RADIO FLÂNEUR: “L’Ostaria Delle Dame” di Francesco Guccini. L’atmosfera delle osterie torna a splendere nei nastri ritrovati di tre concerti

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Le osterie di fuori porta sono ancora aperte, o meglio: l’antica Ostaria delle Dame di Bologna, oltre ad aver fisicamente riaperto da poco i battenti con una nuova gestione, è tornata a far parlar di sé e dei suoi antichi fasti grazie a un cofanetto contenente ben tre concerti inediti tenuti da Francesco Guccini nello storico locale bolognese a metà anni ’80, eseguiti voce e chitarra insieme al chitarrista Flaco Biondini.

Un bellissimo box che contiene tre concerti di Guccini registrati amatorialmente, i cui master sono tornati alla luce, ripuliti e qui suddivisi in 6 cd, accompagnati pure da un libro che racconta e ripercorre le atmosfere di una Bologna che ormai non c’è più, ma che rivive in tante delle canzoni che il Maestrone aveva scelto di proporre proprio in quegli spettacoli. Canzoni note e meno note al grande pubblico, presentate tutte in una rigorosa veste acustica mai sentita prima, arricchite soltanto dai fraseggi chitarristici dell’inseparabile Flaco Biondini e spogliate da ogni altro arrangiamento; canzoni che prese singolarmente hanno segnato i diversi periodi della carriera di Guccini, alle quali si aggiungono le mitiche introduzioni parlate che il cantautore era solito proporre nei suoi spettacoli dal vivo e che da sole valgono buona parte dell’operazione: ironia, sarcasmo o semplici presentazioni dei brani che andava cantando, questi siparietti scandiscono il tempo fra una canzone e l’altra, restituendo all’ascoltatore l’atmosfera tipica di quelle serate in osteria e, più in generale, dei concerti di Guccini.

Negli spettacoli rispolverati per l’occasione in questo cofanetto compaiono in scaletta molti dei classici del canzoniere gucciniano, partendo dalle storiche Canzone per un’amica, Un altro giorno è andato, Incontro o Il vecchio e il bambino, passando per le allora più recenti – si parla di spettacoli tenuti tra 1982, 1984 e 1985 – Autogrill, Bisanzio, Inutile, Gulliver, Argentina, Bologna o Venezia, fino a giungere alle ancora inedite Signora Bovary e Scirocco, che saranno ufficialmente incise soltanto nel 1987. Tra pezzi fondamentali come la Canzone delle osterie di fuori porta o Il pensionato e i divertissement ironici come I fichi o la semi sconosciuta Il treno va, il cofanetto rende omaggio a tutte le sfaccettature del mondo poetico di Guccini, evidenziando ancora una volta la sua disarmante facilità di entrare in empatia con il pubblico che lo stava a sentire e allo stesso tempo la capacità di raccontare storie senza tempo, attraverso canzoni valide e attuali ancora oggi a distanza di più di trent’anni da quegli spettacoli.

Il primo concerto, tenuto il 23 gennaio 1982, è quello più strutturato a livello di tematiche e brani proposti; analizzando le canzoni, infatti, emerge il denominatore comune delle migliori canzoni (quasi) d’amore presenti nel repertorio di Guccini: dopo l’immancabile apertura con Canzone per un’amica, ecco il trittico Canzone quasi d’amore, Osteria dei Poeti e Ti ricordi quei giorni; al tema sentimentale si intrecciano poi quello dell’America conosciuta proprio per amore (100, Pennsylvania Ave e Incontro) e quello del viaggio come conoscenza cantato in Bologna, Venezia, Bisanzio e Gulliver. Dopo la milonga argentina Jacinto Chiclana cantata da Flaco e l’esilarante I fichi, chiudono lo spettacolo Canzone di notte n.2 e Un altro giorno è andato.

Dal secondo show, registrato il 14 gennaio 1984, spiccano invece brani intramontabili come la trasognante e monumentale versione di Autogrill, la più che calzante Canzone delle osterie di fuori porta, la più recente Argentina e la storica Auschwitz, oltre a Canzone di notte, Inutile, Canzone dei 12 mesi, Gli amici e la semi inedita Il treno va. Da sottolineare anche un paio di introduzioni particolarmente divertenti: provate a non ribaltarvi sulla sedia quando Guccini presenta le la Canzone delle osterie di fuori porta o disserta con la sua inconfondibile verve sull’essenza del fritto misto prima di Inutile… siparietti che da soli valgono il prezzo di tutto il cofanetto!

Infine dal terzo concerto, datato 19 gennaio 1985, non si possono non citare le versioni acustiche di Scirocco e Signora Bovary non ancora completate definitivamente e le raffinatissime esecuzioni de Il vecchio e il bambino e Il pensionato; oltre alle introduzioni parlate, nella scaletta rientrano anche brani già presenti nei primi due concerti, come Auschwitz, Argentina, Autogrill, Bisanzio, Venezia, I fichi, Canzone quasi d’amore e Un altro giorno è andato, senza dimenticare alcuni brani argentini suonati da Flaco (A Don Nicanor Paredes, Chacarera del 55 e Yo quiro un caballo negro).

Guccini avrà anche detto addio alle scene e alla musica dal vivo – nel 2012 il ritiro ufficiale con il disco L’ultima thule – ma da allora non sono mancate di certo le occasioni per recuperare materiale conservato in qualche archivio e rendere così merito alla sua immensa grandezza cantautorale e culturale: qualche anno fa il monumentale box Se io avessi previsto tutto questo, ora i concerti all’Osteria delle Dame… occasioni fondamentali e necessarie per rendere meno amara a tutti i suoi fans l’assenza da un panorama musicale di cui è stato per decenni uno dei massimi esponenti e protagonisti. In questo senso, non fa eccezione questo L’Ostaria delle Dame: tre concerti inediti che servono a rendere più dolce quella ”infelicità vicina” che ci assale quando a mente lucida realizziamo che non ci saranno più dischi o canzoni nuove di Guccini da ascoltare; “le cose andate sono andate”, è vero, ma per fortuna rimangono le canzoni, i concerti che ogni tanto tornano alla luce e tutte le emozioni che un cofanetto come questo sanno ancora regalare a chi ha apprezzato e continua ad apprezzare la musica di uno dei cantautori più importanti e influenti che l’Italia abbia mai avuto.

Matteo Manente

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