ARCHIVIO – Dalla dittatura militare alla democrazia in Argentina. Se ne parla giovedì sera

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LECCO – L’Argentina della giunta militare e la sistematica violazione dei diritti civili tra il 1976 e 1982 al centro del nuovo approfondimento dedicato al Paese sudamericano, promosso dall’associazione Les Cultures Onlus. Dopo la conferenza che giovedì 30 novembre ha visto l’architetto Carmen Carabús parlare di architettura argentina, protagonista del prossimo appuntamento sarà la Storia contemporanea. L’incontro, parte del ciclo di approfondimenti dedicato proprio al Paese del Sud America, è in programma per giovedì 6 novembre (alle 21) all’interno del Palazzo delle Paure e vedrà la docente di Storia dell’America Latina presso l’Università degli Studi di Milano Marzia Anna Rosti ripercorrere attraverso un excursus storico-politico gli anni che vanno dall’instaurazione della dittatura militare fino alla transizione alla democrazia. Un intervento durante il quale la docente si soffermerà in particolare sulla sistematica violazione dei diritti umani, sul dramma dei desaparecidos e sul rapporto tra verità, giustizia e impunità.

videlaUn’occasione, quindi, per approfondire un periodo tra i più drammatici e violenti della storia dell’Argentina, dal colpo di stato del 1976, anno dell’inizio della dittatura della giunta militare e del suo Processo di riorganizzazione nazionale, al passaggio alla democrazia (1982-83), avvenuto anche a causa della fallimentare guerra delle Falkland/Malvinas. Anni, questi, segnati da uno dei più spietati regimi della seconda metà del ’900 in America Latina, caratterizzato dall’uso sistematico di violenti metodi repressivi (tortura, abolizioni dei diritti civili, arresti illegali, detenzione in strutture segrete e voli della morte) per eliminare ogni opposizione e culminato nella tragedia dei desaparecidos.

Infine, per chiudere, un riferimento alla situazione attuale: nel corso del suo intervento la Professoressa Rosti affronterà, infatti, il tema delle ripercussioni che quel periodo ha avuto sulla società argentina, puntando l’attenzione anche sull’Argentina odierna.

L’ingresso è libero.

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