ARCHIVIO – Alla Libreria Parole nel Tempo di Lecco il professor Paolo Procaccioli e Nicola Zamperini

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LECCO – Due appuntamenti diversi ma entrambi utili a tenere vivo lo spirito critico in tempi in cui sembra vacillare. Si tratta degli incontri in programma per lunedì 18 e venerdì 22 giugno alla libreria Parole del Tempo di Lecco: ospiti saranno, rispettivamente, il professore di Letteratura Italiana all’Università della Tuscia Paolo Procaccioli e il giornalista Nicola Zamperini. Due appuntamenti differenti per tematiche e sfondo storico, quindi: se da una parte il docente universitario terrà una conferenza intitolata Il Rinascimento di Pietro Aretino e dei poligrafi: un “altro rinascimento”?, dall’altra il giornalista presenterà il suo ultimo volume, Manuale di disobbedienza digitale (Castelvecchi).

Massimo specialista mondiale su Pietro Aretino e uno dei più importanti studiosi del manierismo cinquecentesco, Paolo Procaccioli è autore di edizioni critiche e commentate delle opere del poeta di Arezzo. E proprio l’Aretino, assieme agli altri poligrafi, sarà al centro della conferenza che si terrà lunedì 18 alle 18. Un personaggio molto interessante anche per i contemporanei, grazie al suo sguardo critico e sferzante sulla società dell’epoca e al suo anticonformismo, che lo ha portato a realizzare opere come i Sonetti Lussuriosi.

Un libro che racconta la storia degli algoritmi che dominano la vita di tutti giorni e allo stesso tempo propone una via d’uscita dalla prigione digitale in cui siamo piombati è, invece, il volume di Nicola Zamperini che verrà presentato venerdì 22 giugno alle 18. Quali sono gli effetti di ogni nostra interazione con Facebook, Google o Amazon? Cosa ci rubano gli algoritmi? Quali porzioni di noi stessi stiamo cedendo? Esiste un modo per difendersi? Queste sono solo alcune delle domande a cui l’autore ha provato a rispondere nel Manuale di disobbedienza digitale, un libro che si compone, come si legge nella presentazione, «di una serie di azioni pensate per attuare una sorta di disobbedienza e provare a fuggire dal rischio predittivo delle nostre azioni, funzione ultima di ogni algoritmo».

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