A “L’ultima luna d’estate” si riflette su “Cultura e politica”. Le anticipazioni e gli ospiti della 27^ edizione del festival di Teatro Invito e Consorzio V. Greppi

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BRIANZA – Una riflessione su Cultura e politica; sulle modalità con cui il lavoro di chi opera in ambito culturale possa intrecciarsi al lavoro delle amministrazioni; su come tutto ciò possa aver una ricaduta sul territorio. La 27^ edizione de L’ultima luna d’estate, il festival teatrale ideato da Teatro Invito e promosso dal Consorzio Brianteo Villa Greppi, metterà al centro il dialogo tra artisti e istituzioni, il confronto che genera una relazione viva e dialettica.

In programma da venerdì 30 agosto a domenica 8 settembre 2024, come ogni anno il festival abiterà le cascine, i parchi e le ville del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, proponendo più di 20 appuntamenti tra incontri, spettacoli teatrali all’aperto e performance itineranti. Un’edizione, ancora, che ospiterà numerosi debutti e che porterà in scena, tra gli altri, l’artista argentino César Brie, maestro del teatro di ricerca e teatrante di frontiera, la pluripremiata compagnia Kepler-452 con una pièce sugli hater e sull’odio che corre in rete, il giornalista Domenico Iannaccone e compagnie del calibro di Chille de la balanza, Teatro Libero di Palermo e Teatro delle Forme, il tutto aperto da un dialogo tra importanti personalità del teatro italiano: Andrée Ruth Shammah, Serena Sinigaglia e Valter Malosti. 

«L’artista si chiede il direttore artistico Luca Radaelli deve “suonare il piffero per la rivoluzione”, come ironizzava Elio Vittorini, o ritirarsi nella propria turris eburnea e infischiarsene di ciò che accade nel mondo intorno a sé? Probabilmente la soluzione sta nel mezzo: il teatro è sempre politico, senza per questo divenire “agit prop”. Ultimamente, però, i contenuti che afferiscono alla sfera politica si insinuano sempre più nelle manifestazioni artistiche. Il cosiddetto “teatro sociale” sta prendendo sempre più spazio. Non c’è compagnia teatrale che non abbia in cartellone uno spettacolo sulla violenza di genere, sul cambiamento climatico, sulla pace nel mondo.  Recuperare il valore civico e sociale dell’arte, però, non deve significare sacrificare la forma al contenuto. Bisogna, al contrario, trovare una chiave di lettura poetica a ciò che si agita nelle comunità umane, colpite e indebolite, prima dalla pandemia, poi dalle ripetute immagini di due sanguinosi conflitti, e dunque bisognose di ritrovare occasioni di confronto, dialogo, condivisione».

«Il tema di questa edizione dell’Ultima luna aggiunge Lucia Urbano, Presidente del Consorzio Brianteo Villa Greppi si preannuncia molto stimolante.  Come sempre il programma offre un’equilibrata miscela di leggerezza, spunti di riflessione e dialogo con il nostro tempo. Il tutto è realizzato, grazie alla collaborazione delle Amministrazioni e di privati, nella splendida scenografia di parchi, ville, cascine e altre meraviglie del nostro territorio, che rendono ancora più unico e piacevole ogni spettacolo».

IL PROGRAMMA

Ad aprire il festival è – venerdì 30 agosto alle 18 a Sirone – una conversazione tra Valter Malosti, Andrée Ruth Shammah e Serena Sinigaglia, tra le personalità artistiche più importanti del teatro italiano e rispettivamente direttori di ERT Emilia Romagna Teatro, Teatro Franco Parenti e Teatro Carcano di Milano, per discutere sulle molteplici interrelazioni esistenti tra teatro e politica.

A seguire, alle 21, va in scena Re Lear è morto a Mosca del drammaturgo e regista argentino César Brie, figura centrale del teatro contemporaneo di ricerca, in scena con Altea Bonatesta, Leonardo Ceccanti, Eugeniu Cornitel, Davide De Togni, Anna Vittoria Ferri, Tommaso Pioli, Annalesi Secco e Alessandro Treccani. Si narra l’incredibile storia del Teatro Ebraico Goset di Mosca, un teatro fatto di canti, danze, poesie e colori in lingua yiddish che ha combattuto il regime nell’Unione Sovietica di Stalin. Un gruppo di 9 giovani attori ha seguito un maestro del teatro per raccontare che l’arte può (e deve) ancora vincere il potere e la censura.

Sabato 31 agosto alle 16.30 il festival fa tappa al Monastero della Misericordia di Missaglia con Zorba il gatto, spettacolo dedicato ai bambini, della compagnia varesina Instabile Quick, liberamente tratto da Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda. Si continua a La Valletta Brianza alle 21 con Gli Altri – Indagine sui nuovissimi mostri di Kepler 452 drammaturgia e regia Nicola Borghesi e Riccardo Tabilio, con Nicola Borghesi in scena: un reportage teatrale che ha come focus il linguaggio del web e dei social, provando a indagare da vicino il fenomeno dei cosiddetti “hater”: coloro che, nascosti dietro lo schermo di un computer, deridono e insultano, fomentando l’odio.

Domenica 1 settembre alle 11 a Osnago spazio allo spettacolo itinerante nel Parco delle Orane (ritrovo presso il parcheggio della stazione ferroviaria) Il drago a sette teste di Teatro dell’Orsa, libera interpretazione dell’omonima fiaba popolare tratta dalle Fiabe Italiane di Italo Calvino calata nell’atmosfera del bosco. E sempre a Osnago, ma a Villa De Capitani, è la volta (alle 18) del debutto di Che aspettate a bruciarmi? di e con Giorgio Castagna, regia Giuliano Bonanni: un intreccio di narrazioni che parte dalla storia del cittadino Giordano Bruno Castagna un esempio di coraggio e di impegno per la libertà e la giustizia, valori fondamentali per la Resistenza per poi allargarsi alla crisi del ’29 a Carrara, al fascismo e al viaggio del filosofo Giordano Bruno in Europa, passando per le comunità anarchiche dei cavatori toscani.

Alle 21, a Villa Banfi di Carnate, debutta anche Manicomio, Addio! Contro tutti i muri della compagnia teatrale dei Chille de la balanza, che da oltre 25 anni anima il presidio culturale dell’ex-città manicomio di San Salvi a Firenze. Qui si racconta di una conferenza che Franco Basaglia tenne in Brasile nel 1979, in cui espresse l’essenza del suo impegno volto a superare il manicomio come luogo di contenimento e alienazione dei pazienti e la sua idea innovativa di salute mentale, che contribuì attivamente alla nascita della legge 180.

Lunedì 2 settembre (alle 21), a Cascina Butto di Montevecchia, debutta anche Seconda solo ad Elizabeth Taylor di e con Alberto Viscardi, spettacolo vincitore del progetto Luna Crescente 2023, one man show autobiografico profondo, sottile e ironico, mentre è in programma per le 21 di martedì 3 settembre (Parco Verde di Lomagna) l’ennesimo debutto: Edipus di Mare Alto Teatro, testo di Giovanni Testori e parte della Trilogia degli Scarrozzanti, sul palco Silvio Barbiero. Un capocomico non più giovane, abbandonato dalla sua compagnia, torna in scena, animato da un leggero astio, per rappresentare una sua scabrosa versione del testo di Sofocle. Ne verrà fuori una divertente e rivoluzionaria interpretazione del mito e del suo insegnamento, contaminata da riflessioni sul ruolo dell’attore. 

Torna anche quest’anno l’appuntamento con Luna Crescente, il contest dedicato alle compagnie under 30 selezionate dalla giuria del festival: mercoledì 4 settembre (alle 21, al Monastero della Misericordia di Missaglia) presenteranno un trailer di venti minuti dei loro lavori e il pubblico decreterà il vincitore, che all’edizione 2025 porterà lo spettacolo completo. In gara, nello specifico: Verderame del Collettivo Le TSC di e con Giulia Pizzimenti, storia di una donna e di un misterioso corpo estraneo che abita la sua psiche, Miranda imparerà a leggere dentro se stessa grazie al rapporto con madre e nonna; Carnage à trois, della Compagnia Le Serve, un testo pieno di ironia e surrealismo che dichiara di sfidare i cliché della classe sociale borghese per mostrare quanto siano stretti e interdipendenti i rapporti di amore e odio al suo interno; Mia mamma fa il notaio ma anche il risotto di e con Filippo Capobianco (vincitore Fringe Festival Milano 2024), uno spettacolo  che combina i linguaggi della poesia performativa e del teatro canzone per raccontare una favola di formazione che si confronta con le paure e i desideri della generazione Z.

Giovedì 5 settembre alle 18 la Cascina Galbusera Nera a La Valletta Brianza ospita il debutto de Il teatro è la mia vita di e con Luca Radaelli accompagnato dalla chitarra di Maurizio Aliffi, un reading musicale tratto dall’omonimo romanzo di Radaelli: una saga familiare dove i caratteri e i destini dei tanti protagonisti, tratteggiati con una divertita penna drammaturgica, si intrecciano alle complesse vicende sociali e politiche dell’Italia del Novecento. Alle 21 ci si sposta a Villa Borromeo di Arcore per Vertigine della lista di Qui e Ora Residenza, spettacolo che nasce dall’incontro con l’omonimo saggio di Umberto Eco e contamina letteratura, filosofia e quotidiano con l’ironia di Francesca Albanese, Silvia Baldini, Laura Valli e il danzatore Lorenzo De Simone sulla coreografia gioiosa e scanzonata di Giorgio Rossi, fondatore della storica compagnia di danza Sosta Palmizi.

Altro debutto in prima nazionale venerdì 6 settembre alle 18 a Osnago: si tratta di Lottavano così come si gioca, nuova produzione di Teatro Invito scritta e interpretata da Luca Radaelli con la regia di Laura Curino. Uno spettacolo di narrazione con musica dal vivo che si svolge in una cittadina di provincia negli anni ’70: il protagonista testimonia e rilegge i fatti degli anni di piombo in Italia ricordando con nostalgia le epiche occupazioni giovanili e con lucidità la deriva della lotta armata. Alle 21 si raggiunge Villa Borgia di Usmate Velate per Non mi serve niente di Teatro Libero di Palermo, testo di Manlio Marinelli, regia di Luca Mazzone, con Antonella Delli Gatti: un testo che percorre il pensiero di Karl Marx nelle sue opere filosofiche giovanili per parlare di consumismo in una società che ha ridefinito il concetto di lavoro con troppa attenzione al profitto.

Venendo a sabato 7 settembre, si parte alle 16.30 alla Cascina Bagaggera di La Valletta Brianza con lo spettacolo per famiglie Rana rana! Fiabe al pié del monte di Teatro del Rimbalzo di e con Ombretta Zaglio, in cui le più belle e antiche fiabe della tradizione italiana vanno in scena accompagnate dalla magia della musica e del canto. Alle 18 appuntamento a Villa Greppi di Monticello Brianza, dove Giorgio Scaramuzzino presenta Dentro gli spari – Una storia di mafia, liberamente tratto dal romanzo di Silvana Gandolfi (Salani 2010, Premio Andersen 2011, Prix Sorcières 2012), un monologo ispirato alla storia vera di un ragazzo, testimone dell’omicidio del padre e del nonno per mano mafiosa, che nonostante i condizionamenti familiari si oppone alla legge non scritta dell’omertà. Il suo gesto – eroico, seppur raccontato “ad altezza di bambino” cambierà la vita di molte persone. In serata, alle 21, l’Area del Museo Etnografico di Bulciago ospita Fine pena ora dei torinesi Tedacà, da un testo di Elvio Fassone, autore, magistrato ed ex componente del Consiglio Superiore della Magistratura. In scena la corrispondenza lunga oltre 30 anni tra un ergastolano e il suo giudice. Un’opera che scuote e commuove, che si domanda come conciliare la domanda di sicurezza sociale, l’istituto dell’ergastolo e l’idea costituzionale della detenzione come riabilitazione.

Ricca anche l’ultima giornata di festival: domenica 8 settembre si parte alle 16.30 da Villa Borromeo di Arcore con I racconti di Penda di Piccoli Idilli, tratto dai racconti della tradizione orale africana trascritti da Amadou Hampate Ba, Amos Tutuola e Jean Mutzi che rivivono sui palcoscenici grazie al griot Souleymane Diabate che accompagna Bintou Ouattara, narratrice e danzatrice. Alle 18, nella corte del municipio di Viganò, prende vita L’immaginifica storia di Espérer di Teatro delle Forme, una favola allegorica che trasforma il dramma dei migranti nell’utopia di un’isola senza confini. Uno spettacolo che viaggia dall’Africa a Ventimiglia attraverso il canto, la musica popolare e l’ironia. 

Chiusura di festival affidata, alle 21 a Villa Lattuada di Casatenovo, al giornalista e regista Domenico Iannacone, che debutta con Che ci faccio qui. In scena, racconto neorealistico in cui Iannacone si cala nel teatro di narrazione e trasforma le sue inchieste giornalistiche in uno spazio intimo di riflessione e denuncia, rompendo le distanze, prendendo per mano lo spettatore e accompagnandolo nei luoghi che ha attraversato, per condividere emozioni, ricordi e l’unicità di quegli incontri speciali.

INFORMAZIONI – Biglietti: €15 intero, €15 spettacolo con aperitivo, €12 ridotto, €5 spettacoli per bambini. Abbonamenti: €100 luna piena; €45 5 spettacoli a scelta; €30 3 spettacoli a scelta; €24 2 spettacoli a scelta. 

Prenotazione obbligatoria per inaugurazione, aperitivi e spettacoli itineranti. In caso di pioggia sono previsti luoghi alternativi indicati nel programma.

Per info e prenotazioni: Segreteria c/o Municipio – via Alighieri, Bulciago – ore 12-18, prenotazioni@teatroinvito.ittel. 0341.1691394 – 346.5781822 – www.teatroinvito.it

 

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