A Lecco la terza edizione di “Geocult”, festival delle geoscienze
Tra gli ospiti anche Marco Paolini, in scena con “Bestiario Idrico”

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LECCO – Dall’evento di punta, che la sera del 13 maggio porta sul palco del Teatro della Società Marco Paolini con il suo Bestiario Idrico, a momenti divulgativi insieme all’Università di Padova, passando per le visite e le attività sul territorio. Dall’8 al 17 maggio Lecco torna a farsi laboratorio a cielo aperto, accogliendo la terza edizione di Geocult, il festival dedicato alle geoscienze promosso dal Comune e da Fondazione Teàrte Lecco in collaborazione con Tconnetto. Un appuntamento che intende intrecciare scienza, paesaggio e linguaggi contemporanei, offrendo al pubblico nuove chiavi di lettura del territorio.

In programma dall’8 al 17 maggio e con un cartellone ancora in fase di definizione, stando alle anticipazioni il festival punta a trasformare le geoscienze da disciplina specialistica a racconto accessibile e condiviso. “Radici e Flussi. Dalle rocce di Cermenati alle acque del futuro” è il tema scelto per questa edizione: un fil rouge che guarda, da un lato, a ciò che affonda nel passato, nelle stratificazioni geologiche e nella memoria e, dall’altro, a ciò che scorre, muta, si proietta in avanti, in una costante dialettica tra stabilità e trasformazione.

Le anticipazioni

Figura simbolica di questa edizione è Mario Cermenati, naturalista e scienziato profondamente legato al territorio, allievo di Antonio Stoppani. A lui è dedicato il cuore ideale del festival, che prende avvio proprio da Piazza Cermenati, dove il 9 e 10 maggio e il 16 e 17 maggio alle 11 si svolgono le visite culturali con tour in barca a cura di Lecco Tourism, mentre il 9 e il 16 maggio alle 14.30 sono in programma i tour culturali in kayak, che permettono di attraversare le acque del Lario con uno sguardo insieme storico e naturalistico.

Tra gli eventi più attesi, come anticipato, lo spettacolo di Marco Paolini, in scena il 13 maggio alle ore 21 al Teatro della Società con il suo Bestiario Idrico. Più che una semplice performance teatrale, si tratta di una drammaturgia che attraversa paesaggi visibili e invisibili, restituendo voce a fiumi, dighe e infrastrutture spesso ignorate ma fondamentali. L’acqua diventa così materia narrativa e simbolo, capace di raccontare conflitti, scelte e trasformazioni che hanno modellato il territorio. Alla luce delle recenti fragilità ambientali, il racconto di Paolini assume una risonanza ancora più profonda, muovendosi tra poesia e indagine con una forza capace di trasformare la memoria collettiva in consapevolezza.

Accanto alla dimensione spettacolare, Geocult mantiene una vocazione esperienziale. Le attività sul territorio, realizzate con Lecco Tourism e Lario Reti, puntano a entrare in contatto diretto con il paesaggio: tra queste, le visite alla Sorgente Paradone, previste l’8 e il 15 maggio (orari in fase di conferma), offrono l’occasione di scoprire una fonte naturale di grande valore ambientale lungo il fiume Gerenzone, testimonianza concreta dell’equilibrio tra uomo e risorse idriche.

Grande attenzione è riservata anche alla formazione delle nuove generazioni, con laboratori didattici curati dalle associazioni Eliante e Prometeus che si svolgeranno dall’11 al 15 maggio, coinvolgendo studenti di ogni ordine e grado in percorsi che uniscono apprendimento e sperimentazione tra fossili, risorse naturali e cambiamenti climatici.

Il festival si apre inoltre al contributo scientifico universitario grazie alla presenza dell’Università di Padova, che il 16 e 17 maggio in Piazza Cermenati porterà un format divulgativo dedicato in particolare all’acqua e agli effetti del cambiamento climatico, con uno sguardo attento agli ecosistemi più fragili come i delta fluviali.

A completare il programma, due mostre: al Lake Como Museum sarà allestita una mostra immersiva visitabile dall’8 al 24 maggio, che accompagna i visitatori in un viaggio dal lago fino alla Grignetta, raccontando la storia geologica del territorio attraverso una narrazione visiva a 360 gradi. Parallelamente, una seconda esposizione, realizzata con il consorzio IGT Terre Lariane, indagherà il legame tra terroir e produzione enogastronomica, mostrando come la geologia influenzi anche sapori e tradizioni.

INFORMAZIONI – Il calendario completo del programma sarà presto disponibile sul sito www.teatrodellasocieta.it

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L'autore di questo articolo

Valentina Sala

È la “flâneuse” che non smette mai di flaneggiare (?): in continuo vagabondaggio tra luoghi (certo) e soprattutto nuovi progetti da realizzare, dirige il giornale in modo non proprio autoritario (!). Ideatrice e cofondatrice de Il Flâneur, non si accontenta di un solo lavoro. Giornalista, ufficio stampa culturale, insegnante di Comunicazione, indossa l’uno o l’altro cappello a seconda delle situazioni. Laureata in Editoria con il massimo dei voti, ama approfondire il rapporto tra città e letterati (sua, infatti, la tesi sulla Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth), i romanzi che raccontano un’epoca, i film di François Truffaut, le grandi città e, naturalmente, il viaggio flaneggiante, specie se a zonzo per le strade d’Europa. Per contattarla: valentina.sala@ilflaneur.com