Con “Note a margine” di Nicola Piovani si chiude la settimana inaugurale del Teatro della Società di Lecco

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LECCO – Un viaggio nel tempo e nella memoria di oltre quarant’anni di carriera musicale e cinematografica. Si chiude con “Note a Margine” del Maestro Nicola Piovani la settimana di eventi che ha accompagnato la riapertura al pubblico del Teatro della Società di Lecco. Un doppio appuntamento, in programma per domenica 7 e lunedì 8 dicembre alle 21, con il noto musicista e compositore italiano, qui protagonista di uno spettacolo che si preannuncia intimo e suggestivo.

Sul palco, Piovani accompagnerà le proprie composizioni al pianoforte, affiancato dal sax di Marina Cesari, dal contrabbasso di Marco Loddo e dalle percussioni di Vittorino Naso. Tra un brano e l’altro, dialogherà con il pubblico, raccontando episodi, riflessioni e ricordi legati agli incontri con alcuni dei più grandi registi del nostro tempo.

Nato nel 2003 su commissione del Festival di Cannes, da allora “Note a margine” ha conosciuto diverse metamorfosi: da solo al pianoforte, si è evoluto in un quartetto che conferisce ai brani una delicatezza e un’intimità ancora più profonde. La musica di Piovani, così reinterpretata, respira e si fa dialogo, permettendo agli ascoltatori di entrare nel cuore delle emozioni che l’hanno ispirata.

I titoli evocano un patrimonio di immagini e sentimenti indelebili: La voce della luna, Il sole anche di notte, La vita è bella, La tigre e la neve, Caro diario, La stanza del figlio, Il traditore. Opere per le quali Piovani ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi come l’Oscar, quattro David di Donatello e cinque Nastri d’Argento. Accanto ai film, i volti dei grandi collaboratori: Federico Fellini, i fratelli Taviani, Vincenzo Cerami, Roberto Benigni. Tutti ricordi raccontati con leggerezza, sincerità e quella naturalezza di chi ha vissuto ogni incontro come un dono.

Piovani stesso descrive così la genesi dello spettacolo: «Non ricordo un solo momento della mia vita in cui non ci sia stata la musica. Le note a margine – spiega – sono quelle che scriviamo a matita sul bordo delle pagine mentre leggiamo: appunti veloci, intuizioni, piccole frasi che illuminano un passaggio. Lo facciamo con un romanzo, con un saggio, con una poesia… e noi musicisti lo facciamo anche sulle partiture, segnando un’armonia, un’idea di orchestrazione, un guizzo ritmico».

INFORMAZIONI – Ingresso libero con prenotazione obbligatoria qui

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