Bubola conquista il Teatro di Lecco con i canti della Grande Guerra

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LECCO – Ta pum, Era una notte che pioveva, Il testamento del capitano, Monte Canino, Ponte de Priula, ma anche Fiume Sand Creek, Andrea, Volta la carta e Il cielo d’Irlanda: sono questi alcuni dei brani che Massimo Bubola ha proposto durante il concerto di giovedì 7 maggio al Teatro della Società di Lecco, in occasione della seconda edizione della manifestazione Le Primavere di Lecco.

@ Matteo Manente

@ Matteo Manente

Un concerto, quello tenuto dal cantautore veneto, fortemente incentrato sui canti della Grande Guerra – rivisitati e interpretati in chiave folk-rock – che nella parte finale ha però lasciato spazio ad alcuni dei cavalli di battaglia che hanno reso celebre e famoso il suo canzoniere. Le intenzioni degli organizzatori della serata – come specificato in apertura dal direttore de La Provincia di Lecco, Diego Minonzio – erano quelle di «ricostruire gli anni della Grande Guerra, un conflitto in cui accadde di tutto e da cui dipese molto di quello che venne dopo, attraverso un percorso d’autore e uno spettacolo in grado di affrontare la cultura, la storia e la musica di quel periodo»; intenti che, una volta aperto il sipario, Bubola e i musicisti della sua Eccher Band hanno saputo centrare in pieno, proponendo un concerto che in poco più di due ore ha ripercorso alcune delle pagine musicali più celebri della prima guerra mondiale.

Dopo l’avvio con l’inedito Neve su neve, Bubola ha proposto una selezione accurata di canzoni legate a doppio filo con gli eventi della Grande Guerra – come Bombardano Cortina,Sul ponte di Perati, Ta pum, Era una notte che pioveva, Monte Canino, Il testamento del capitano e Ponte de Priula – sottolineando quanto «in questi brani tradizionali sia forte il contrasto tra la leggerezza musicale che li pervade e lo stridore dei testi: il mio obiettivo è stato quello di ridare peso a questa letteratura sempre suonata negli anni; sono brani che rappresentano la nostra identità, sono canzoni potenti che esprimono la poetica della gente comune, un repertorio che univa le persone esprimendo il disagio per la guerra, ma mai l’odio contro il nemico».

@ Matteo Manente

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In questo percorso musicale dedicato alla prima guerra mondiale c’è stato spazio anche per alcuni inediti appositamente scritti da Bubola nel corso degli anni – è il caso di Da Caporetto al Piave, Puoi uccidermi e Rosso su verde – ma anche per due classici della canzone italiana come Andrea e Fiume Sand Creek, dedicata a tutte le vittime delle guerre moderne. Terminato il main set sulla Grande Guerra, Bubola e i suoi musicisti sono tornati sul palco per esibirsi in quattro bis che hanno letteralmente infiammato il numeroso pubblico presente in teatro: prima è stata la volta della delicata Dostoevskij, poi delle travolgenti Il cielo d’Irlanda e Volta la carta, mentre il gran finale è stato affidato alla dolce serenata Tre rose.

Alla fine tutti ad applaudire convintamente uno dei cantautori più importanti del panorama italiano, che anche a Lecco ha saputo cantare e incantare i presenti, evocando con la sua voce a tratti cupa e tenebrosa le storie di uomini e donne comuni, le cui esistenze sono state travolte dalla grande Storia; un’epopea, quella della prima guerra mondiale, che anche negli auspici di Bubola non deve essere dimenticata, ma tramandata e raccontata alle generazioni future. E concerti come questi sono senza dubbio uno dei modi migliori per tramandare questa tradizione di storia e cultura, prima ancora che di musica e parole.     

Matteo Manente    

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