ARCHIVIO – Capire la storia del Cinema
“Estasi di un delitto” e il periodo messicano di Luis Buñuel

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LECCO – Il periodo messicano, con capolavori del calibro di Los olvidados (1950), El (1952) ed Ensayo de un crimen (1955). Continua il modulo di approfondimento che il corso Capire la storia del Cinema promosso dall’associazione Dinamo Culturale dedica al maestro spagnolo Luis Buñuel. Dopo l’appuntamento dedicato alla prima fase artistica del regista, quella avanguardistica di pellicole quali Un chien andalou e L’ age d’or, mercoledì 23 marzo 2016 (alle 21 presso il Centro polifunzionale di via dell’Eremo, a Lecco) sarà la volta del focus, come anticipato, sul periodo detto messicano, quello in cui l’autore decide di lasciare la Spagna di Franco per lavorare proprio nel Paese americano.

estasi di un delittoUn periodo, questo, in cui Buñuel alternerà a film alimentari dai fini commerciali pellicole come il celebre Ensayo de un crimen, in Italia conosciuto come Estasi di un delitto. E proprio quest’ultimo lavoro sarà al centro della lezione di Matteo Marelli, caporedattore di Uzak.it, redattore di Cineforum e Teatroteatro.it nonché selezionatore di Filmmaker Festival, che nella serata di mercoledì analizzerà un film che è «esempio – spiegano dal corso – del felice equilibrio tra uso di generi popolari (giallo e melodramma) e suo rovesciamento autoriale».

Una pellicola, Estasi di un delitto, al centro della quale vi è la vicenda di Archibaldo de la Cruz, uomo ricco, distinto, feticista e assassino di donne, pur non avendone mai uccisa una. Sì, perché quello che Archibaldo fa è semplicemente augurarsene la morte, azionare un carillon e lasciare al fato il compito di portare a termine il tutto. Un film, questo, in cui è possibile rintracciare le ossessioni tipiche del regista aragonese: un mix di «erotismo pervaso da una carica trasgressiva – come scrive Edoardo Bruno nell’Enciclopedia del Cinema Treccani – allusioni religiose percorse da una vena ironica, forza straordinaria di invenzioni visive, tanto più sorprendenti quanto più rompono l’apparente conformismo dell’impaginazione cinematografica», tutto ciò unito anche a una «concezione della sessualità ambigua, misteriosa nelle sue irregolarità, con la quale Buñuel percorre l’inquietante e affascinante visione del corpo femminile».

INFORMAZIONI – L’ingresso è libero. Per informazioni scrivere a: capirelastoriadelcinema@gmail.com

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