Con i collage di Jiří Kolář un “Viaggio nell’arte del Novecento”.
Alla Galleria Melesi la mostra dedicata al grande artista ceco

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LECCO – Ventun opere dell’artista e scrittore ceco Jiří Kolář (1914-2002) realizzate tra il 1961 e il 1996 omaggiano – attraverso l’inconfondibile tecnica del collage – altri grandi artisti del Novecento, da Piet Mondrian a Lucio Fontana. Prosegue fino al 13 aprile 2024 la mostra Jiří Kolář. Viaggio nell’arte del Novecento, inaugurata lo scorso 3 febbraio e allestita alla Galleria Melesi di Lecco.

Un’esposizione dedicata a colui che ha saputo inventare oltre 100 diverse tecniche del collage e che qui, nelle opere esposte, mette in dialogo artisti a lui contemporanei con dettagli di opere di tutti i tempi: da una Composizione di Piet Mondrian intercalata all’Annunciazione della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca alla sagoma dell’Uccello nello spazio di Costantin Brancusi che lascia intravedere il seno de La sorgente di Ingres. E ancora le Attese di Lucio Fontana che sovrastano la cacciata di Masaccio nell’opera L’arte moderna scaccia l’arte antica. «Un viaggio affascinante – come commentano dalla Galleria di via Mascari – in cui il visitatore può cimentarsi a scoprire le opere frammentate nei collage. La mostra vuole indagare l’amore dell’artista non solo per l’arte antica ma anche per quella del suo secolo, quella realizzata dai suoi contemporanei che ha dapprima studiato sui libri che riusciva a recuperare nella Praga comunista e che poi ha potuto ammirare personalmente nei musei di Parigi o di altre città in cui aveva occasione di trovarsi, magari per le sue stesse mostre».

Nato nel 1914 a Protivín, nell’allora regione boema dell’Impero austro-ungarico, a sedici anni Kolář si imbatte nell’edizione ceca di Les mots en liberté futuristes di Marinetti: una scoperta che lo avvicinerà al mondo della poesia moderna. Poi, grazie all’incontro con il Surrealismo, lo sviluppo di quella che sarà una tecnica centrale per la sua creatività, il collage, e nel ’37 la sua prima esposizione a Praga. Artista, poeta, scrittore e traduttore, la sua arte si è intrecciata alla storia del secolo scorso: è del ‘52, infatti, Il Fegato di Prometeo, volume nel quale, attraverso immagini, poesie e prosa, l’artista offre una cruda testimonianza della realtà cecoslovacca degli anni Cinquanta: una denuncia che gli costerà il carcere per nove mesi e il divieto di pubblicazione fino al 1964. Dagli anni ’70, poi, la fama internazionale, con le importanti personali allestite al Guggenheim R. Solomon Museum di New York ed esposizioni in tutto il mondo.

INFORMAZIONI – Fino al 13 aprile 2024 | Galleria Melesi di Lecco. Orari: da martedì a sabato 16 |19. Ingresso libero. Per info: www.galleriamelesi.com

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