Nel segno di Picasso: le 100 incisioni in mostra a Lecco

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tagliapiastrelle 090LECCO – Ci sono le incisioni dei Saltimbanchi, con pezzi del calibro di “I poveri” e “Le rapas frugal”. Poco più avanti l’incubo della guerra civile spagnola, con Francisco Franco dalle sembianze mostruose e corpi straziati, anticipazione dell’illustre dipinto Guernica. E poi ancora le incisioni per i Vingt Poèms del poeta spagnolo Luis de Gòngora y Argote e per libri d’artista del calibro della Carmen di Prosper Mérimée, senza dimenticare le lastre realizzate per la Tragicommedia de Calisto y Melibea di Fernando de Rojas, meglio nota come La Celestina. C’è tempo fino al 13 luglio per visitare la mostra dedicata a uno dei più straordinari artisti del Novecento, l’eclettico Pablo Picasso. Ospitata nelle sale del Palazzo delle Paure di Lecco, “Nel segno di Picasso” raccoglie un centinaio di incisioni firmate proprio dal genio catalano: un’occasione straordinaria per apprezzare la versatilità di un uomo che nel corso della sua lunga carriera ha saputo mettersi alla prova in linguaggi e stili sempre diversi. Realizzata dal Comune di Lecco in collaborazione con la Galleria Bellinzona, quest’anno al suo trentennale di attività, la mostra focalizza l’attenzione proprio sulla produzione grafica dell’inventore del Cubismo. Una produzione che in poco più di settant’anni e parallelamente alle opere pittoriche forse più famose, l’ha visto dare alla luce migliaia di stampe.

Les pauvres

LA MOSTRA – È a cavallo tra il periodo blu e il periodo rosa che Picasso si cimenta nella serie dedicata ai Saltimbanchi. Siamo intorno al 1904 quando, non lontano dal suo atelier di Montmartre, a Parigi, incontra un gruppo di nomadi, fonte d’ispirazione per quindici matrici incise all’acquaforte e alla puntasecca: quelle, appunto, dei “Saltimbanques”. Raccolte nella prima sala del museo lecchese, quindi, le incisioni dedicate a questi girovaghi, tra cui spiccano i famosissimi “Le repas frugal”, acquaforte del 1904, “Les pauvres”, acquaforte su zinco dell’anno successivo, e “Les deux saltimbanques”, puntasecca sempre del 1905. Accanto a loro, poi, una serie di opere con scene di vita quotidiana, danze e acrobazie, tutte incentrate sempre su questo gruppo di nomadi.

Lasciati i saltimbanchi, la mostra prosegue con due acqueforti e acquetinte realizzate nel 1937, in piena guerra civile spagnola. Protagonista delle due opere è, appunto, lo scontro tra falangisti e repubblicani, mostrato attraverso il punto di vista dell’artista: nella prima delle due opere spicca, infatti, un Francisco Franco rappresentato quasi come un mostro, mentre nella seconda, conclusa soltanto dopo il bombardamento della cittadina basca Guernica, si aggiunge anche il sangue, la disperazione. 06I corpi deformi, dilaniati, ricordano quelli che troviamo, infatti, anche nel famoso dipinto del Reina Sofia di Madrid. Due opere, quelle esposte, composte da nove immagini ciascuna e progettate con l’intento di sostenere la Repubblica: a differenza della precedente serie esposta, con alcune lastre  biffate proprio per limitare la tiratura, in questo caso l’obiettivo di Picasso è quello di stampare più copie possibili, così da finanziare l’esercito repubblicano.

Da La Célestine, 1968, Jeune fille, Célestine et petit-maitre

In seguito la mostra raccoglie incisioni per libri d’artista: ci sono i volti realizzati nel ’48 per i Vingt poèms del poeta Gòngora, ritratti quasi barocchi e in evidente contrapposizione con le forme geometriche delle successive lastre a bulino per la Carmen di Prosper Mérimée, dove le teste di uomini, donne e tori sono racchiuse in cerchi, rettangoli e quadrati. Chiudono l’esposizione, infine, le incisioni realizzate nel 1968 per La Celestina di Fernando de Rojas, dove la quasi ossessiva presenza di nudi sintetizza la spregiudicata ambizione della protagonista dell’opera.

INFORMAZIONI TECNICHE

Fino al 13 luglio 2014

Orari: mercoledì dalle 9 alle 13, giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 18 e dalle 21 alle 23, sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30. Dall’uno di giugno gli orari saranno: dal lunedì al mercoledì dalle 9 alle 13, il giovedì dalle 16 alle 19 e dalle 21 alle 23, il venerdì dalle 16 alle 19, il sabato e la domenica dalle 11 alle 19.

Ingresso libero

Per informazioni: Sistema Museale Urbano Lecchese, Tel. 0341 481247-249, e-mail: segreteria.museo@comune.lecco.it

 Valentina Sala

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L'autore di questo articolo

Valentina Sala

È la “flâneuse” che non smette mai di flaneggiare (?): in continuo vagabondaggio tra luoghi (certo) e soprattutto nuovi progetti da realizzare, dirige il giornale in modo non proprio autoritario (!). Ideatrice e cofondatrice de Il Flâneur, non si accontenta di un solo lavoro. Giornalista, ufficio stampa culturale, insegnante di Comunicazione, indossa l’uno o l’altro cappello a seconda delle situazioni. Laureata in Editoria con il massimo dei voti, ama approfondire il rapporto tra città e letterati (sua, infatti, la tesi sulla Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth), i romanzi che raccontano un’epoca, i film di François Truffaut, le grandi città e, naturalmente, il viaggio flaneggiante, specie se a zonzo per le strade d’Europa. Per contattarla: valentina.sala@ilflaneur.com