“Alta stagione” allo Spazio Teatro Invito: sul palco lecchese grandi nomi, da Curino a Dighero, da D’Elia alla coppia Cornacchione/Sgrilli

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LECCO –  Da Laura Curino a Ugo Dighero, da Corrado D’Elia al duo Cornacchione/Sgrilli. E ancora la coppia Manuel Ferreira e Massimo Latronico, due produzioni Teatro Invito, l’attore Marco Cacciola in un Amleto attuale e l’epopea di “Marco Cavallo”, quest’ultima raccontata da Franco Acquaviva. È l’Alta stagione dello Spazio Teatro Invito, ovvero la rassegna di prosa che porta a Lecco, nel teatro di via Ugo Foscolo gestito dalla compagnia che gli dà il nome, un cartellone di spettacoli di alto livello. Una kermesse diretta come sempre proprio da Teatro Invito e che è parte di una più ampia programmazione: una stagione teatrale che, quest’anno, potrà contare anche su un calendario di concerti, su uno di appuntamenti con realtà artistiche del territorio e su un progetto che mette in relazione spettacolo e montagna.

«L’apertura di un nuovo spazio per la cultura – commenta il direttore artistico Luca Radaelli – è sempre un’ottima notizia, soprattutto in un tempo nel quale sembra aver perso un po’ del suo appeal; sapere che in una sala lecchese, un po’ periferica e abbandonata per anni, si apre la terza Stagione ha quindi un che di magico. Abbiamo perciò lavorato per rendere la sala di via Foscolo 42 sempre più bella e accogliente e ci siamo impegnati per organizzare un Cartellone di grande levatura, l’Alta stagione, chiamando a raccolta artisti di primissimo piano».

Dopo l’aperitivo inaugurale fissato per sabato 20 ottobre alle 18, che vedrà degli artisti protagonisti della stagione esibirsi in spezzoni di spettacoli e concerti, il 27 ottobre alle 20.45 si parte ufficialmente in grande: prima ospite della rassegna è, infatti, l’attrice, drammaturga e regista torinese Laura Curino, importante nome del teatro italiano. Sarà lei a salire sul palco dello Spazio Teatro Invito, autrice e protagonista di La lista. Uno spettacolo, questo, che può vantare la collaborazione alla messa in scena di Gabriele Vacis e che a partire dalle ricerche storiche di Beatrice Marzorati ricostruisce la vicenda di Pasquale Rotondi, colui che ha salvato circa 10 mila opere d’arte dalla rapacità nazista e dai danni della guerra. Siamo all’indomani della proclamazione della Repubblica sociale italiana e Rotondi è protagonista di un’impresa eroica, che ha permesso di salvare opere di grandi artisti, da Giorgione a Mantegna, da Piero della Francesca a Caravaggio.

Va in scena il 28, il 29 e il 30 novembre, invece, la nuova produzione che vede collaborare Teatro Invito e Teatro della Cooperativa: si tratta di Bartleby, spettacolo in cui l’attore, drammaturgo e regista Renato Sarti dirige Luca Radaelli e Gabriele Vollaro e porta a teatro la storia di Bartleby, scrivano in uno studio legale di Wall Street uscito dalla penna di Herman Melville. Un uomo, questo, che nel mezzo della frenesia di Wall Street decide di rifiutarsi di lavorare e di uscire progressivamente, e senza parole, da un mondo votato al denaro.

Di ritorno a Lecco, poi, un altro grande nome del teatro italiano: a salire sul palco venerdì 11 gennaio alle 20.45 sarà, infatti, Ugo Dighero, questa volta in Ma mai nessuno la baciò sulla bocca. Uno spettacolo scritto insieme a Stefano Benni e Marco Melloni e che parte da una presa di coscienza insieme comica e amara: quando un attore capisce di non poter più interpretare Amleto per problemi di età, allora è tempo per farsi delle domande.

Si passa a Canta canta l’8 febbraio: protagonisti saranno Manuel Ferreira, artista argentino da vent’anni in Italia, e Massimo Latronico, musicista e fondatore dell’Orchestra multietnica di Via Padova di Milano. Insieme condurranno i presenti in un viaggio tra parole e musica, per parlare di diritti, di cittadinanza, di cittadini di seconda generazione: sono i figli degli immigrati, nati o cresciuti in Italia, che hanno fatto scuole italiane, studiato italiano, ma che, legalmente, continuano a non essere cittadini italiani.

Il 22 febbraio torna sul palco dello Spazio Teatro Invito l’attore e regista Corrado D’Elia, questa volta con il suo Dante, Inferno. D’Elia conduce per mano, qui, in quello che universalmente riconosciamo come il “cammin” della nostra stessa vita. Perché il viaggio di Dante non è immaginario, bensì quanto mai attuale, fatto di un sentire che non cambia, neppure a distanza di secoli.

Volti noti al grande pubblico, poi, quelli attesi per il primo di marzo: si tratta della coppia Antonio Cornacchione/Sergio Sgrilli, insieme nello spettacolo Noi siamo voi. Votatevi, regia di Renato Sarti, produzione Teatro della Cooperativa. I due comici si mettono alla prova, questa volta, con la politica: vista la proliferazione di partiti in Italia, perché non crearne uno in più? Con la consapevolezza di non essere politici di professione, i due si affideranno, in un eccesso di democrazia, ai cittadini presenti in sala, invitando chiunque a dire la sua.

Il 20 e il 23 marzo torna in scena, poi, il Sogno di una notte di mezz’estate di Teatro Invito, regia di Michele Losi e Luca Radaelli. Uno spettacolo che porta sul palco la celebre commedia di Shakespeare e che restituisce la vicenda di quattro giovani innamorati che si ritrovano in balìa delle loro emozioni e delle formule magiche di Oberon, re degli Elfi, nel cui bosco sono sperduti.

E si rimane in tema di Shakespeare anche con l’appuntamento successivo (il 6 aprile), quando Marco Cacciola porta in scena il suo progetto Io sono. Solo. Amleto: uno spettacolo che parte dal testo del Bardo per affrontare dubbi che caratterizzano il nostro tempo, dal rapporto tra padri e figli alla relazione tra leader e società, dalle dinamiche di potere alla ricerca di una giustizia che si specchia nella vendetta.

A chiudere l’Alta stagione è, il 4 maggio, La storia di Marco Cavallo, di e con Franco Acquaviva. Uno spettacolo, quest’ultimo, che narra la vicenda che nel ’73 ha avuto per protagonista l’opera collettiva chiamata proprio Marco Cavallo, una scultura in legno e cartapesta realizzata all’interno di quello che allora era il manicomio di Trieste e pensata per abbattere il muro del silenzio, pontando all’esterno della struttura la storia dei suoi reclusi.

INFORMAZIONI – Inizio spettacoli alle 20.45. Biglietti: intero 15 euro, ridotto convenzioni 12 euro (Soci Arci, CAI, Fita, Scuole convenzionate di musica e teatro. Gli spettatori avranno uno sconto del 10% presso la Taverna ai Poggi nelle sere di spettacolo), under 30 9 euro. Abbonamenti: Stagione intera 150 euro, Stagione intera ridotto convenzioni 130 euro, Stagione intera under 30 90 euro; Intero 4 spettacoli a scelta 50 euro, Ridotto convenzioni 4 spettacoli a scelta 40 euro, 4 spettacoli a scelta under 30 30 euro. Nei giorni di spettacolo il botteghino sarà aperto dalle 19.30 per ritirare abbonamenti e biglietti. Contatti e prenotazioni: segreteria@teatroinvito.it | Tel. 0341.1582439 dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13. Informazioni: www.teatroinvito.it.

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L'autore di questo articolo

Valentina Sala

È la “flâneuse” che non smette mai di flaneggiare (?): in continuo vagabondaggio tra luoghi (certo) e soprattutto nuovi progetti da realizzare, dirige il giornale in modo non proprio autoritario (!). Ideatrice e cofondatrice de Il Flâneur, non si accontenta di un solo lavoro. Giornalista, ufficio stampa culturale, insegnante di Comunicazione, indossa l’uno o l’altro cappello a seconda delle situazioni. Laureata in Editoria con il massimo dei voti, ama approfondire il rapporto tra città e letterati (sua, infatti, la tesi sulla Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth), i romanzi che raccontano un’epoca, i film di François Truffaut, le grandi città e, naturalmente, il viaggio flaneggiante, specie se a zonzo per le strade d’Europa. Per contattarla: valentina.sala@ilflaneur.com