Steve Earle a Pusiano: due ore di concerto per il cantautore americano

0
steve earle concerto

Steve Earle a Pusiano @ Daniele Frisco

PUSIANO – Circa due ore di concerto, con un pubblico di appassionati che, nonostante il meteo incerto, è rimasto per tutto il tempo immobile, rapito dalla voce e dalla chitarra di un grande della musica. L’appuntamento di chiusura di Buscadero Day non ha tradito le aspettative di chi, sfidando la pioggia e l’inaspettato freddo di martedì sera, ha voluto comunque essere presente. Sì, perché di concerti del calibro di quello che ha visto salire su un piccolo palco di Pusiano un grande cantautore americano come Steve Earle non ce ne sono poi così tanti da queste parti.

Earle, introdotto da un Davide Van De Sfroos completamente acustico, sul palco con le sue immancabili chitarra acustica e armonica ha proposto un viaggio in un repertorio vasto, fatto di pezzi folk e country, uniti a canzoni squisitamente blues, capaci di trasportare con la mente negli States, in quel sud a volte ostile da cui Earle proviene. E così, per due ore, un susseguirsi di brani come Galway Girl, Someday, I ain’t ever satisfied, The devil’s right hand, Jerusalem e Copperhead road, timidamente, quasi con misticismo religioso, cantati anche dai presenti. Lì, a due passi dal palco, un pubblico forse non troppo numeroso (circa ma appassionato: persone di mezza età con occhi nostalgici, ma anche, e ne siamo felici, molti giovani, venuti per ammirare un gigante della musica. Neppure la pioggia, caduta per una ventina di minuti sul parco comunale di Pusiano, è riuscita a distogliere l’attenzione. Non un ombrello aperto. Non un posto rimasto vuoto.

Davide Van De Sfroos a Pusiano @ Daniele Frisco

Davide Van De Sfroos a Pusiano @ Daniele Frisco

Tematiche impegnate, dalla lotta alla pena di morte alla pace in Medio Oriente, si sono susseguite, quindi, nel corso della serata. Temi, questi, che ancora oggi creano senso di condivisione, di partecipazione, fino all’ultimo pezzo: in piedi, a soltanto un metro dal cantante, ecco il pubblico intonare con commozione «So come back Woody Guthrie. Come back to us now. Tear your eyes from paradise and rise again somehow. If you run into Jesus, maybe he can help you out. Come back Woody Guthrie to us now». Lo spirito di Woody aleggiava sui presenti. O, forse, era poesia, suggestione.

Photo @ Daniele Frisco e Federico Sponza (fanpage Buscadero Day)

Share.

L'autore di questo articolo

Valentina Sala

È la “flâneuse” che non smette mai di flaneggiare (?): in continuo vagabondaggio tra luoghi (certo) e soprattutto nuovi progetti da realizzare, dirige il giornale in modo non proprio autoritario (!). Ideatrice e cofondatrice de Il Flâneur, non si accontenta di un solo lavoro. Giornalista, ufficio stampa culturale, insegnante di Comunicazione, indossa l’uno o l’altro cappello a seconda delle situazioni. Laureata in Editoria con il massimo dei voti, ama approfondire il rapporto tra città e letterati (sua, infatti, la tesi sulla Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth), i romanzi che raccontano un’epoca, i film di François Truffaut, le grandi città e, naturalmente, il viaggio flaneggiante, specie se a zonzo per le strade d’Europa. Per contattarla: valentina.sala@ilflaneur.com