Radio Flâneur: LIGABUE – BUON COMPLEANNO, ELVIS!
Al Campovolo la festa per i vent’anni di rock fra Reggio e gli States

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LECCO – Potremmo stare ore ed ore a disquisire se sia meglio Balliamo sul mondo o la più recente Il meglio deve ancora venire, se sia più emozionante Ho messo via o A modo tuo, se I duri hanno due cuori rappresenti ancora una delle migliori composizioni di Ligabue, oppure se Urlando contro il cielo, Certe notti e altri classici di quel calibro restino imbattibili; potremmo dibattere – e magari anche convenire – sul fatto che si preferisca il mitico Sopravvissuti e sopravviventi ai successivi lavori di Luciano, ma in ogni caso non giungeremmo mai a una risposta univoca e definitiva, perché i gusti personali sono, per l’appunto, personali. Eppure, se c’è un dato oggettivo, incontrovertibile e inoppugnabile in tutto questo dissertare, è che soltanto Buon compleanno Elvis rappresenta veramente il disco perfetto, quello che ha cambiato definitivamente la carriera di Luciano Ligabue, quello che l’ha lanciato a livelli inimmaginabili fino a pochi anni prima, un disco che ha venduto cifre astronomiche di copie e che probabilmente ha fatto registrare determinati numeri proprio perché al suo interno conteneva e continua a contenere un gruppo di canzoni ben scritte e arrangiate ancora meglio, canzoni che hanno resistito egregiamente all’usura ventennale del tempo e di una carriera che per il Liga ormai di anni ne conta venticinque.

ligabue-buon-compleanno-elvisImpossibile non aver mai sentito neanche di sfuggita Certe notti, Vivo morto o x, Hai un momento Dio? o Leggero, tanto per citare alcuni titoli: quattordici brani che ancora oggi costituiscono buona parte dell’ossatura dei concerti di Ligabue, canzoni che nel settembre 1995, quando uscì il disco, riassumevano tutto il background culturale e musicale che il Liga si portava dietro dai suoi lavori precedenti, ma lo facevano in maniera più nitida e personale, proponendo un sound più nuovo e fresco: insomma, Buon compleanno Elvis non poteva non registrare il successo che ha ottenuto fin da subito, segnando nel profondo tutti coloro, giovani e meno giovani, che vedevano in quelle canzoni e nel suo interprete l’incarnazione più credibile di una nuova via italiana al rock declinata in salsa padana.

Merito del successo clamoroso di Buon compleanno Elvis – un disco pensato da Ligabue come un omaggio sincero a tutto quello che il rock aveva saputo produrre in decenni di storia, compresi i suoi miti positivi o negativi, i sogni e le illusioni – è sicuramente da attribuire alla bellezza delle canzoni, dove nulla è stato lasciato al caso; parte del merito, però, va anche ai musicisti chiamati a incidere quelle canzoni presso l’Esagono di Rubiera, mitico studio di registrazione del reggiano: a partire dal 1995, Antonio “Rigo” Righetti, Federico “Capitan Fede” Poggipollini, Mel Previte e Robby “Sanchez” Pellati diventeranno ufficialmente “La Banda”, non solo i musicisti al fianco di Ligabue per un decennio buono. Un gruppo di amici che, chiamati a sostituire i ClanDestino – fino a quel momento backing band di Luciano – hanno permesso la realizzazione di uno dei dischi più importanti nel panorama rock italiano, almeno a livello mainstream. Poi può piacere o meno, così come può piacere o meno il modo di far musica di Ligabue, ma in questo caso torniamo al punto di partenza: de gustibus!   

Lo scorso 19 settembre, proprio per festeggiare i vent’anni esatti dalla pubblicazione di quel disco, Buon compleanno Elvis è stato riproposto integralmente durante il maxi concerto tenuto da Ligabue al Campovolo di Reggio Emilia, uno show a cui hanno partecipato 150.000 persone e che ha decretato ancora una volta un successo che per il rocker di Correggio non sembra proprio diminuire. Un evento, quello del Campovolo 2015, che resterà negli annali non soltanto per i numeri e le cifre fatte registrare – partecipanti paganti, quantità di watt utilizzati, dimensioni di palco e maxischermo – ma anche e soprattutto per la particolarità dello show proposto: durante le oltre tre ore e mezza di concerto, infatti, Ligabue ha suonato integralmente per la prima volta ben due album che hanno segnato indelebilmente, ciascuno per motivi diversi, la sua carriera artistica: prima è stata la volta del disco d’esordio Ligabue (1990), suonato insieme ai Clandestino con cui l’aveva inciso giusto giusto 25 anni fa; poi è toccato a tutto Buon compleanno Elvis (1995), riproposto nel suo ventennale proprio insieme a La Banda. Infine, per suggellare un concerto già ricco di emozioni e salti indietro nel tempo, il Liga, insieme all’attuale Gruppo di musicisti con cui collabora, ha dato vita a un terzo set di canzoni in cui ha proposto i principali successi degli ultimi quindici anni, pescando i brani più significativi della sua produzione più recente.

Una festa in musica, quindi, che ha visto la riproposizione inedita di due tra gli album più importanti di Ligabue: se Balliamo sul mondo, Bambolina e barracuda, Piccola stella senza cielo, Marlon Brando è sempre lui, Non è tempo per noi, Bar Mario, Sogni di rock n’ roll, Figlio di un cane o Angelo della nebbia sono brani che hanno lanciato il rocker emiliano al suo esordio, delineandone fin da subito tutte le peculiarità stilistiche, è con canzoni come Vivo morto o x, Seduto in riva al fosso, Certe notti, Hai un momento Dio?, Quella che non sei, Viva! o Leggero che il potenziale di Ligabue è esploso in tutta la sua forza.

campovoloDurante il concerto al Campovolo è emersa proprio tutta la carica immutata che Buon compleanno Elvis si porta dietro da vent’anni a questa parte: in fondo quello “stronzo professore” e la sua mediocrità ce la portiamo ancora dentro nonostante tutto, le rive dei fossi e la loro magia resistono come vent’anni addietro e il fantasma di Elvis, insieme a un figlio col suo stesso nome, beh… anche lui è ancora lì che “passa col mondo al collo”! La forza della banda ha detto ancora una volta in faccia quello che voleva dire, dimostrando di essere un manifesto programmatico che forse ha più valore oggi che allora: in fondo, anche vent’anni dopo, “giocare al rock n’ roll comunque è un’opinione”. Le eterne ballate Hai un momento Dio? e Certe notti non hanno perso un briciolo del loro fascino iniziale, sebbene siano state suonate e sentite miliardi di volte; Viva!, I ragazzi sono in giro e Quella che non sei costituiscono un terzetto solidissimo di brani che farebbero la fortuna di qualsiasi altro cantante, ma sono solo alcune delle gemme presenti in questo album: Non dovete badare al cantante, finalmente riproposta dal vivo, la dice lunga sulle reali intenzioni da rockstar di Ligabue, concetto ben ribadito in chiusura da un altro cavallo di battaglia del disco, Leggero: “Leggero nel vestito migliore, senza andata né ritorno, senza destinazione / Leggero nel vestito migliore, nelle tasche un po’ di sole ed in bocca una canzone…”. Emozioni e standing ovation per un disco che, a vent’anni di distanza, non smette di stupire ed emozionare.

Certo, in questi vent’anni sono cambiate molte cose, a partire dallo stesso Ligabue, dal successo riscontrato anno dopo anno, dalle canzoni scritte in seguito e dai musicisti che si sono avvicendati al suo fianco: tra i molti cambiamenti, va ricordato che anche l’Esagono di Rubiera ha chiuso i battenti e che quindi nessuno può più suonare un blues per le sue rane, ma al netto dei bilanci crediamo che rispetto a vent’anni fa il cielo di Luciano sia decisamente più pieno che vuoto! Di bubma e di rock ce ne sono ancora, il Campovolo l’ha dimostrato senza mezzi termini e quindi… buon compleanno, Liga!

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