiegare. Dopo la solennità di Racing tocca cambiare ritmo, quindi sotto i colpi sicuri della batteria di Max Weinberg tutti a saltare simultaneamente sulle note di Cadillac Ranch, che neanche a dirlo fa tremare l’intero stadio. Le sorprese, in una notte così speciale, non sono certo finite: dopo aver passato in rassegna The promised land, I’m a rocker, Lonesome day e Darlington county, è la volta di altri due “colpi mortali” per le coronarie di tanti fans messe già a dura prova. Prima tocca a The price you pay, canzone troppo spesso trascurata nelle esibizioni dal vivo e che in Italia non era mai stata proposta: la dodici corde di Springsteen guida le danze, trascinando il pubblico in un coro che mette qualche brivido nonostante la temperatura decisamente torrida all’interno dello stadio. Poi, dopo il boato che accoglie Because the night e il solo di Nils Lofgren, è la volta di Streets of fire: esecuzione potentissima e molto sentita da parte di Springsteen, che, seguita a ruota da The rising e Badlands, conduce alla fine del main set.

@ Matteo Manente

@ Matteo Manente

Tutto finito? Non esattamente: trattandosi di uno show di Bruce Springsteen, ogni sera la scaletta varia in modo sostanziale e alla fine delle due date di Milano saranno 69 le canzoni suonate, di cui ben 52 diverse tra un concerto e l’altro! In apertura dei bis, come accaduto la prima sera, il Boss cala ancora una volta l’asso che fa saltare definitivamente il banco: Backstreets è un colpo al cuore che dice molto di più di qualsiasi parola si possa spendere per cercare di spiegarne il significato: “we swore forever friends on the backstreets until the end”. E’ il sigillo definitivo sull’importanza del legame che s’è instaurato negli anni tra Bruce e il pubblico italiano, un ringraziamento esplicito per tutto l’affetto dimostrato in tanti anni prima di lanciarsi negli inni da stadio veri e propri. Sulle note di Born to run si accendono le luci e inizia la grande festa collettiva, il delirio generale che fa sprigionare le ultime energie rimaste in corpo: Seven nights to rock, Dancing in the dark, Tenth Avenue frezze-out, Shout e Bobby Jean sembrano chiudere il conto. Salutata tutta la E Street Band, c’è però ancora tempo per un ultimo brano, acustico, scarno, essenziale come il suo testo e il suo significato: This hard land segna i titoli di coda di un concerto diversissimo per intensità e struttura rispetto a quello del 3 luglio, ma lo fa chiudendo idealmente il cerchio rispetto a quella Meet me in the city suonata in apertura dello show: entrambe parlano di incontri, ma mentre Meet me in the city dà il via al concerto con tutta la sua carica rock, la seconda è un’invocazione, un augurio di buona speranza e di resistenza in quella dura terra che è la nostra vita quotidiana: “stay hard, stay hungry, stay alive if you can and meet me in a dream of this hard land…”. Non ti preoccupare, Bruce: ci incontreremo presto, prestissimo… perché quando assistiamo ai tuoi concerti il mondo sembra davvero un posto migliore e poi adesso il tempo è dannatamente giusto, l’estate è qui e abbiamo una voglia matta di correre lungo le strade che portano a Roma… siamo nati per correre, ricordi?

Questa la scaletta eseguita allo Stadio San Siro di Milano il 5 luglio 2016.

Setlist: MEET ME IN THE CITY / PROVE IT ALL NIGHT / ROULETTE / THE TIES THAT BIND / SHERRY DARLING / SPIRIT IN THE NIGHT / ROSALITA (COME OUT TONIGHT) / FIRE / SOMETHING IN THE NIGHT / HUNGRY HEART / OUT IN THE STREET / MARY’S PLACE / DEATH TO MY HOMETOWN / THE RIVER / RACING IN THE STREET / CADILLAC RANCH / THE PROMISED LAND / I’M A ROCKER / LONESOME DAY / DARLINGTON COUNTY / THE PRICE YOU PAY / BECAUSE THE NIGHT / STREETS OF FIRE / THE RISING / BADLANDS

Encore: BACKSTREETS / BORN TO RUN / SEVEN NIGHTS TO ROCK / DANCING IN THE DARK / TENTH AVENUE FREEZE-OUT / SHOUT / BOBBY JEAN / THIS HARD LAND (Solo acoustic)

Matteo Manente

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