ARCHIVIO – Oggiono: letture e musiche del Medioevo raccontano “Dulcis amor – La storia di Abelardo ed Eloisa”

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OGGIONO – Letture e musiche del Medioevo riportano in vita la storia d’amore fra Abelardo ed Eloisa, tra l’illustre maestro e la sua allieva. Un viaggio indietro di nove secoli, per raccontare una vicenda che è entrata indelebilmente nell’immaginario collettivo europeo, un po’ come altre celebri coppie il cui amore è stato ostacolato, da Tristano e Isotta a Romeo e Giulietta. Si tratta di una serata in programma a Oggiono in occasione della Festa di San Valentino: a partire dalle 21 di martedì 14 febbraio, la sala consiliare ospiterà infatti un nuovo appuntamento con l’associazione Res Musica, autrice della lettura-concerto Dulcis amor – La storia di Abelardo ed Eloisa.

Al centro della vicenda narrata ci sarà proprio un amore tormentato, la passione e la pena, l’intreccio di ragione e religione. Si evocheranno, quindi, le figure di Pietro Abelardo, chierico e insegnante di teologia, e di Eloisa, brillante studentessa, appena adolescente. In una Parigi del 1116 ecco consumarsi un amore da tenere nascosto perché scandaloso.

zenatti 2Una storia che, come si sa, non avrà lieto fine:  «gli eventi drammatici della loro vita – anticipano dal comune di Oggiono – i sentimenti profondi e tormentati che li hanno animati, il rapporto controverso con le istituzioni del tempo, sullo sfondo della Parigi del XII secolo, sono stati trasmessi ai posteri attraverso le lettere dei due amanti e le testimonianze dei contemporanei: così il loro amore è diventato anche un caso letterario e uno dei capolavori della letteratura di ogni tempo. Lo spettacolo – continuano – alternerà letture tratte dall’autobiografia di Abelardo, dall’epistolario e da altri testi dell’epoca con musiche di straordinaria suggestione, cantate e suonate su strumenti antichi» e interpretate da due musicisti rinomati a livello internazionale nel campo della musica antica: Elisabetta de Mirkovich (canto, arpa romanica, viella e symphonia) e Matteo Zenatti (canto e arpa romanica).

L’ingresso è libero.

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