ARCHIVIO – “Leggermente” fa tappa al Collegio Villoresi di Merate: Antonio Caprarica presenta il suo “L’ultima estate di Diana”

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MERATE – Giornalista e scrittore, inviato di guerra e corrispondente estero: Antonio Caprarica è tra gli ospiti dell’edizione 2018 di Leggermente, il festival dedicato ai libri e organizzato a Lecco e nel circondario da Assocultura – Confcommercio Lecco. E proprio nel circondario, precisamente nella sede meratese del Collegio Villoresi, è in programma l’appuntamento con questo testimone dei nostri tempi: un incontro fissato per giovedì 22 marzo (alle 21, nell’auditorium del collegio meratese) e che vedrà Caprarica partire dal suo recente libro, L’ultima estate di Diana, per poi affrontare, come anticipano gli organizzatori, una conversazione ad ampio respiro su temi d’attualità.

Stefano Motta

Stefano Motta

«Se mi volto indietro a guardare gli ospiti che in questi ultimi anni ci hanno onorato della loro presenza – commenta il dirigente scolastico Stefano Motta – vedo una carrellata di nomi di prim’ordine, da Andrea Vitali a Renzo Martinelli, da Roberto Piumini a Luigi Ballerini, e poi Farhad Bitani, Eraldo Affinati, Gherardo Colombo, Geronimo Stilton (per i più piccoli!): Antonio Caprarica è oratore lepido e facondo, e dialogare con lui è davvero un privilegio».

Edito da Sperling&Kupfer, il libro protagonista dell’incontro meratese racconta, come si intuisce dal titolo, l’ultima estate di Diana e prende le mosse da una data, il 28 agosto del 1996 (un anno prima della sua morte), giorno che per lo scrittore rappresenterebbe uno spartiacque: è il momento, infatti, dell’ufficializzazione del divorzio reale, nonché l’inizio di una più luminosa fase della vita della principessa di Galles. l'ultima estate di diana«La principessa triste, schiacciata dal peso della monarchia, che meno di un anno prima aveva confessato pubblicamente la sua fragilità e rivelato i tradimenti del marito, si era trasformata – si legge nella presentazione del volume – in una persona radiosa, più consapevole, genuinamente interessata alle sorti dei più deboli, decisa a difendere il rapporto con i figli e il suo diritto alla felicità. Un simbolo di bellezza e sensibilità, che oscurava l’immagine della Corona inglese; il personaggio più appetibile per quei fotografi e reporter che avranno un ruolo non secondario nella sua drammatica fine».

È da qui che prende il via il racconto di un giornalista che è fine conoscitore della famiglia reale inglese, il tutto con l’intento di restituire il volto più autentico e privato di Diana, al di là degli scandali, dei complotti e del gossip.

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