ARCHIVIO – “Libero Jazz”: con Massimo Giuntoli una serata tra testo e musica, alla scoperta della lingua della Molkaya

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massimo giuntoli 1_modificato-1LECCO – Un viaggio tra parole e musica per scoprire la lingua e le genti che popolano l’immaginaria terra della Molkaya. Si tratta di Fit – Found in Translation, il nuovo progetto targato Massimo Giuntoli nonché protagonista della serata di giovedì 1 marzo (alle 21.45) al Circolo Libero Pensiero di Lecco, nuovo appuntamento di Libero Jazz. Dopo Pie Glue – Singing the Beat Generation, Piano Poetry e One Song, Massimo Giuntoli continua il suo percorso di esplorazione del rapporto tra testo e musica: questa volta parlerà le lingue inventate e deliberatamente prive di alcun valore semantico delle genti provenienti dalle regioni remote della Molkaya.

Diverse le popolazioni che popolano questa terra immaginaria: dagli Ebgici, abitanti delle alte quote montane e dediti alla fabbricazione di violoncelli, ai Tanrik, che coltivano vaste piantagioni di multivek, dai Roding delle foreste centrali agli Ondisem, che ad ogni cambio di stagione organizzano tornei di aeromodelli di carta. Popolazioni, queste, accomunate dal fatto di appartenere a luoghi del tutto privi di frontiere, esattamente come la loro lingua senza regole e barriere, che «si prende gioco – si legge infatti nella presentazione dell’evento – tanto dei confini tracciati sulla Terra dalla specie più evoluta del nostro pianeta quanto del concetto di straniero ancora così profondamente radicato nella società dell’uomo contemporaneo». Giuntoli, con la sua musica eseguita con harmonium e voce, accompagnerà quindi i presenti alla scoperta di questa lingua da lui inventata, capace anche di evocare idiomi reali provenienti dalle latitudini più diverse della geografia umana.

Ingresso 5 euro (3 euro gli under 30).

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