ARCHIVIO – Piera Badoni: venerdì un convegno per ricordare la poetessa

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LECCO – Un’occasione per conoscere meglio la poetessa lecchese Piera Badoni, figura di spicco del panorama culturale lombardo novecentesco. Figlia dell’industriale Giuseppe Riccardo Badoni, nel corso della sua vita Piera Badoni ha conosciuto personalità del calibro di Eugenio Montale, Carlo Bo e Camilla Cederna e proprio a lei sarà dedicato l’evento in programma per venerdì 20 giugno alle 17.45. Un incontro-studio che si terrà proprio nel parco della Villa Badoni, in corso Matteotti 17, a Lecco. L’evento, a cura di Matteo M. Vecchio e Laura Kramer Badoni e organizzato con il patrocinio del Comune di Lecco e Soroptimist International Club Lecco, è dedicato anche alla memoria della docente e animatrice culturale Alba Caprile Pasini e dell’editrice Vanna Massarotti Piazza.

piera badoniDurante la serata i relatori presenti cercheranno, quindi, di analizzare la figura di questa importante poetessa sotto diversi punti di vista: dalla sua biografia alla sua poetica, passando per il suo rapporto con la città di Lecco e le frequentazioni con grandi letterati e intellettuali italiani. Numerosi, infatti, gli interventi in programma: si partirà con Matteo M. Vecchio, il quale terrà una relazione dal titolo Vigorelli ne parla come di una Dickinson italiana – Come Emily Dickinson, e con Laura Kramer Badoni, che parlerà di Una poetessa, un giardino. A seguire sarà la volta di Gianfranco Scotti, che parlerà di Piera Badoni e della poesia lecchese del Novecento, per poi passare nuovamente la parola a Matteo M. Vecchio, che, attraverso una conversazione con Elisa Giacalone, ripercorrerà la vita della poetessa seguendo i suoi spostamenti da Lecco a Milano e Firenze. Ultima relazione quella affidata a Mauro Rossetto, il quale approfondirà il ruolo della famiglia Badoni nella Lecco industriale. Durante la conferenza sarà inoltre possibile ascoltare alcune poesie di Piera Badoni, lette da Silvia Giacomini.

LA POETESSA - Piera Badoni nasce a Lecco nel 1912 e trascorre un’infanzia felice nella casa paterna. Terminato il liceo decide di non iscriversi all’Università, anche se si impegna ad approfondire da autodidatta la letteratura a lei contemporanea. Tra i suoi autori preferiti Mann, Gide, Quasimodo, Montale, Luzi, Sereni e Antonia Pozzi. Dopo un’esperienza nel 1933 a Francoforte per migliorare il suo tedesco, torna a Lecco e inizia a lavorare nell’azienda paterna. Negli anni seguenti, grazie ad alcuni viaggi a Firenze, città fondamentale per la sua formazione, conosce Antonio Delfini, Eugenio Montale, Alessandro Parronchi e Carlo Bo, mentre a Milano comincia a frequentare Camilla Cederna, Emilio Radius, Giancarlo Vigorelli e Vittorio Sereni. Gli anni Trenta e Quaranta sono anche quelli nei quali Piera scrive le sue prime opere, che saranno poi pubblicate in edizione privata dalla Tipografia Sormani di Milano, unica raccolta organica della poetessa. Citazioni dei suoi lavori e pubblicazioni su riviste culturali caratterizzano i decenni successivi, anche se con il passare del tempo la poetessa si dedicherà alla poesia solo in maniera privata, sino alla morte, il 27 ottobre 1989.

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