I consigli letterari di PeregoLibri. Questo mese “Maus”, graphic novel di Art Spiegelman

0

La vita di un ebreo polacco sopravvissuto alla Shoah, raccontata attraverso una graphic novel. In “Maus” di Art Spiegelman l’esperienza di suo padre Vladek, deportato ad Auschwitz, e la difficile comunicabilità tra generazioni vicine temporalmente ma lontane per vissuto. PeregoLibri di Barzanò inaugura la rubrica dedicata ai libri con un volume che è una biografia e insieme un racconto corale dell’abominio della guerra e dell’Olocausto. Un fumetto in cui torna, questa volta visivamente, quella metafora già presente in “Shosha” del Premio Nobel Isaac Bashevis Singer: l’ebreo è il topo, il nazista il gatto. Un suggerimento pensato proprio in occasione della Giornata della Memoria. Buona lettura!

La Redazione

Rubrica curata da PeregoLibri di Barzanò (Lc)

mausArt è uno scrittore intenzionato a scrivere la storia e le memorie del padre Vladek, ebreo sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz. I due hanno un rapporto non troppo facile: nonostante viva ormai da molti anni negli Stati Uniti, il padre è rimasto segnato dalle privazioni della vita nel campo di sterminio e poco comprende lo stile di vita più spensierato, a tratti frivolo, delle nuove generazioni, cui suo figlio appartiene. Art, dal canto suo, ha un vago ma perenne senso di inadeguatezza verso un padre che è sopravvissuto agli orrori della guerra e dell’Olocausto.

Nella graphic novel Maus, pubblicata da Einaudi, il padre di Art Spiegelman racconta la propria vita e le esperienze da prima dello scoppio della guerra fino alla reclusione nel campo di concentramento e ai momenti della liberazione, sul finire della guerra. Maus è la biografia di un ebreo sopravvissuto che diventa, però, disegno corale, a più voci, dell’abominio della guerra e dell’Olocausto. È la memoria di uno che diventa memoria di tutti e, soprattutto, diventa monito per le generazioni future che, come quella dello stesso Spiegelman, cresciuto e divenuto adulto in una società democratica e sostanzialmente pacifica, stanno pian piano dimenticando le sofferenze patite dai padri, tanto da non comprenderne più i comportamenti e le diversità nella vita quotidiana.

maus 2Spiegelman racconta l’Olocausto con la formula della graphic novel ed egli stesso, in alcuni punti del racconto, rompe lo schema narrativo e si interroga e interroga il lettore, chiedendosi se la forma del fumetto sia poco rispettosa e inadeguata a raccontare un così grande dramma. L’autore non ci dà una risposta, ma lascia al lettore la decisione finale, invitandolo a leggere e comprendere la storia così come essa è rappresentata. Rappresentata in un modo inaspettato, perché i protagonisti del libro non sono esseri umani: come suggerisce il titolo, gli ebrei vengono infatti rappresentati come topi, mentre i nazisti come dei gatti. Ma, in fondo, che differenza fa? Con questo stratagemma, anzi, il messaggio di Maus diventa ancora più universale e, staccandosi dalla pura biografia, creazione di un universo così differente ma in fondo così uguale al nostro.

Un’opera fondamentale, in conclusione, all’interno della vasta produzione letteraria riguardante l’Olocausto: un volume che, scegliendo una diversa forma grafica, fornisce nuovi spunti di riflessione sia a livello storico sia a livello di forma rappresentativa.

spiegelmanL’AUTORE -  Art Spiegelman è nato a Stoccolma nel 1948 e attualmente vive a New York. Disegnatore e fumettista, i suoi disegni sono apparsi su riviste e quotidiani di prestigio. Con Maus ha vinto lo Special Award del premio Pulitzer.

Share.

L'autore di questo articolo