ARCHIVIO – Manzoni ha lasciato la sua piazza. Nel libro di Motta una nuova avventura per Don Lisander.
Da PeregoLibri l’incontro con l’autore

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manzoniBARZANÒ – Manzoni se n’è andato. Ha lasciato il piedistallo che dal 1891 si erge nel centro della piazza lecchese dedicata proprio a lui. Troppo spesso dimenticato e bistrattato da una città che è diventata sempre più frenetica, immagine di una quotidianità moderna, distratta, Alessandro si è alzato ed è sceso. Da qui prende il via un percorso volto a rimettere insieme i pezzi della sua vita. Un percorso che svelerà il volto umano, gli errori, le speranze di uno dei maggiori e indiscussi scrittori ottocenteschi.

il giorno in cui alessandroÈ da questo evento immaginario, fantastico, che si sviluppa la storia raccontata nelle pagine di Il giorno in cui Alessandro se ne andò da piazza ***, nuovo libro che l’autore Stefano Motta e Teka Edizioni dedicano proprio allo scrittore milanese e che sarà protagonista della presentazione in programma per venerdì 27 novembre alle 20.45, presso PeregoLibri di Barzanò. Un romanzo, quello scritto da Motta, che «rilegge coi toni lievi e teneri della fantasia – si legge nella presentazione del volume – una storia che moltissimi non faticheranno a riconoscere, se solo accetteranno di rimettere in fila, come tessere di un puzzle, i titoli dei capitoli, le informazioni disseminate tra le righe, le citazioni rimasticate nel corpo del testo, le strizzate d’occhio complici e divertite di Motta, che omaggia così, con un romanzo “leggero”, quel suo Alessandro cui ha sinora dedicato studi un po’ più dotti e impegnativi».

Annoiato da più di un secolo di giornate sempre uguali, seduto allo stesso posto, il Manzoni di Motta realizza di aver scambiato parole «sempre con le stesse persone, anziani come lui che adagio adagio, uno dopo l’altro, se ne vanno, frotte di passanti indifferenti a tutto, figurarsi a un vecchio vestito sempre col solito cappotto, estate o inverno che sia». E così ecco per il celebre scrittore una nuova avventura, che lo vedrà mettersi in gioco, pensare a una figlia lontana, dare forma a un progetto bizzarro, a «una serie di furti che tecnicamente non sono “furti”», in una città diversa da come la ricordava, «soffocata dal cemento».

«Stefano Motta – anticipano da PeregoLibri – omaggia con un romanzo lieve e acuto quell’Alessandro a cui ha sinora dedicato i suoi studi più dotti. I titoli dei capitoli, le informazioni nascoste tra le righe, alcune citazioni rimandano con fantasia e tenerezza al grande romanzo del Manzoni, cui l’autore strizza l’occhio. I disegni di Afran, artista nativo del Camerun, fanno da controcanto grafico al testo. Risultato: un libro speciale, per ragazzi di tutti i tempi».

A intervistare l’autore nel corso della serata sarà il giornalista Davide Sica, collaboratore de Il Flâneur.

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