ARCHIVIO – “I Luoghi dell’Adda”: memorie dell’elefantessa del vecchio zoo di Milano.
In scena a Olginate “Suonala ancora, Bombe”

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bombeOLGINATE – Un tuffo nel passato, tra le grandi gabbie e gli animali che sino all’inizio degli anni Novanta abitavano quello che era il grande zoo di Milano, nei giardini pubblici di Porta Venezia. Un tuffo indietro, dicevamo, per ritrovare uno degli animali più amati dai bambini che ogni fine settimana riempivano lo zoo: una grande elefantessa nata in India nel 1932 e portata quasi subito a Milano, dove è rimasta sino alla sua morte, nel 1989. Si tratta di Bombay detta Bombe, l’elefantessa dello zoo di Milano a cui Marta Nijhuis ha dedicato dapprima un libro – Suonala ancora, Bombe. Memorie di un’elefantessa a Milano – e oggi uno spettacolo omonimo, diretto da Paolo Bignamini e prodotto da ScenAperta Altomilanese Teatri. Un nuovo appuntamento, la pièce, con I Luoghi dell’Adda, il festival organizzato da Teatro Invito con il sostegno di Acel Service e che sta portando la musica e il teatro in luoghi suggestivi situati nei pressi del fiume Adda.

santa maria la viteIn programma per venerdì 16 giugno alle 21.15, lo spettacolo potrà contare su un’ambientazione speciale come il Convento di Santa Maria la Vite di Olginate, dove alle 20 si terrà anche una visita guidata a cura dell’Associazione Santa Maria la Vite – Giuditta Podestà (costo 3 euro). Ma, tornando alla produzione ScenAperta, a condurre con l’immaginazione gli spettatori nel vecchio zoo milanese sarà Mario Cei, attore cui spetterà il compito di raccontare, quasi fossero delle memorie, una vita vissuta tra sbarre ed esibizioni: grandi e immancabili occhiali bianchi, eccola Bombe che suona con la proboscide un organetto, prende mance dagli spettatori, mangia anacardi e diverte i presenti.

Suonala ancora, Bombe è «la storia di un cacciatore bianco – spiegano dalla compagnia – che avrebbe dovuto essere un aviatore, dei suoi lunghi viaggi avventurosi, dei suoi commerci straordinari, della sua strana amicizia con un pachiderma venuto da lontano, che suonava l’organetto e scrutava con grandi occhiali senza lenti le pieghe nascoste dell’animo umano. È – continuano – la storia di una Milano vivace e aperta a una dimensione internazionale, del suo calvario negli anni sanguinosi del Secondo Conflitto, del suo dolore, della sua rinascita».

INFORMAZIONI - L’ingresso è libero. Alle 20 visita guidata del Convento a cura dell’Ass. Santa Maria La Vite – Giuditta Podestà: 3 euro.

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