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I dischi del 2017: cosa portiamo nel nuovo anno

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Parafrasando Guccini, “un altro giorno è andato, la sua musica ha finito” e quindi, con il 2017 ormai terminato, eccoci qui nuovamente a fare un bilancio degli ascolti musicali fatti, ripercorrendo quelli che sono stati i migliori album incontrati lungo questi dodici mesi. Niente di esaustivo né tantomeno una panoramica su tutto ciò che è stato pubblicato nell’ultimo anno, bensì una selezione di dischi basati sugli ascolti fatti: come al solito non sono mancate conferme, artisti coi quali andar sempre sul sicuro e altrettante piacevoli sorprese. Scopriamole o riscopriamole insieme, immaginando un viaggio in auto con la radio accesa e la canzone giusta a farci compagnia a seconda delle situazioni!

brunori discoA livello di artisti italiani, tra gli innumerevoli lavori in studio il 2017 ha visto brillare molti nomi legati al variegato mondo della canzone d’autore: Brunori SAS con il suo A casa tutto bene ha dato dimostrazione di come si possano scrivere ancora oggi ottime canzoni d’autore nel nostro paese, bilanciando immediatezza e testi comunque di spessore; i Gang con Calibro 77 hanno reso omaggio a modo loro al quarantennale del Movimento del ’77 con una selezione di riuscitissime cover degli anni ‘70, mentre Paola Turci con Il secondo cuore è tornata prepotentemente sulle scene, complice anche un Festival di Sanremo vissuto da protagonista. A quarant’anni di distanza Edoardo Bennato ha rivisitato con nuovi arrangiamenti e un paio di inediti lo storico Burattino senza fili, mentre i Modena City Ramblers sono tornati sulle scene a quattro anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio con il nuovo disco Mani come rami, ai piedi radici; di una sorta di ritorno si può parlare anche per gli eterni Nomadi, che complice l’entrata del nuovo cantante Yuri Cilloni hanno dato alle stampe il ben riuscito Nomadi Dentro. Ottima prova anche per Le Luci della Centrale Elettrica con Terra, ma le vere sorprese e rivelazioni del 2017 sono state le eccellenti prove di Carlo Ozzella, che con Demoni ha firmato la sua definitiva prova di maturità artistica, e soprattutto Massimo Priviero, che con All’Italia ha scritto probabilmente il miglior disco della sua ormai lunga e importantissima carriera.

waters albumSul versante estero, il vertice dell’ipotetico podio va all’ex Pink Floyd Roger Waters, che dopo venticinque anni di attesa ha pubblicato lo stupendo e attualissimo Is this the life we really want?; un posto speciale spetta senza dubbio anche agli intramontabili U2, che dopo un anno passato sui palchi di tutto il mondo per celebrare il loro capolavoro The Joshua Tree (con relativa ristampa in versione deluxe), proprio al fotofinish di questo 2017 hanno dato alle stampe anche il nuovo e attesissimo Songs of experience. A questi giganti del rock si aggiungono anche altri due nomi di altissimo livello, che sempre in quest’anno sono usciti con dischi nuovi e di grande valore: John Mellencamp con Sad clowns and hillbillies ha realizzato uno dei suoi lavori migliori degli ultimi tempi, meravigliosamente in bilico tra folk e country-rock; l’altra uscita di rilievo è stata quella di Soulfire, nuovo e bellissimo album di Little Steven, alias Steven Van Zandt, chitarrista e fidato braccio destro nella E Street Band di Bruce Springsteen.

Una fetta consistente di ascolti, come spesso accade, è stata riservata anche ai dischi registrati dal vivo: tra gli italiani una menzione particolare va spesa per due giganti della canzone d’autore, ovvero Francesco Guccini e Francesco De Gregori: il Maestrone ha pubblicato il sontuoso cofanetto L’Ostaria delle Dame, contenente tre concerti degli anni ’80 magicamente riemersi dagli archivi e registrati proprio nella storica osteria bolognese; De Gregori, invece, ha dato alle stampe il doppio Sotto il vulcano, registrazione di un concerto tenuto a Taormina con all’interno un’ottima versione di 4 marzo ’43 dell’amico Lucio Dalla. Infine, proprio sotto le feste natalizie, è arrivata anche la testimonianza del concerto-evento della scorsa estate, ovvero il triplo live Vasco Modena Park del buon Vasco Rossi.

pearl-jam-lets-play-two-lp-frontTra i live degli artisti internazionali, si segnalano l’eccelso Live at Pompeii di David Gilmour – resoconto in vari formati del concerto tenuto lo scorso anno tra le rovine degli scavi partenopei dal chitarrista dei Pink Floyd – e l’altrettanto entusiasmante Let’s play two dei Pearl Jam, band americana che non ha certo bisogno di nuovi live album per dimostrare la propria grandezza sopra i palchi di tutto il mondo. Nato più come appendice musicale al docu-film diretto da Danny Clinch in occasione degli show tenuti dalla band di Eddie Vedder presso il Wrigley Field di Chicago, il disco è anche un ottimo antipasto in attesa di rivederli in azione la prossima estate sui palchi di Milano, Padova e Roma.

diventi-inventi-1997-2017-niccolo-fabi-cover-ts1508140793Infine, come da tradizione per la discografia più recente, non poteva mancare la sezione dedicata ai cofanetti e ai numerosi best of celebrativi di carriere importanti. Tra gli anniversari più significativi e giustamente celebrati, il 2017 ha visto Niccolò Fabi tagliare il traguardo dei vent’anni di carriera con lo straordinario Diventi inventi. 1997-2017, raccolta atipica di tutti i suoi maggiori successi e qualche inedito riregistrati appositamente in chiave minimale: un modo molto intelligente e non scontato per tirare le somme di una carriera fatta di piccoli e grandi gioielli musicali. Foto di pura gioia. Antologia 1987-2017 è invece il regalo che si son fatti gli Afterhours in occasione del loro trentennale di attività: si tratta di un’antologia formata da ben 4 cd suddivisi per periodi che ripercorrono in maniera esaustiva tutta la storia della band di Manuel Agnelli, una storia che corre parallela a quella dell’indie-rock nostrano, di cui proprio la band milanese è stata fra i principali artefici e protagonisti. Altro trentennale di rilievo è quello di Zucchero, la cui casa discografica ha deciso di regalargli Wanted, un best of in 3 cd più dvd molto elegante e ben curato. Di pregevole fattura anche le ristampe e le legacy edition di tre album storici per il rock nostrano, ovvero XXX dei Negrita, Spirito dei Litfiba e il mitico live Su e giù da un palco di Ligabue: nel caso della band aretina, la riedizione per il ventennale ha aggiunto al disco originale alcune bonus tracks, mentre per Pelù e Renzulli la deluxe edition ha portato, oltre al disco del 1995 rimasterizzato, un ottimo live tratto proprio dal tour di quell’anno; per Ligabue invece si è trattato soltanto di una ristampa rimasterizzata in cd e vinile del doppio live uscito anch’esso esattamente vent’anni fa. Infine, tra i migliori box internazionali, spiccano la ristampa in occasione del venticinquennale di Automatic for the people dei R.E.M. e la tredicesima puntata delle Bootleg Series di Bob Dylan dal titolo Trouble no more, questa volta dedicata agli album del cosiddetto periodo confessionale e della svolta gospel dell’artista americano.

Come sempre si tratta di tanti dischi, tanta ottima musica che ha allietato i dodici mesi appena trascorsi e che in parte abbiamo provato a raccontarvi anche sulle pagine di Radio Flâneur. Non resta che augurarvi e augurarci buon Anno e buona Musica, sempre!

Matteo Manente

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