“Stay hard, stay hungry, stay a-LIVE”
“Radio Flâneur” in tour con Springsteen. #2: Monaco di Baviera

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LECCO – Seconda tappa per Stay hard, stay hungry, stay a-LIVE, il nostro tour per l’Europa insieme a Bruce Springsteen. Dopo avervi raccontato il concerto di Barcellona e in attesa delle due date milanesi, ecco quanto avvenuto a Monaco di Baviera lo scorso 17 giugno. Continuate a seguirci! 

“YOU WANT IT, YOU TAKE IT, YOU PAY THE PRICE…”

Munich, Olympiastadion

17 giugno 2016

Springsteen Monaco 1@Matteo Manente

E due! Dopo l’esordio fulminante a Barcellona lo scorso 14 maggio e le date con scalette micidiali tenute tra Regno Unito, Irlanda e Olanda, quel che resta del The River Tour di Bruce Springsteen approda finalmente in centro Europa, presso l’Olympiastadion di Monaco, nella Baviera tedesca. Dico quel che resta del The River Tour perché di fatto, per la scaletta proposta a Monaco, sembra di esser tornati ai tempi del Wrecking Ball Tour: molti dei brani più significativi e particolari di The River – da Drive all night a The price you pay, da Point blank a The ties that bind, per non parlare di Independence day, delle outtakes di quel  periodo o di alcune rarità tanto care ai fans duri e puri – pare che siano state abbandonate lungo la strada, in favore di altre seppur bellissime canzoni pescate qua e là nel vastissimo repertorio del rocker americano.

Springsteen a Monaco di Baviera @ Matteo Manente

Springsteen a Monaco di Baviera @ Matteo Manente

Ecco, se c’è un appunto – l’unico! – da fare per la data di Monaco è proprio questo: aver sacrificato alcuni capolavori presenti non solo in The River per far posto a canzoni forse più adatte al coinvolgimento necessario in uno stadio, ma che da anni sono fisse in quasi tutti gli show del Boss. Per il resto nulla da eccepire: il concerto è stato come sempre di altissimo livello, con Bruce e la Band che hanno saputo mettere in scena l’ennesima maratona rock di oltre tre ore e un quarto, una condivisione di energia positiva, una celebrazione laica tenuta nel migliore dei modi di fronte a uno stadio che alla fine si è comunque riempito di fans provenienti da tutta Europa. In fondo stiamo pur sempre parlando di Bruce Springsteen & The Legendary E Street Band, musicisti che, passati i 65 anni di età, riempiono ancora gli stadi ovunque vadano, regalando sempre musica e concerti di grande spessore e qualità!

Apertura da brividi, prima con una bellissima Prove it all night impreziosita dalla lunga intro del 1978 e poi con l’esplosione potente di Badlands. A seguire subito spazio a un bel po’ di “party-noise” – come l’ha definito lo stesso Springsteen – per coinvolgere un po’ di più il pubblico tedesco con brani come Out in the street, Sherry Darling, Two hearts, No surrender, Hungry heart e You can look (but you better not touch), per me una piacevole sorpresa visto che non l’avevo mai sentita dal vivo.

Springsteen a Monaco di Baviera @ Matteo Manente

Springsteen a Monaco di Baviera @ Matteo Manente

A questo punto è la volta di un blocco di canzoni molto unitarie dal punto di vista tematico – forse il passaggio più bello e tosto dell’intero concerto – canzoni rabbiose, molto tirate musicalmente e legate fra loro dal sottile filo rosso della crisi, dei problemi economici e del lavoro, che non a caso riportano alla mente gli show del Wrecking Ball Tour: ecco così comparire in scaletta Death to my hometown e la sua critica a banchieri e sciacalli finanziari di ogni genere, Johnny 99 e i suoi debiti che nessun uomo onesto potrebbe mai pagare, la desolazione di Youngstown seguita a ruota dal riff incendiario di Murder Incorporated e dalle note inconfondibili di armonica e chitarra che introducono The River. Ciò che più colpisce è però forse la successiva accoppiata di brani in scaletta, che a ben guardare non credo siano stati eseguiti uno di seguito all’altro in modo casuale: si tratta di American skin (41 shots) – suonata da tutta la band con un trasporto e una concentrazione incredibili! – e dell’immancabile The promised land, ovvero le due facce dell’America, quella violenta – come nel caso della recente strage di Orlando – e quella del sogno americano da inseguire a tutti i costi. Ripeto, suonandole una dopo l’altra penso che il Boss abbia voluto accentuare proprio questo eterno contrasto: nonostante la violenza e il rischio Trump in agguato, c’è ancora una Terra Promessa in cui credere fermamente: “Mister I ain’t a boy, no I’m a man and I believe in a promised land…”.

Springsteen a Monaco di Baviera @ Matteo Manente

Springsteen a Monaco di Baviera @ Matteo Manente

Da qui in poi il concerto procede quasi con il pilota automatico, con l’esecuzione di canzoni come Working on the highway, Darlington County, Waitin’ on a sunny day, Because the night e The rising ormai immancabilmente presenti in quasi tutti gli spettacoli dal Boss; a chiudere il main set due gemme che si ascoltano sempre molto volentieri: l’intramontabile Thunder road e l’ottima Land of hope and dreams. Nessuno scossone nemmeno nei bis, con Springsteen che decide di andare sul sicuro proponendo i suoi cavalli di battaglia più celebri e universalmente conosciuti: Born in the USA, Born to run, Dancing in the dark, Tenth avenue freeze-out e Shout vengono suonate con le luci dello stadio tutte accese, mentre le uniche due variazioni sono la riproposizione di Seven nights to rock e, dopo aver salutato tutti i membri della E Street Band, di una For you in versione acustica che vede il solo Bruce Springsteen sul palco a chiudere il concerto con chitarra e armonica.

Springsteen a Monaco di Baviera @ Matteo Manente

Springsteen a Monaco di Baviera @ Matteo Manente

Dopo tanto girovagare per l’Europa, tra un paio di settimane il tour di Springsteen arriverà finalmente in Italia, con la doppietta del 3 e 5 luglio a Milano e il 16 al Circo Massimo di Roma: come sempre ci sarà da divertirsi, specialmente in quel tempio del calcio che dal 1985 è diventato un po’ una sua seconda casa… con la speranza di vedere nuovamente alcune perle musicali riaffiorare dal Fiume. Nel frattempo, stay hard, stay hungry, stay a-live!!!

Questa la scaletta eseguita all’Olympiastadion di Monaco il 17 giugno 2016.

Setlist: PROVE IT ALL NIGHT (WITH ’78 INTRO) / BADLANDS / OUT IN THE STREET / SHERRY DARLING / TWO HEARTS / NO SURRENDER / HUNGRY HEART / YOU CAN LOOK (BUT YOU BETTER NOT TOUCH) / DEATH TO MY HOMETOWN / MY HOMETOWN / JOHNNY 99 / YOUNGSTOWN / MURDER INCORPORATED / THE RIVER / AMERICAN SKIN (41 SHOTS) / THE PROMISED LAND / WORKING ON THE HIGHWAY / DARLINGTON COUNTY / WAITIN’ ON A SUNNY DAY / I’M ON FIRE / BECAUSE THE NIGHT / THE RISING / THUNDER ROAD / LAND OF HOPE AND DREAMS

Encores: BORN IN THE U.S.A. / BORN TO RUN / SEVEN NIGHTS TO ROCK / DANCING IN THE DARK / TENTH AVENUE FREEZE-OUT / SHOUT / FOR YOU (solo acoustic)

Matteo Manente

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