ARCHIVIO – Un dialogo a distanza tra Jiří Kolář e Alberto Casiraghy.
Alla Galleria Melesi di Lecco la mostra “Assonanze allo specchio”

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LECCO – Oggetti umili salvati dall’oblio. Opere dai linguaggi diversi, dagli aforismi ai collages, accomunati da uno spirito giocoso, da una lieve ironia. È un dialogo tra due artisti di luoghi e periodi diversi, quello proposto alla Galleria Melesi di Lecco: un incontro tra Jiří Kolář e Alberto Casiraghy che intende svelare un repertorio poetico e artistico fatto di rimandi, di rime, di quelle che vengono definite, qui, Assonanze allo specchio.

In programma dal 23 marzo al 30 aprile 2019 (inaugurazione fissata per sabato 23 alle 18.30), la mostra è curata da Giovanna Canzi e raccoglie nello spazio di via Mascari, a Lecco, una selezione di opere dell’artista ceco di cui la Galleria stessa custodisce l’archivio, affiancandole ad alcuni lavori inediti del poeta, pittore e fondatore della casa editrice Pulcinoelefante. «Figure a più contorni, individui multiformi e fantasiosi sperimentatori – spiegano dalla Galleria Melesi – Kolář e Casiraghy condividono l’amore per la carta, il trasporto per la musica, la passione per le lettere dell’alfabeto, la mitezza di cuore, un temperamento in bilico fra equilibrismo e intransigenza, fra concentrazione e grande dissipazione. Due nature così affini, nel carattere e negli intenti prima ancora che nei risultati, da invitare a proporre un confronto».

Nato nel 1914 a Protivín, nell’allora regione boema dell’Impero austro-ungarico, a sedici anni Kolář si imbatte nell’edizione ceca di Les mots en liberté futuristes di Marinetti: una scoperta che lo avvicinerà al mondo della poesia moderna. Poi, grazie all’incontro con il Surrealismo, lo sviluppo di quella che sarà una tecnica centrale per la sua creatività, il collage, e nel ’37 la sua prima esposizione a Praga. Artista, poeta, scrittore e traduttore, la sua arte si è intrecciata alla storia del secolo scorso: è del ‘52, infatti, Il Fegato di Prometeo, volume nel quale, attraverso immagini, poesie e prosa, l’artista offre una cruda testimonianza della realtà cecoslovacca degli anni Cinquanta. In mostra alla Galleria Melesi, oggi, 6 opere poema (tra cui La lettera di un funambolo, Collezionista di sigilli e Poema tagliente), dieci piccoli lavori realizzati fra il 1969 e il 1995 con tecniche diverse, dal froissages al collage peforés, e alcuni oggetti, «“cose” – precisano gli organizzatori – che Kolář ha strappato alla morsa del destino facendole approdare al mondo dell’unicità tipico delle opere d’arte».

In dialogo con queste opere, come anticipato, le creazioni di Alberto Casiraghy: 20 disegni inediti realizzati dal poeta, ex liutaio, violinista e fantasioso editore nato a Osnago e al quale il regista Silvio Soldini ha dedicato il documentario Il fiume ha sempre ragione. Creatore della casa editrice Pulcinoelefante – “manicomio privato”, come l’ha definito Alda Merini, che è la sua abitazione di Osnago – nello spazio lecchese Casiraghy espone nuovi lavori realizzati in omaggio a Kolář, alcuni dei suoi pulcini (piccole opere d’arte che in sole quattro pagine svelano la profondità di aforismi corredati di incisioni o acquerelli) e oggetti che popolano il suo mondo onirico.

Infine, in occasione della mostra, un evento collaterale di grande interesse: è atteso per il 13 aprile alle 18, infatti, lo scrittore Francesco Cataluccio, fine conoscitore dell’Europa centro-orientale e della Letteratura mitteleuropea. Un appuntamento, questo, che permetterà di approfondire la Praga magica e incantata di Jiří Kolář.

INFORMAZIONI – Dal 23 marzo al 30 aprile 2019 (inaugurazione sabato 23 alle 18.30) – Galleria Melesi di Lecco. Orari: da martedì a sabato 16 – 19, altri orari su appuntamento. Per info www.galleriamelesi.com

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