ARCHIVIO – Milano: torna “Jewish and the City”, il festival di cultura ebraica

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MILANO – La tradizione e la cultura ebraica si intrecciano con la letteratura, la filosofia, la musica e l’arte, in un festival che porta nel cuore di Milano la riflessione intorno al tema del Pesach, il viaggio verso la libertà compiuto dal popolo ebraico. Intellettuali, studiosi, attori e artisti si danno appuntamento, infatti, nella zona milanese Guastalla, proprio nei pressi della Sinagoga Centrale, per prendere parte alla seconda edizione di Jewish and the City, il festival promosso dalla Comunità ebraica di Milano in collaborazione con il Comune, in programma dal 13 al 16 di settembre e pensato per moltiplicare «le occasioni di scambio – commenta Walker Meghnagi, presidente della Comunità Ebraica milanese – tra la città e i suoi concittadini».

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Gioele Dix

L’attore Gioele Dix e il suo reading E Mosè batté la roccia, la filosofa Catherine Chalier e l’incontro Raccontare per essere, lo storico Georges Bensoussan con la lectio magistralis Gli ebrei del Mediterraneo tra storia e memoria. Il lungo cammino. E poi ancora don Gino Rigoldi, l’antropologo Francesco Remotti e Meret Meyer, nipote del grande pittore Marc Chagall e co-curatrice della più grande retrospettiva mai dedicata in Italia all’artista russo, visitabile a Palazzo Reale a partire dal prossimo 17 settembre. Un centinaio di  personalità diverse, tutte chiamate a dare il loro contributo, per estendere la riflessione alle tre tematiche principali di questa edizione: Libertà e Liberazione: qual è il vero percorso per raggiungere la libertà?, Essere Stranieri: che cosa significa essere straniero oggi? e Il Racconto: perché è importante saper raccontare?. Ed è così che il «percorso, il pensiero, la tradizione del popolo ebraico si misureranno – commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno – con i molti linguaggi dell’arte: grazie a Jewish and the City questo intreccio tra storia e futuro di una civiltà millenaria viene dipanato e raccontato al pubblico milanese, che ha dimostrato, con la grande e attenta partecipazione alla prima edizione di questo festival, di saper riconoscere la propria identità in ciascuno dei contributi che le tante culture che abitano Milano hanno apportato nel corso della sua storia, e ancora nel suo presente». «Il Festival Internazionale di Cultura Ebraica – aggiunge Giuliano Pisapia, sindaco di Milano – quest’anno assume un ruolo e un significato particolare. Il tema al centro dei dibattiti, delle iniziative artistiche e culturali scelto per l’edizione 2014 sembra cogliere ciò che l’attualità troppo spesso ci propone. Pesach, la Pasqua, ci deve aiutare a riflettere perché riparta e si rafforzi il cammino per una nuova stagione di pace».

Catherine Chalier

Catherine Chalier

IL TEMA - Dopo lo Shabbat, tematica attorno alla quale è ruotata la prima apprezzata edizione del Festival, protagonista di quest’anno sarà, come anticipato, Pesach, la Pasqua ebraica, che corrisponde all’uscita dall’Egitto dopo 400 anni di schiavitù, pur non coincidendo, in realtà, con il momento della liberazione, giunto dopo altri 40 anni di peregrinazioni nel deserto. «Secondo un’interpretazione rabbinica – spiega Rav Alfonso Arbib, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Milano – la parola Pesach può significare bocca che parla. Uno degli elementi essenziali della liberazione è la possibilità di usare la parola. A Pesach si parla molto, si racconta, ci si pone domande e si danno risposte. Ma è anche il momento in cui siamo chiamati a riflettere sull’uso della parola che, da una parte può essere uno strumento straordinario di libertà e di espressione dei sentimenti e delle idee più profondi degli esseri umani, ma d’altra parte – conclude – può diventare strumento distruttivo e manipolatorio».

Per conoscere tutti gli appuntamenti in programma nel corso delle quattro giornate di festival consultare il programma sul sito della manifestazione: www.jewishandthecity.it

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