“E tu chi sei? L’Okapi”. Nel libro per ragazzi scritto da Dino Ticli e illustrato da Gianni Cella l’identità e il dialogo tra culture

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okapiLa chiamano Forestiera, perché cresciuta nella foresta e perché straniera. È una femmina di okapi: un animale originale e misterioso che abita la Repubblica Democratica del Congo, curioso perché strana sintesi di tre altri animali. Un po’ zebra, un po’ asino, un po’ giraffa, l’okapi è una scoperta, un perfetto mix di specie diverse e insieme un essere unico, metafora qui di diversità e dialogo tra culture e protagonista del libro E tu chi sei? L’Okapi, voluto dall’associazione Coe e pubblicato da Bellavite Editore, in collaborazione con Galleria Melesi. Un racconto firmato dallo scrittore di libri per ragazzi Dino Ticli e arricchito dalle illustrazioni dell’artista Gianni Cella e dalla grafica del designer Paolo Vallara.

Un libro pensato per i più piccoli, scritto in italiano e in francese e che con un linguaggio semplice ed efficace narra l’avventura di una giovane okapi, alla ricerca della sua identità. Sì, perché cresciuta da sola nella foresta, la nostra piccola protagonista sente il bisogno di darsi un nome, di capire quale sia il suo popolo, di andare alla ricerca di suoi simili, di lasciare il suo mondo per trovare degli amici, una famiglia, la felicità. Un viaggio dalla foresta alla savana e oltre, fatto di incontri con animali mai visti prima – dal bonobo al facocero – e di esperienze di vita: né zebra, né asino, né giraffa, la nostra okapi sperimenterà diffidenza e accoglienza, paura e tolleranza, diversità e amicizia.

e tu chi sei1Un libro, ancora, che è allegoria dei nostri giorni: un pensiero rivolto a chi, proprio come Forestiera, lascia la propria terra per andare alla ricerca di una vita diversa, si scontra a volte con il pregiudizio, cerca di integrarsi. E il messaggio è dei più belli: superate le prime diffidenze, la straniera avrà l’occasione di conoscere l’altro, di sperimentare vite, luoghi, cibi diversi, di capire chi è e di tornare, infine, arricchita. Perché conoscere la diversità rafforza la propria identità e contemporaneamente rende migliori.

 

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