ARCHIVIO – A UN’ORA DA QUI – “Robert Capa. Retrospective”: all’Arengario di Monza gli scatti che raccontano i conflitti del Novecento

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MONZA – «If your pictures aren’t good enough, you weren’t close enough». Un motto che riassume la filosofia di Robert Capa, giovane ungherese che poco più che ventenne decide di andare a documentare da vicino la guerra civile spagnola e che di guerre, per tutto il Novecento, ne vedrà, e vivrà, parecchie. Guardare con i propri occhi i conflitti, immortalare nelle sue fotografie alcuni dei più importanti e devastanti avvenimenti del suo tempo, dalla guerra sino-giapponese alla seconda guerra mondiale, dalla guerra arabo-israeliana del 1948 alla prima guerra d’Indocina (dove perderà la vita a causa di una mina). Questa, in sintesi, la missione per quel fotoreporter che, nel 1947 e insieme a Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandiver, è fondatore della celebre agenzia Magnum Photos.

Contadino siciliano indica a un ufficiale americano la direzione presa dai tedeschi, nei pressi di Troina, Sicilia, 4-5 agosto 1943

Con oltre 100 immagini in bianco e nero, Robert Capa. Retrospective documenta i maggiori conflitti del secolo scorso e lo fa attraverso gli scatti di un testimone oculare: una rassegna allestita sino al 27 gennaio 2019 all’Arengario di Monza, organizzata da Civita Mostre con il sostegno del Comune di Monza. Scatti dal 1936 al 1954: un percorso che racconta sofferenza, miseria, caos e crudeltà e articolato in tredici sezioni diverse.

Pseudonimo di Endre Friedmann, Robert Capa è stato più volte definito il fondatore del fotogiornalismo: un uomo che ha saputo cambiare in profondità il reportage, eliminando le barriere tra fotografo e soggetto, e che, per dirla alla John Steinbeck, «sapeva cosa cercare e cosa farne dopo averlo trovato. Sapeva, ad esempio, che non si può ritrarre la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma lui è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino».

Dei motociclisti e una donna percorrono la strada da Nam Dinh a Thai Binh, Indocina (Vietnam). Maggio 1954

Una mostra, quella monzese, che come afferma il curatore Denis Curti si presta a differenti letture: «il visitatore – spiega – potrà decidere su quale orientare la propria attenzione: la storia recente, le guerre, le passioni, gli amici. Questo perché per Robert Capa la fotografia era un fatto fisico e mentale allo stesso tempo. Una questione politica, ma anche sentimentale». Singoli gesti, espressioni, volti per ri-personalizzare la guerra, rispondere a quella disumanizzazione che spesso è conseguenza di un conflitto.

INFORMAZIONI – Fino al 27 gennaio 2019 | Arengario di Monza. Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 19. BIGLIETTI (comprensivi di audioguida): intero 11 euro, ridotto 10 euro. Info: www.mostrarobertcapa.it

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