ARCHIVIO – Lecco: al Teatro della Società va in scena “Rigoletto”

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di Arianna Minonzio

Photo @ Ilaria Sormani

Photo @ Ilaria Sormani

LECCO – È nella Mantova del XVI secolo che si apre il Rigoletto, opera oscura e a tratti misogina che sabato 6 febbraio alle 16 arriva al Teatro della Società di Lecco. Pocket Opera prodotta da AsLiCo e diretta dal giovane regista Rafael R. Villalobos, Rigoletto è il secondo appuntamento della rassegna Pomeriggi a teatro, inaugurata lo scorso 23 gennaio con Al Cavallino Bianco. Tema principale della pièce, come ricorda il regista, «la violenza sulle donne, esplicita o implicita. In questo senso – continua Villalobos – mi sembra molto interessante sviluppare il rapporto tra Rigoletto e Gilda quale motore principale della messa in scena».

Ed è proprio questo rapporto padre-figlia, infatti, a restituire al meglio la mentalità e la gerarchia sessuale del tempo in cui la celebre opera di Verdi è ambientata: Gilda vive nell’ombra,  è vittima e prigioniera di Rigoletto, il quale, per eccesso di zelo e protezione, la rinchiude in casa. Costretta a conoscere la vita solo attraverso romanzi e convinta che il mondo maschile sia equamente suddiviso tra principi e mendicanti, appena ha l’occasione di prendere parte a una festa l’ingenua Gilda si lascia sedurre dal Duca. Annoverato subito fra i principi, il Duca ha di regale, in realtà, solo il titolo: è infatti un ombroso  viveur, che vede nelle donne un semplice oggetto con cui soddisfare le proprie voglie .

Photo @ Ilaria Sormani

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«Considero un errore storico – riprende a tal proposito il regista – convertire il personaggio del Duca in un esempio di virilità e di cavalleria. Al contrario, credo che la partitura di Verdi disegni un personaggio istrionico». Un commento, questo, che lascia intendere il duplice ruolo che nell’opera assume la musica: non è né lasciata al caso, né un semplice sottofondo allo svolgersi della trama, ma un metro di giudizio sull’umanità dei personaggi. Persino nel coro, prevedibilmente composto da sole voci maschili, si può trovare traccia del complotto misogino. Tuttavia Villalobos non intende mostrare nulla di scandaloso sul palcoscenico, bensì «fornire gli ingredienti giusti perché lo spettatore possa immaginare da solo il dramma e la malvagità dei personaggi. A teatro, come nella vita – continua il regista – la vera trasgressione consiste non in ciò che vediamo, ma nel modo in cui la nostra mente – conclude – è in grado di ricreare ciò che non vediamo, ciò che accade nell’ombra».

INFORMAZIONI – Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro. Biglietteria online: www.comune.lecco.it/index.php/scoprire-lecco/teatro-della-societa/biglietteria.

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