“Il teatro antico in scena a Siracusa e non solo” nella dotta prolusione di Elisabetta Matelli a Lecco

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di Giuseppe Leone

LECCO – Serata bella e soprattutto interessante quella del 20 aprile scorso con Elisabetta Matelli, docente di Retorica classica e Storia del teatro greco e latino all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nell’aula magna del Liceo classico Manzoni di Lecco, su proposta della delegazione cittadina dell’Associazione italiana di cultura classica, davanti a un pubblico partecipe e curioso.

A presentare la professoressa, la presidente Marca Mutti Garimberti che, come sempre attenta e puntuale, ne ha elencato titoli e incarichi, tra cui anche quello di direttore scientifico dell’Associazione Kerkís. Teatro Antico in Scena, in collaborazione con Christian Poggioni, l’attore-regista che, proprio in quest’aula, non molte settimane addietro, ha deliziato il pubblico con un’appassionante e convincente Apologia di Socrate.

Si è trattato di una prolusione che la docente ha condotto con impeccabile fluidità d’eloquio e dovizia d’informazioni colte, in vista della stagione teatrale a Siracusa che si aprirà il prossimo mese di maggio con l’Eracle di Euripide, l’Edipo a Colono di Sofocle e la commedia I Cavalieri di Aristofane; e non solo anche in prospettiva di rassegne in altri teatri antichi come quelli di Epidauro in Grecia, Elea in Campania, Segesta in Sicilia, tanto per citarne alcuni

Partendo da un punto di vista tratto dal prologo di Questa sera si recita a soggetto di Luigi Pirandello, secondo cui un’opera d’arte sopravvive solo perché noi possiamo ancora rimuoverla dalla fissità della sua forma, la docente ne esamina, con tutto quello che segue nel testo, il suo significato, fino a fare di un’affermazione tranquilla e apparentemente quasi scontata, riassuntiva, oggi, di certo teatro contemporaneo, il motivo centrale e ricorrente della sua conversazione, mirante ad analizzare questo tipo di rilettura che, secondo lei, snatura l’opera facendola diventare altro  rispetto al testo  originale.

Un tema molto delicato e problematico che la Matelli ha commentato difendendo, prima, la necessità di una lettura rigorosamente filologica, assai vicina e fedele al testo; e poi, polemizzando contro le letture di quei registi che non prendono le giuste distanze dall’opera teatrale, finendo, in tal modo, per realizzare delle semplicistiche attualizzazioni.

E così fino alla fine, quando, sempre in coerenza con queste idee, non nasconderà le sue perplessità nei confronti di Emma Dante che, proprio nella rassegna di Siracusa, curerà la regia dell’Eracle mettendo in scena solo donne. Perplessità che in chiusura di serata condizioneranno gli interventi del pubblico, diviso tra fautori delle letture rispettose del testo teatrale e sostenitori delle moderne riletture che non disdegnano saccheggi e massacri a danno dell’integrità dei copioni, fino a fare del dibattito, più che una semplice appendice della conferenza, la conclusione esatta e sillogistica di tutte le premesse messe a fuoco nella pregevole esposizione della studiosa.

Giuseppe Leone

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