“MedFest 2026” tra “santi, eretici, peccatori”: il Medioevo torna in Lombardia

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Il Medioevo non è stato un’epoca di soli oscurantismi né una parentesi di pura contemplazione ascetica; è stato, piuttosto, un reticolo vivo e pulsante di contraddizioni, slanci ideali e umane fragilità. È da questa consapevolezza che muove la quinta edizione di MedFest – Medioevo Festival in Lombardia (settembre-ottobre 2026), la rassegna culturale promossa dall’Associazione Res Musica sotto la direzione artistica di Ancilla Oggioni e Angelo Rusconi, sostenuta da Regione Lombardia e da una fitta rete di enti territoriali. Con il titolo guida “Santi, eretici, peccatori: da san Francesco al Nome della Rosa”, il festival intende superare le consuete categorizzazioni per esplorare la sterminata “zona grigio-scura” e le infinite sfumature dell’animo medievale, intrecciando la storia con l’arte, la musica sacra, la letteratura e il teatro.

Otto le province lombarde coinvolte in questa edizione: accanto a Lecco, anche Bergamo, Brescia, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese, con una ventina di appuntamenti tra concerti, conferenze, spettacoli teatrali e visite guidate. Il titolo che fa da fil-rouge, quest’anno, “Santi, eretici e peccatori – Da san Francesco al Nome della Rosa”: un percorso a tappe attraverso la rete di relazioni culturali che nel Medioevo univa mondi geografici, religiosi e culturali solo apparentemente lontani. L’ottavo centenario della morte di san Francesco offre l’occasione per uno sguardo non convenzionale sulla società medievale, in cui accanto ai santi trovano posto anche il loro opposto – gli eretici e i peccatori – e le molte sfumature intermedie fra i due estremi. Il tema si lega all’attenzione che il festival riserva da sempre all’influsso del Medioevo sulla cultura successiva, quest’anno declinata con un appuntamento di respiro europeo dedicato a “Il nome della rosa” di Francesco Filidei.

IL PROGRAMMA

Dopo l’anteprima dello scorso sabato 5 settembre al Convento di Santa Maria del Lavello di Calolziocorte, venerdì 11 settembre, alle 21, il festival arriva a Lecco, nel Chiostro dei Cappuccini a Pescarenico (in caso di pioggia l’appuntamento si terrà all’Officina Badoni), per lo spettacolo teatrale “Lu Santo Jullare Francesco” di Dario Fo e Franca Rame, interpretato da Mario Pirovano: un monologo in cui realtà storica e leggende popolari si intrecciano in un racconto capace di divertire, commuovere e provocare.

Il weekend successivo porta la narrazione letteraria con musica “Il colore dei melograni – Ballate medievali della malattia d’amore“, proposta dall’ensemble sloveno Phylomena (Jasmina Črnčič a voce, arpa romanica e direzione; Valentina Bellanova a flauti medievali, cornamusa, sinfonia e ney; Mojca Jerman alla viella): un viaggio fra canti del XII e XIII secolo, l’età d’oro della lirica cortese, che indaga ciò che è insieme intimo e universale nell’innamorarsi e nel soffrire per amore. L’appuntamento è sabato 12 settembre, alle 16, a Urgnano (Bergamo), nella Rocca Albani, e si ripete domenica 13 settembre, alle 15.30, a Barzio, presso il Museo della Fornace della Comunità Montana della Valsassina, Val d’Esino, Valvarrone e Riviera, in località Prato Buscante (Pasturo). Dopo l’evento a Urgnano è prevista una visita guidata alla Rocca a cura dell’Associazione Promo Urgnano, mentre a Barzio la visita guidata riguarderà il Museo della Fornace.

Mercoledì 16 settembre, alle 21, il Palazzo delle Paure di Lecco ospita la conferenza “Eretici, inquisitori e santi – Indagini sulla morte dei frati Pietro da Verona e Pagano da Lecco“, tenuta da Marina Benedetti dell’Università degli Studi di Milano, che ricostruisce il “cold case” dell’uccisione dell’inquisitore Pietro da Verona, avvenuta nel 1252, e quello di frate Pagano da Lecco, assassinato in Valtellina nel 1277.

Il concerto “Benedictus-Maledictus – Viaggio nel Medioevo” porta invece in Lombardia l’Ensemble Dialogos, dalla Croazia, con Katarina Livljanić alla voce e alla direzione e Clara Coutouly alla voce: due voci che si intrecciano esplorando il mondo intimo e potente della musica liturgica medievale, mettendola in dialogo con le parole di grandi poeti moderni. L’appuntamento è sabato 19 settembre, alle 16, a Bergamo, nell’Aula Picta di Palazzo Vescovile in Città Alta, e si ripete domenica 20 settembre, sempre alle 16, a Valmadrera, nella Chiesa di San Martino. Dopo i concerti sono previste visite guidate a cura della Fondazione Bernareggi di Bergamo e dell’Associazione Luce Nascosta di Valmadrera.

Si torna al Palazzo delle Paure di Lecco mercoledì 23 settembre, alle 21, per la conferenza “I folli in Cristo” tenuta da monsignor Francesco Braschi della Biblioteca Ambrosiana, dedicata alla figura, tipica della società russa, dei folli in Cristo che vagano per le città, digiunano e chiedono l’elemosina, rivelando la sapienza di Dio attraverso una prospettiva ribaltata sul mondo.

Giovedì 24 settembre, alle 21, il Duomo Vecchio di Brescia accoglie la conferenza-concerto “Il canto perduto di Gerusalemme – Viaggio nelle Chiese latine e orientali“, con l’Ensemble Exsurge Domine diretto da Enrico Correggia e l’introduzione storica di Angelo Rusconi: un percorso di grande impatto sonoro sulle tracce del canto liturgico della Chiesa di Gerusalemme e dei canti giunti in Occidente dal mondo greco e siriaco.

Venerdì 25 settembre è una giornata particolarmente ricca. Alle 17, al Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra di Milano, si tiene il momento musicale e la tavola rotonda “Fra Milano e l’Oriente: Ambrogio e Agostino“, con la partecipazione di Riccardo Dell’Acqua (PIAMS), Marco Gozzi (Università di Trento) e Marco Navoni (Biblioteca Ambrosiana): un dialogo sulle tradizioni storiche e musicali legate ai due santi, nel corso del quale viene presentata la nuova serie della “Rivista Internazionale di Musica Sacra”. Al termine è prevista una visita alla Biblioteca Umanistica e alla chiesa di Santa Maria Incoronata. In serata, alle 21, il festival si sposta a Pavia, nella Basilica di San Michele Maggiore, per il concerto “San Michele e i Longobardi“, ancora con l’Ensemble Exsurge Domine diretto da Enrico Correggia, preceduto alle 20.30 dall’intervento “Un Arcangelo per i re longobardi” a cura di Saverio Lomartire: un percorso che unisce storia, liturgia e musica nel periodo meno conosciuto della storia dei Longobardi, realizzato in collaborazione con l’Associazione Il Bel San Michele di Pavia.

Sabato 26 settembre è la volta del progetto speciale “Sulle vie del Medioevo – L’Antifonario di Chiavenna: un manoscritto del Mille“, interamente dedicato a Chiavenna, dove è conservato uno straordinario manoscritto dell’anno Mille con una notazione musicale originaria del Nord della Francia. La giornata si articola in tre momenti: alle 15.30, alla Biblioteca della Valchiavenna, la tavola rotonda “Alla scoperta di un manoscritto: l’antifonario di Chiavenna” con Cesarino Ruini e Guido Scaramellini; alle 17.30 la visita al Museo del Tesoro e alla Collegiata di San Lorenzo; infine, alle 21, nella stessa Collegiata, il concerto “Surrexit Christus Hodie – Canti dall’Antifonario di Chiavenna e da manoscritti della Valtellina”, eseguito dall’Ensemble More Antiquo di Lugano diretto da Giovanni Conti. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Centro Studi Valchiavennaschi e il Museo del Tesoro, con il patrocinio dell’Associazione Internazionale di Studi sul Canto Gregoriano.

Il mese di ottobre si apre venerdì 2, alle 21, nel Duomo di Monza, con il concerto “Testimonium: la musica dei Longobardi“, affidato al prestigioso Ensemble Organum, dalla Francia, diretto da Marcel Pérès. Alle 17, prima del concerto, nella Sala del Granaio della Canonica di Monza, si tiene la tavola rotonda “San Giovanni, Monza e la nazione longobarda: storia, arte, culto“, a cura di Rita Capurro con la partecipazione di Renato Mambretti e Gabriele Archetti, promossa dal Museo del Duomo – Fondazione Gaiani Monza: l’incontro rappresenta anche un’anteprima delle celebrazioni per il 1400° anniversario della morte della regina Teodolinda.

Martedì 6 ottobre, alle 10, il festival guarda anche al pubblico delle scuole con il laboratorio e concerto “La musica nelle mani – Gli strumenti della musica nel Medioevo“, condotto dal liutaio e musicista Marco Casiraghi presso “La Nostra Famiglia” di Bosisio Parini (ingresso da Rogeno, via Provinciale 2), realizzato in collaborazione con l’Associazione La Nostra Famiglia: un’occasione per presentare e ascoltare dal vivo gli strumenti musicali medievali in un’esperienza pensata per essere fruibile e coinvolgente.

Mercoledì 7 ottobre è la giornata conclusiva della rassegna a Lecco, con due appuntamenti. Alle 10.30, all’Auditorium Casa dell’Economia, va in scena lo spettacolo per le scuole (ma aperto a tutti) “La peste“, con Giulio Ierax, che racconta la vicenda della Peste Nera del Trecento in un’originale opera di teatro musicale capace di divertire e allo stesso tempo far riflettere. Alle 20.15, al Cinema-Teatro Nuovo Aquilone, il festival si chiude con la proiezione del film “Il nome della rosa“, opera in due atti di Francesco Filidei tratta dal celebre romanzo di Umberto Eco: si tratta del film della prima rappresentazione mondiale, andata in scena al Teatro alla Scala, realizzato in collaborazione con Rai Cultura. La proiezione sarà introdotta dallo stesso Filidei in dialogo con il musicologo Claudio Proietti. L’opera, accolta trionfalmente alla Scala nel 2025, è stata salutata come uno dei lavori più originali apparsi sulla scena musicale internazionale degli ultimi anni.

Fuori da Lecco, il festival propone ancora due appuntamenti nel fine settimana dell’11 e 12 ottobre, dedicati al concerto “Imperatrix Agatha – Musica medievale per sant’Agata“, eseguito dall’ensemble spagnolo Egeria (Lucía Martín-Maestro Verbo a voce e direzione, Fabiana Sans Arcílagos a voce e condirezione, Laia Blasco López e Ileana Ortiz Rodríguez alla voce): un programma che ripercorre la figura di sant’Agata, patrona delle donne e ponte fra sacro e profano, specchio di un mondo plasmato dall’impronta delle civiltà mediterranee. Il concerto si tiene sabato 10 ottobre, alle 16, a Varese, nella Chiesa di San Vittore in Casbeno, e domenica 11 ottobre, alle 16.30, a Carate Brianza, nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo in Agliate. Prima dei concerti sono in programma due visite guidate: a Varese, alle 15, la visita animata al Battistero di San Giovanni a cura di Elena Ermoli con l’Ensemble Antiqua Laus; a Carate Brianza, alle 17.30, la visita a cura degli Amici della Basilica.

INFORMAZIONI – Tutti gli eventi di MedFest 2026 sono a ingresso gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria sul sito www.medfestlombardia.com, dove sono disponibili anche tutte le informazioni aggiornate sul programma.

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