ARCHIVIO – Vi ricordiamo: domenica si chiude la mostra su Donato Frisia

0

LECCO – Un piede nell’Ottocento, l’altro nel Novecento. Straordinario artista, apprezzato da grandi nomi come Modigliani, che proprio a lui fece un ritratto, ma lontano dalle avanguardie di inizio XX secolo. Donato Frisia sceglie di mantenere un suo stile, di non essere etichettato come “divisionista” o altro, di procedere lungo un percorso artistico coerente e privo di periodi diversi, sino a quell’ultimo autoritratto, dipinto nel ’53 sul letto di morte. All’artista meratese che ha saputo portare la sua arte ben oltre i confini lombardi, la città di Lecco dedica la seconda retrospettiva per dimensioni che sia stata organizzata dalla sua morte.

Autoritratti

Autoritratti

Fino al primo di febbraio 2015 Palazzo delle Paure ospita, infatti, una mostra che raccoglie circa una settantina di opere realizzate da Frisia nel corso della sua vita. Un percorso dettagliato e curato, che di sala in sala raccoglie lavori riconducibili a tre grandi filoni tematici, i più amati dal pittore. I ritratti, i paesaggi e le nature morte: «questi i temi – spiega, infatti, Barbara Cattaneo, direttore del Polo Museale di Villa Manzoni – in cui si articola il percorso espositivo e ai quali si aggiungono una prima sala dedicata a piccole opere di genere» e uno spazio con alcuni disegni, tutti raffiguranti i numerosi figli di Frisia, tra i soggetti più amati dall’artista. «Un’opportunità irripetibile per il nostro archivio – aggiunge Dario Meschi, dell’Archivio Donato Frisia di Merate – che ha potuto molto volentieri collaborare con il Comune per la realizzazione di una mostra emozionante, con un allestimento di livello». Sì, perché come afferma il curatore Aldo Mari, la mostra lecchese è seconda solo alla grande retrospettiva allestita negli spazi di Palazzo Reale, a Milano, all’indomani della morte di Frisia.

Lecco

Lecco

E così, ecco a Lecco una selezione di settanta opere prestate dall’archivio meratese e da collezioni private: un percorso che dopo la prima sala, dove sono presenti anche autoritratti del pittore (compreso quello realizzato due giorni prima di morire) e la copia della Trasfigurazione di Raffaello inviata da Frisia al padre come prova delle sue abilità artistiche, conduce direttamente alla scoperta dei paesaggi. Dapprima ambientazioni a noi familiari, dal lungolago lecchese all’isola Comacina, passando per una Milano ricoperta dalla neve e che per stile quasi ricorda Morlotti.

Vedute

Vedute

Poi, a fianco, ecco una serie di vedute di Venezia e di rappresentazioni di luoghi che l’artista visita nel corso della sua vita, inesauribili fonti di ispirazione. C’è Parigi, città in cui Frisia conosce pittori come Modigliani e Picasso. E ci sono la vecchia Costantinopoli, Bengasi e acquerelli che ritraggono paesaggi maltesi, resi con una tecnica che ben svela la rapidità di esecuzione, l’istintività dell’artista.

Istanbul

Istanbul

Non solo paesaggi, però: come anticipato la mostra raccoglie anche una serie di ritratti, uno dei quali, Composizione, è l’opera con cui Frisia è arrivato secondo alla Mostra Nazionale di Pittura – Premio Bergamo del 1940. Lì, distesa su un sofà come fosse un’odalisca, la moglie del pittore viene quasi idealizzata, mentre sullo sfondo si distingue un paesaggio tipico di Rodi. E poi La famiglia alla radio, opera che ben ricollega il pittore all’epoca storica in cui vive: raccolti in una stanza, moglie e figli apprendono dal giornale e dalla radio che il Duce ha fondato l’Impero, il tutto in una casa che non nasconde quadri dello stesso Mussolini e di Vittorio Emanuele III. Infine le nature morte: fiori, pesci, zucche, per opere che, come affermava lo stesso pittore, servono per affinare la tecnica: «Ho sempre in studio, sul cavalletto, un autoritratto per scoprire un problema morale, e su un altro cavalletto la natura morta per risolvere un problema tecnico».

"Composizione"

“Composizione”

La mostra sarà affiancata da iniziative collaterali, pensate per fornire ai visitatori strumenti utili all’analisi e alla comprensione delle opere. In programma, infatti, una serie di visite guidate e di approfondimenti. Di seguito il calendario:

– VISITE GUIDATE: 27 novembre, 4 dicembre, 15 gennaio 2015, 22 gennaio 2015, tutte alle 21

– CONFERENZA: 18 dicembre alle 21, con la critica d’arte Simona Bartolena

– LABORATORIO PER BAMBINI: sabato 10 gennaio 2015, alle 15.30

Per prenotazioni segreteria.museo@comune.lecco.it

frisia disegnoINFORMAZIONI TECNICHE

Dal 23 novembre 2014 all’1 febbraio 2015, inaugurazione sabato 22 novembre alle 18. Palazzo delle Paure, Lecco

Ingresso libero

Orari: mercoledì 9-13, giovedì e venerdì 15.30-18.30, giovedì 21-23, sabato e domenica 10.30-18.30

Share.

L'autore di questo articolo

Valentina Sala

È la “flâneuse” che non smette mai di flaneggiare (?): in continuo vagabondaggio tra luoghi (certo) e soprattutto nuovi progetti da realizzare, dirige il giornale in modo non proprio autoritario (!). Ideatrice e cofondatrice de Il Flâneur, non si accontenta di un solo lavoro. Giornalista, ufficio stampa culturale, insegnante di Comunicazione, indossa l’uno o l’altro cappello a seconda delle situazioni. Laureata in Editoria con il massimo dei voti, ama approfondire il rapporto tra città e letterati (sua, infatti, la tesi sulla Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth), i romanzi che raccontano un’epoca, i film di François Truffaut, le grandi città e, naturalmente, il viaggio flaneggiante, specie se a zonzo per le strade d’Europa. Per contattarla: valentina.sala@ilflaneur.com